5 cose sorprendenti sul deserto del Sahara

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Il Sahara è il più grande deserto caldo del mondo, un oceano di sabbia e roccia grande quasi quanto tutti gli Stati Uniti. Ma dietro l’immagine di dune infinite si nasconde un luogo pieno di sorprese: un tempo era verde, nasconde acqua sotto la sabbia e la sua polvere nutre foreste dall’altra parte dell’oceano. Ecco cinque cose sorprendenti su questo gigante di sabbia che continua a stupire gli scienziati.

1. Il Sahara un tempo era verde

Può sembrare incredibile, ma migliaia di anni fa il Sahara non era un deserto. Durante un periodo chiamato “Sahara verde” o periodo umido africano, gran parte della regione era coperta da savane, laghi e fiumi, popolata da elefanti, ippopotami e comunità umane. Le pitture rupestri ritrovate in vari siti mostrano animali che oggi non assoceremmo mai al deserto.

Il cambiamento fu causato da lente variazioni nell’orientamento dell’asse terrestre e nell’orbita del pianeta, che modificarono i monsoni. Nel giro di qualche millennio le piogge diminuirono e il paesaggio si trasformò nel deserto che conosciamo. Secondo gli studi, questi cicli si ripetono nel tempo: il Sahara è stato verde più volte nella storia della Terra.

Distesa di dune dorate nel deserto
Migliaia di anni fa il Sahara era coperto da savane e laghi.

2. Sotto la sabbia si nasconde tanta acqua

Il Sahara appare arido in superficie, ma nel sottosuolo custodisce enormi riserve d’acqua. Si tratta di falde acquifere fossili, cioè accumulate proprio nei periodi umidi del passato, quando la regione era piovosa. Alcune di queste riserve, come il grande sistema acquifero arenitico nubiano, contengono acqua vecchia di decine di migliaia di anni.

Queste falde alimentano le oasi e vengono sfruttate da alcuni Paesi per l’agricoltura e l’acqua potabile. Sono però risorse in gran parte non rinnovabili: una volta esaurite, non si ricaricano nei tempi umani. Per questo il loro uso richiede molta prudenza.

3. Non è solo sabbia: dune, roccia e montagne

L’immaginario collettivo associa il Sahara alle grandi dune, ma i “mari di sabbia” (chiamati erg) coprono solo una parte del deserto. Gran parte del territorio è fatta di distese di ghiaia e pietre (reg), altopiani rocciosi (hamada) e persino catene montuose. Il massiccio dell’Ahaggar in Algeria e i monti del Tibesti in Ciad raggiungono altitudini considerevoli, con cime che superano i tremila metri.

Il paesaggio è quindi molto più vario di quanto si pensi. Le temperature, poi, non sono sempre torride: di notte, e soprattutto in quota, possono scendere sotto lo zero, con escursioni termiche enormi tra giorno e notte.

Paesaggio roccioso del deserto del Sahara
Le grandi dune coprono solo una parte del deserto.

4. La sua polvere fertilizza l’Amazzonia

Una delle scoperte più affascinanti riguarda la polvere del Sahara. Ogni anno i venti sollevano milioni di tonnellate di sabbia finissima e le trasportano per migliaia di chilometri, attraverso l’Oceano Atlantico. Parte di questa polvere raggiunge il Sud America e si deposita sulla foresta amazzonica.

Non è un dettaglio da poco: quella polvere è ricca di fosforo, un nutriente fondamentale per le piante. In pratica, il deserto più grande del mondo contribuisce a fertilizzare una delle foreste più rigogliose del pianeta. Un legame invisibile che unisce due luoghi apparentemente opposti. La polvere sahariana influenza anche la formazione degli uragani e la qualità dell’aria in molte regioni.

5. È vivo, e la vita si è adattata all’estremo

Nonostante il clima proibitivo, il Sahara non è affatto privo di vita. Vi abitano animali straordinariamente adattati alla scarsità d’acqua: la volpe delle sabbie (fennec) con le sue orecchie enormi che disperdono calore, l’addax e vari tipi di gazzella, scorpioni, rettili e uccelli migratori. Anche piante specializzate riescono a sopravvivere sfruttando le rare piogge e l’umidità notturna.

Molte di queste specie sono maestre nel risparmio idrico: alcune ricavano l’acqua direttamente dal cibo, altre restano attive solo nelle ore fresche. Se ti incuriosiscono gli animali del deserto, puoi leggere anche la storia del gatto delle sabbie, un felino perfettamente adattato a questi ambienti.

Tramonto sulle dune del Sahara
La vita nel Sahara si è adattata alla scarsità d’acqua.

Un deserto tutto da scoprire

Il Sahara è molto più di una distesa di sabbia: è un archivio del clima terrestre, un serbatoio d’acqua antica, un motore che influenza ecosistemi lontani e una casa per forme di vita sorprendenti. Studiarlo aiuta gli scienziati a capire come cambia il clima del pianeta e come la vita riesca ad adattarsi anche alle condizioni più estreme. Per approfondire puoi consultare la voce Sahara su Wikipedia.

Domande frequenti sul deserto del Sahara

Quanto è grande il Sahara?

Copre circa nove milioni di chilometri quadrati, un’estensione paragonabile a quella degli Stati Uniti, ed è il più grande deserto caldo del mondo.

È vero che il Sahara era verde?

Sì. Migliaia di anni fa la regione era coperta da savane, laghi e fiumi, con abbondante fauna. Il cambiamento fu causato da lente variazioni orbitali della Terra che ridussero le piogge.

C’è acqua nel Sahara?

In superficie pochissima, ma nel sottosuolo esistono enormi falde acquifere fossili, accumulate nei periodi umidi del passato e in gran parte non rinnovabili.

Il Sahara è fatto solo di sabbia?

No. Le grandi dune coprono solo una parte del deserto. Ci sono anche distese di pietre, altopiani rocciosi e vere e proprie catene montuose che superano i tremila metri.

Perché la polvere del Sahara arriva in America?

I venti sollevano la sabbia finissima e la trasportano per migliaia di chilometri sull’Atlantico. Parte di questa polvere, ricca di fosforo, si deposita sulla foresta amazzonica fertilizzandola.

Quali animali vivono nel Sahara?

Specie adattate alla siccità come la volpe fennec, l’addax, gazzelle, scorpioni, rettili e vari uccelli, tutti capaci di risparmiare acqua ed evitare le ore più calde.