La supercolla fu scartata perché attaccava tutto

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La supercolla che oggi tieni nel cassetto è stata scartata perché attaccava tutto. Proprio così: il difetto che la rese inservibile in laboratorio è lo stesso motivo per cui adesso la compri dal tabaccaio.

La storia comincia nel 1942, in piena guerra, negli Stati Uniti. Harry Coover è un giovane chimico della Eastman Kodak, l’azienda delle pellicole fotografiche. Il suo compito è trovare una plastica trasparente e robusta per i mirini delle armi. Tra le sostanze che prova c’è una famiglia di composti chiamati cianoacrilati. Sono limpidi, promettenti, e hanno un problema insopportabile: si incollano a qualunque cosa tocchino. Vetreria, attrezzi, dita. Per un mirino è un disastro, e il composto finisce nell’elenco delle idee da dimenticare.

Il giorno dei prismi rovinati

Passano gli anni e Coover, sempre per Kodak, lavora in Tennessee su un altro progetto: materiali resistenti al calore per le cupole trasparenti degli aerei a reazione. Nel 1951 nel suo gruppo qualcuno ripesca i vecchi cianoacrilati. Un assistente ne spalma un velo tra i due prismi di un rifrattometro, uno strumento delicato e costoso che serve a capire come un materiale piega la luce. Lo scopo era solo misurare. Il risultato: i prismi non si staccano più. Lo strumento, nuovo di zecca, è da buttare, e l’assistente è disperato.

Questa volta però Coover guarda la scena con altri occhi. Una sostanza che incolla vetro a vetro in pochi secondi, senza calore e senza pressione, non è un fallimento: è un prodotto. Il punto è che nessuno lo aveva cercato. Era lì da nove anni, chiuso in un cassetto mentale con l’etichetta «inutile».

Il trucco chimico, detto semplice, è questo: quella colla non ha bisogno di asciugare. Basta l’umidità invisibile che c’è su ogni superficie, perfino nell’aria, per far scattare la reazione che la trasforma in plastica dura. Per questo nel tubetto resta liquida e sulle dita invece fa presa all’istante: la pelle è umida per definizione.

Appesi a una goccia, in diretta tv

Kodak la mette in vendita nel 1958 con un nome da catalogo, Eastman 910. Per convincere il pubblico serviva una dimostrazione, e Coover ne trova una memorabile. Va ospite a I’ve Got a Secret, un quiz molto seguito della televisione americana, e davanti alle telecamere lui e il conduttore Garry Moore vengono sollevati da terra, appesi a sbarre fissate a supporti di metallo con una sola goccia di colla. In diretta. Nessuno si stacca.

Il nome Super Glue arriverà dopo, insieme al successo in tutto il mondo. Coover, che con i suoi gruppi di ricerca firmerà più di quattrocento brevetti su plastiche e processi chimici, resterà per sempre l’uomo di una goccia sola. Della prima volta, anni dopo, ricordava soprattutto la frustrazione: «Si attaccava tutto a tutto», e alla fine il governo aveva cancellato il contratto dei mirini.

E il pronto soccorso?

La proprietà che l’aveva condannata, attaccarsi alla pelle, ha avuto una seconda vita anche in medicina. Durante la guerra del Vietnam i chirurghi da campo la spruzzavano sulle ferite per fermare il sangue e trasportare i soldati fino all’ospedale, come ricostruisce il programma per gli inventori del MIT. Coover raccontava che fu un generale a volerla: diceva che fermava l’emorragia all’istante. Oggi esistono colle chirurgiche parenti strette di quella del tubetto, studiate apposta per i tessuti: non sono la stessa cosa, e per questioni personali serve un medico, non il cassetto della cucina.

Non è l’unica invenzione nata da un incidente: anche il forno a microonde è nato per caso da una cioccolata sciolta, e il pluriball doveva essere una carta da parati. Ma la storia della supercolla ha un dettaglio in più: l’idea giusta Coover l’aveva già avuta in mano e l’aveva scartata. Lo ricordava anche il necrologio diffuso dall’agenzia Associated Press quando Coover morì.

Se vuoi un’altra invenzione copiata dalla natura, c’è il velcro nato dai fiori di bardana. Coover invece non copiò niente. Gli bastò smettere di considerare un difetto ciò che aveva davanti.

Quel rifrattometro rovinato, alla fine, fu un ottimo investimento.

Fonti

NBC News / Associated Press, «Harry Coover, creator of Super Glue, dead at 94» (2011)

The Cornell Daily Sun, «Inventor of Super Glue who received multiple Cornell degrees dies at 94» (2011)

Lemelson-MIT Program, «Harry Coover»

CBS News, «Almanac: Super Glue»

Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026