Santo del giorno 29 luglio: chi è Santa Marta

Condividi l'articolo

Il 29 luglio la tradizione cristiana ricorda Santa Marta di Betania, una delle figure femminili più celebri dei Vangeli. Donna concreta e ospitale, è diventata nei secoli la protettrice di cuochi, casalinghe e albergatori. La sua storia intreccia i racconti evangelici, le leggende medievali e numerose tradizioni popolari ancora vive in Italia.

Chi era Santa Marta

Marta di Betania era, secondo i Vangeli, una donna che viveva nel villaggio di Betania, poco distante da Gerusalemme, insieme alla sorella Maria e al fratello Lazzaro. La sua famiglia era legata da profonda amicizia a Gesù, che più volte fu accolto nella loro casa. Marta viene descritta come una donna pratica, attiva, dedita alla cura degli ospiti: un ritratto che la rende, ancora oggi, sorprendentemente vicina alla sensibilità moderna.

Marta nei Vangeli

La figura di Marta compare in tre episodi dei Vangeli, che ne delineano il carattere.

L’ospitalità a Betania

Nel Vangelo di Luca si racconta che, mentre Marta si affaccendava a servire, la sorella Maria restava ad ascoltare Gesù. Alla protesta di Marta, che chiedeva aiuto, seguì la celebre risposta: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose”. Un passo su cui si è discusso per secoli, spesso letto come invito a non trascurare la dimensione interiore accanto a quella pratica.

La vicenda di Lazzaro

Nel Vangelo di Giovanni, Marta è protagonista dell’episodio legato alla morte del fratello Lazzaro. Secondo il racconto evangelico, andò incontro a Gesù e pronunciò una delle più note professioni di fede attribuite a una donna nel Nuovo Testamento.

Antico affresco religioso su una parete di chiesa
La figura di Marta ha ispirato per secoli l’arte europea.

Il significato del racconto evangelico

La contrapposizione tra Marta, indaffarata nelle faccende, e Maria, raccolta in ascolto, è diventata nei secoli un tema molto discusso. Nell’interpretazione tradizionale, le due sorelle rappresentano due modi complementari di vivere la spiritualità: la vita attiva, fatta di opere e servizio, e la vita contemplativa, dedita alla riflessione. Ben lungi dall’essere una critica, la figura di Marta è stata rivalutata come esempio di generosità concreta.

La leggenda provenzale e la Tarasca

Attorno a Marta è fiorita, nel Medioevo, una ricca tradizione leggendaria. Secondo un racconto diffuso in Francia, dopo gli eventi narrati nei Vangeli Marta sarebbe giunta in Provenza insieme ad altri discepoli. Qui, sempre secondo la leggenda, avrebbe ammansito un mostro chiamato Tarasca, che terrorizzava la popolazione lungo il fiume Rodano, dando origine al nome della città di Tarascona.

È importante ricordare che si tratta di narrazioni leggendarie, prive di riscontri storici, ma preziose per comprendere come la figura della santa sia stata reinterpretata dalla cultura popolare europea.

Facciata di una cattedrale medievale italiana
Molte chiese italiane sono legate al culto dei santi dell’ospitalità.

Perché è patrona di cuochi e casalinghe

Proprio l’immagine evangelica di Marta affaccendata nel servire spiega il suo patronato. Nei secoli è diventata la protettrice di quanti lavorano nell’ospitalità e nella cura della casa: cuochi, cuoche, casalinghe, camerieri, albergatori e osti. È il caso in cui un piccolo dettaglio di un racconto antico ha generato una devozione popolare tramandata fino a oggi.

Tradizioni italiane legate a Santa Marta

In Italia la memoria di Santa Marta ha lasciato tracce in molte comunità. In diverse località la santa è patrona e viene festeggiata a fine luglio con celebrazioni, processioni e sagre paesane. In alcune zone, storicamente, le corporazioni di cuochi e osti la sceglievano come protettrice, dedicandole altari e confraternite. Non mancano proverbi e detti popolari che, richiamando il periodo estivo della sua festa, la legano ai lavori dei campi e alla vita quotidiana.

Borgo storico italiano con campanile
In molti borghi italiani Santa Marta è ricordata con feste e processioni.

Dove è venerata in Italia oggi

Numerose chiese italiane sono intitolate a Santa Marta, spesso legate ad antichi ospedali, ostelli o confraternite dedite all’accoglienza, in coerenza con il suo patronato sull’ospitalità. La si ritrova in città grandi e piccole, dal Nord al Sud della penisola. La sua figura continua a essere ricordata anche nella tradizione dei santi che scandiscono il calendario, come accade con altre memorie estive quali quella dei santi Nazario e Celso, celebrati il 28 luglio.

Marta, Maria e Lazzaro: una memoria condivisa

Negli anni recenti il calendario liturgico ha unito nella stessa data la memoria di Marta, della sorella Maria e del fratello Lazzaro. La scelta valorizza il legame familiare che i Vangeli attribuiscono ai tre di Betania, restituendo l’immagine di una casa aperta e accogliente, diventata nei secoli simbolo dell’ospitalità.

Domande frequenti

Perché Santa Marta si festeggia il 29 luglio?

Il 29 luglio è la data tradizionalmente dedicata alla sua memoria nel calendario cristiano. Negli anni recenti la ricorrenza è stata estesa anche ai fratelli Maria e Lazzaro.

Di chi è protettrice Santa Marta?

È considerata patrona di cuochi, casalinghe, camerieri, albergatori e osti, per via dell’immagine evangelica che la mostra dedita al servizio e all’ospitalità.

Cosa racconta il Vangelo su Marta?

La descrive come una donna pratica e ospitale, sorella di Maria e Lazzaro, protagonista di alcuni episodi ambientati nella loro casa di Betania.

La storia della Tarasca è vera?

No. La leggenda del mostro ammansito in Provenza è un racconto medievale privo di fondamento storico, utile però a comprendere la fortuna popolare della santa.

Dove si trova Betania?

Betania era un villaggio situato poco a est di Gerusalemme, indicato nei Vangeli come luogo in cui viveva la famiglia di Marta.

Perché Marta e Maria vengono spesso contrapposte?

Perché un episodio evangelico le mostra impegnate in modi diversi: Marta nel servizio pratico, Maria nell’ascolto. La tradizione vi ha letto due modi complementari di vivere la spiritualità.

Per approfondire in chiave storica la figura di Marta puoi consultare la voce dedicata su Wikipedia.