Il buco più profondo del mondo è largo come un piatto

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Il buco più profondo mai scavato dall’uomo è largo più o meno come un piatto da tavola. Oggi lo chiude un tappo di metallo arrugginito, saldato, in mezzo a un cantiere abbandonato vicino al confine tra Russia e Norvegia.

Si chiama pozzo superprofondo di Kola, e sotto quel tappo scende per più di dodici chilometri. Nessuno, prima o dopo, è arrivato più in basso con un trapano.

Perché i sovietici volevano bucare la Terra

I lavori cominciano nel 1970 sulla penisola di Kola, oltre il Circolo polare artico. Non si cerca petrolio, né oro. L’obiettivo è puramente scientifico: guardare con i propri occhi com’è fatta la crosta terrestre, quella buccia di roccia su cui camminiamo, invece di indovinarlo da lontano. Fino ad allora i geologi la conoscevano quasi solo ascoltando come la attraversano le onde dei terremoti. Un po’ come capire cosa c’è dentro un cocomero bussandoci sopra.

Il metodo è paziente: una punta rotante scende, si consuma, viene tirata su e sostituita, e il tubo si allunga pezzo dopo pezzo. Il pozzo si ramifica più volte, perché quando un tratto si blocca si riparte deviando di lato. Per arrivare in fondo serve quasi una generazione. Il ramo più profondo tocca il suo record alla fine degli anni Ottanta.

Più giù del fondo dell’oceano

Per avere la scala, prendi il Monte Bianco e capovolgilo: in quel buco ci starebbe più di due volte. Il punto più profondo degli oceani, in fondo alla Fossa delle Marianne, resta comunque più in alto. Eppure, se la Terra fosse un pallone da calcio, il pozzo di Kola non riuscirebbe nemmeno a forare la pelle del pallone. La crosta in quella zona è molto più spessa, e il mantello è ancora più lontano.

La cosa più bella è che quasi niente è andato come previsto. Le onde dei terremoti facevano pensare che a una certa profondità il granito lasciasse il posto al basalto, una roccia più scura e pesante. Il trapano ci è arrivato e il basalto non c’era: c’era altra roccia simile al granito, piena di crepe. E in quelle crepe c’era acqua salata, a chilometri di profondità, dove si pensava che la roccia fosse troppo compatta per lasciarla passare. Lo racconta il lungo rapporto che il servizio geologico degli Stati Uniti dedicò ai risultati sovietici: era la prima volta che si trovava acqua sotterranea in rocce del genere.

Da dove venga quell’acqua è ancora materia di discussione: per alcuni è acqua antichissima rimasta intrappolata, per altri è stata letteralmente spremuta fuori dai minerali dall’enorme pressione. Le rocce del fondo, intanto, hanno quasi tre miliardi di anni.

Perché si sono fermati

Il nemico vero è stato il caldo. In fondo al pozzo la temperatura era quasi il doppio di quella attesa, abbastanza da far bollire l’acqua di una pentola con largo margine. A quel punto, come spiega Scientific American, la roccia si comportava più come plastica che come pietra: si richiudeva sul foro, deformava le punte e i tubi. Nel 1992 il trapano si è fermato per sempre, ben lontano dall’obiettivo che gli scienziati si erano dati.

Da allora il pozzo è diventato anche protagonista di una bufala: la storia dei geologi che avrebbero registrato urla venire dal basso, il «pozzo per l’inferno». Non c’è nessuna registrazione, solo un racconto rimbalzato per anni tra radio e televisioni. La realtà, del resto, non ha bisogno di diavoli: acqua dove non doveva esserci e roccia che si piega come cera bastano e avanzano.

Altri pozzi, scavati per il petrolio in Qatar e vicino all’isola di Sachalin, sono più lunghi perché corrono in obliquo sotto terra. Ma nessuno scende così in verticale. Se ti piacciono i posti dove la Terra mostra quello che ha dentro, c’è il fiume che bolle nel cuore dell’Amazzonia, ci sono i vulcani e le loro stranezze e c’è perfino un continente intero rimasto sott’acqua.

Il record di Kola, invece, è ancora lì. Sotto un tappo arrugginito, nel silenzio.

Fonti

Scientific American, «How Deep Is the Deepest Hole in the World?»

U.S. Geological Survey, «The Kola Superdeep Drill Hole: a detailed summary», Open-File Report 86-517

Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026