Improvviso, fastidioso e a volte imbarazzante: il singhiozzo è uno di quei fenomeni del corpo che tutti conosciamo ma pochi sanno davvero spiegare. Perché ci viene? A cosa serve, se serve a qualcosa? E perché è così difficile fermarlo? Ecco cinque cose da sapere su uno dei riflessi più curiosi del nostro organismo.
Cosa è il singhiozzo
Il singhiozzo è una contrazione involontaria e improvvisa del diaframma, il grande muscolo che separa il torace dall’addome e che regola la respirazione. Quando il diaframma si contrae di scatto, l’aria viene aspirata rapidamente verso i polmoni, ma quasi subito la glottide, cioè lo spazio tra le corde vocali, si chiude di colpo. È proprio questa chiusura brusca a produrre il caratteristico “hic”.
Si tratta quindi di un riflesso, cioè di un movimento automatico che non decidiamo noi. Ecco perché non riusciamo a controllarlo con la volontà.
Perché ci viene il singhiozzo
Le cause del singhiozzo occasionale sono in genere banali e legate alle nostre abitudini quotidiane. Tra le più comuni ci sono un pasto troppo abbondante o consumato in fretta, le bevande gassate, un brusco cambiamento di temperatura, l’aria inghiottita mentre si mangia o si parla, oppure un’emozione forte. In tutti questi casi lo stomaco disteso o un’irritazione dei nervi coinvolti stimolano il diaframma a contrarsi.

Il ruolo del nervo vago e del nervo frenico
Nel singhiozzo entrano in gioco due nervi importanti: il nervo frenico, che comanda il diaframma, e il nervo vago, coinvolto in molte funzioni degli organi interni. Quando questi nervi vengono stimolati o irritati, possono innescare il riflesso del singhiozzo. È il motivo per cui anche una semplice digestione difficile può bastare a scatenarlo.
A cosa serve il singhiozzo
Questa è una delle domande più affascinanti, e la risposta non è del tutto certa. Secondo una delle ipotesi più discusse, il singhiozzo potrebbe essere un residuo evolutivo, cioè un meccanismo ereditato dai nostri lontani antenati e oggi privo di una funzione utile evidente.
Un’ipotesi suggestiva collega il singhiozzo al periodo che trascorriamo nel grembo materno. I feti, infatti, singhiozzano spesso, e alcuni ricercatori ritengono che questo movimento possa avere un ruolo nello sviluppo dei muscoli della respirazione. Va sottolineato che si tratta di ipotesi, non di certezze scientifiche definitive.
Un riflesso antico
Alcuni studiosi hanno notato somiglianze tra il singhiozzo e i movimenti respiratori di alcuni animali. Questo ha alimentato l’idea che il fenomeno affondi le radici molto indietro nella storia evolutiva, ben prima della comparsa dell’essere umano.

Perché è così difficile fermarlo
Il singhiozzo è difficile da bloccare proprio perché è un riflesso involontario: non basta “volerlo” far smettere. I tanti rimedi popolari, dal bere acqua a piccoli sorsi al trattenere il respiro, hanno un fondamento nel fatto che agiscono sui nervi coinvolti o modificano i livelli di anidride carbonica nel sangue. Trattenere il respiro, per esempio, aumenta l’anidride carbonica e questo, in alcuni casi, può interrompere il riflesso.
Nessun rimedio funziona sempre, però, perché ogni organismo reagisce in modo diverso. Nella maggior parte dei casi il singhiozzo passa comunque da solo nel giro di pochi minuti.

Quando il singhiozzo diventa un problema
Il singhiozzo occasionale è del tutto normale e innocuo. Esiste però un singhiozzo persistente, che dura molte ore o addirittura giorni, e un singhiozzo intrattabile, ancora più prolungato. In questi casi rari il fenomeno può essere il segnale di una condizione medica sottostante e può interferire con il sonno e con l’alimentazione.
Se il singhiozzo si ripete con insistenza o dura a lungo senza motivo apparente, è opportuno consultare un medico, che potrà valutarne le cause. Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere di un professionista della salute.
Cinque cose da sapere sul singhiozzo
1. È una contrazione del diaframma
Il “hic” nasce dalla chiusura improvvisa della glottide dopo una brusca contrazione del diaframma.
2. È un riflesso involontario
Non possiamo controllarlo con la volontà: è un movimento automatico del corpo.
3. Le cause comuni sono quotidiane
Pasti abbondanti, bevande gassate, aria inghiottita ed emozioni forti sono tra i fattori più frequenti.
4. La sua funzione resta un mistero
Potrebbe essere un residuo evolutivo: le ipotesi non mancano, ma manca una risposta definitiva.
5. Di solito passa da solo
Nella grande maggioranza dei casi il singhiozzo scompare spontaneamente in pochi minuti.
Un piccolo mistero del corpo umano
Il singhiozzo è un ottimo esempio di quanto il nostro corpo sia ancora ricco di misteri, anche in cose apparentemente banali. Se ti affascinano questi meccanismi involontari, leggi anche il nostro articolo su perché alcune persone starnutiscono guardando il sole. Per una panoramica generale puoi consultare la voce dedicata su Wikipedia.
Domande frequenti
Perché viene il singhiozzo?
Perché il diaframma si contrae in modo involontario, spesso a causa di pasti abbondanti, bevande gassate, aria inghiottita, sbalzi di temperatura o emozioni intense.
Il singhiozzo serve a qualcosa?
Non si conosce una funzione utile certa. Secondo alcune ipotesi potrebbe essere un residuo evolutivo o legato allo sviluppo dei muscoli respiratori nel feto.
Come si fa a far passare il singhiozzo?
I rimedi popolari, come bere a piccoli sorsi o trattenere il respiro, possono aiutare agendo sui nervi coinvolti, ma nessuno funziona sempre. Di norma passa comunque da solo.
Perché non riesco a controllarlo?
Perché è un riflesso involontario, cioè un movimento automatico del corpo che non dipende dalla nostra volontà.
Il singhiozzo può essere pericoloso?
Quello occasionale è innocuo. Se invece dura molte ore o giorni può essere il segnale di una condizione medica: in quel caso è bene consultare un medico.
Perché i neonati singhiozzano spesso?
Il singhiozzo è molto comune nei neonati e già nei feti. È considerato normale e alcuni studiosi ipotizzano un ruolo nello sviluppo della respirazione.