«Non farti abbindolare»: quante volte lo abbiamo sentito dire. È un verbo dal suono simpatico, quasi giocoso, che usiamo quando qualcuno viene raggirato con parole abili e promesse allettanti. Ma da dove arriva? Dietro «abbindolare» si nasconde un oggetto concreto, un attrezzo del passato, e un’immagine sorprendente: quella di un filo che gira e gira fino a restare intrappolato. Andiamo a scoprirla.
Che cosa significa «abbindolare»
Abbindolare significa ingannare qualcuno, raggirarlo con destrezza servendosi di modi accattivanti, belle parole o promesse convincenti. Non descrive un inganno brutale, ma piuttosto una furbizia sottile: chi abbindola non usa la forza, bensì l’arte della persuasione ingannevole. La vittima, spesso, si accorge tardi di essere caduta nel tranello.
È un verbo che porta con sé una sfumatura precisa. Quando diciamo che qualcuno è stato abbindolato, intendiamo che è stato “avvolto” dalle parole altrui, portato dove voleva l’ingannatore quasi senza rendersene conto. Ed è proprio questa idea dell’avvolgere a rivelare l’origine della parola.
L’origine: il bindolo
Alla radice di «abbindolare» c’è una parola oggi poco conosciuta: bindolo. Il bindolo era un attrezzo utilizzato per avvolgere il filo, una sorta di aspo o arcolaio su cui si raccoglievano matasse di filato facendole girare. Con lo stesso termine si indicava anche una macchina idraulica dotata di ruota, impiegata per sollevare l’acqua dai pozzi o dai corsi d’acqua.
In entrambi i casi l’idea centrale è quella del girare: la ruota che gira, il filo che si avvolge su sé stesso. Da qui nasce il verbo abbindolare, che in origine aveva a che fare con l’atto di avvolgere il filo attorno al bindolo. Il passaggio al significato figurato è breve e molto efficace.

Dal filo all’inganno
Immaginiamo il filo che viene fatto girare attorno all’attrezzo, avvolgimento dopo avvolgimento, finché non è tutto raccolto. Trasferiamo questa immagine alle persone: abbindolare qualcuno significa “avvolgerlo” con le parole, farlo girare in tondo con ragionamenti abili fino a “intrappolarlo” nella nostra volontà. La metafora è così naturale che il verbo ha finito per indicare quasi esclusivamente l’inganno.
Non a caso, la parola «bindolo» stessa arrivò a designare, in senso figurato, una persona imbrogliona e furba, capace di raggirare gli altri. Un “bindolo” era insomma un tipo di cui non fidarsi troppo.
Un’immagine che parla da sola
La forza di «abbindolare» sta proprio in questa immagine concreta. Molte parole legate all’inganno richiamano il movimento circolare: pensiamo a «raggirare», che contiene l’idea del girare attorno a qualcuno, o all’espressione «far girare la testa». Abbindolare appartiene alla stessa famiglia di immagini: l’inganno come un avvolgimento, un giro sapiente che disorienta la vittima.
È interessante notare come tante espressioni della nostra lingua nascano da gesti e oggetti della vita quotidiana di un tempo. Attrezzi da lavoro, mestieri artigianali e strumenti agricoli hanno lasciato tracce profonde nel vocabolario, spesso in parole che oggi usiamo senza più ricordarne il significato originario.

Come si usa oggi
A differenza di molte parole desuete, «abbindolare» è ancora piuttosto vivo nell’italiano contemporaneo, soprattutto nel linguaggio parlato e in contesti informali. Lo usiamo per mettere in guardia da truffe e raggiri, oppure per raccontare, magari con una punta di ironia, come qualcuno sia riuscito a convincerci di qualcosa.
Ecco alcuni esempi d’uso:
- «Si è fatto abbindolare da un venditore troppo abile.»
- «Non lasciarti abbindolare da quelle promesse.»
- «Ha cercato di abbindolarmi con belle parole, ma non ci sono cascato.»
Sinonimi e parole simili
La lingua italiana è ricchissima quando si tratta di descrivere l’inganno. Tra i sinonimi di abbindolare troviamo raggirare, imbrogliare, gabbare, circuire, infinocchiare e turlupinare. Ognuno ha una sua sfumatura, ma tutti condividono l’idea di condurre qualcuno all’inganno con più o meno abilità. Abbindolare, in particolare, sottolinea la componente della parlantina e della seduzione verbale.
Perché vale la pena riscoprirla
Parole come «abbindolare» sono piccoli tesori: raccontano una storia, custodiscono un’immagine e arricchiscono il modo in cui ci esprimiamo. Conoscerne l’origine ci aiuta a usarle con maggiore consapevolezza e a gustarne il sapore. Se ti piacciono le parole con una storia curiosa alle spalle, puoi leggere anche il nostro approfondimento su «cincischiare», significato e origine di un’altra parola affascinante.
Per una definizione rigorosa e per approfondire l’etimologia, è possibile consultare la voce «abbindolare» sul Vocabolario Treccani.

Domande frequenti
Che cosa vuol dire «abbindolare»?
Significa ingannare o raggirare qualcuno con abilità, usando belle parole e modi accattivanti per convincerlo di qualcosa a proprio vantaggio.
Da dove deriva la parola «abbindolare»?
Deriva da «bindolo», un attrezzo usato per avvolgere il filo o una macchina a ruota per sollevare l’acqua. L’idea di base è quella dell’avvolgere e del far girare.
Che cos’era il bindolo?
Era uno strumento per raccogliere e avvolgere il filato, oppure una macchina idraulica dotata di ruota per sollevare l’acqua dai pozzi. Il termine indicava anche, in senso figurato, una persona imbrogliona.
«Abbindolare» è una parola ancora usata?
Sì. A differenza di molti termini caduti in disuso, è ancora comune nell’italiano parlato, soprattutto quando si parla di truffe, raggiri e persuasione ingannevole.
Quali sono i sinonimi di «abbindolare»?
Tra i principali ci sono raggirare, imbrogliare, gabbare, circuire, infinocchiare e turlupinare, tutti legati all’idea di ingannare qualcuno.
Qual è la differenza tra «abbindolare» e «imbrogliare»?
Sono molto vicini, ma «abbindolare» insiste sull’uso della parlantina e del fascino verbale per convincere, mentre «imbrogliare» è più generico e indica qualsiasi tipo di inganno.