Il simbolo di accensione è un uno dentro uno zero
Il tasto di accensione è un uno dentro uno zero, e la versione che vedi ovunque nasceva per dire «quasi spento», non spento
La curiosità è sintomo d'intelligenza
Il tasto di accensione è un uno dentro uno zero, e la versione che vedi ovunque nasceva per dire «quasi spento», non spento
Per anni abbiamo soffiato nelle cassette del Nintendo per farle partire. Il fiato non c’entrava nulla, anzi le rovinava piano piano.
Il sacchetto di riso è il primo soccorso di tutti per il telefono caduto in acqua. Nelle prove vere perde contro l’aria, e può perfino fare danni.
Lo swipe che chiude tutte le app aperte non allunga la carica del telefono: la accorcia. Il mito nasce da telefoni che non esistono più.
Nel 1995 un programmatore mise all’asta un puntatore laser che non funzionava. Qualcuno lo comprò davvero, e per anni nessuno seppe chi fosse.
Nel 1991 a Cambridge due informatici puntarono una telecamera su una caffettiera per non salire le scale a vuoto. Cosi nacque la webcam.
Miliardi di persone hanno fissato la stessa collina d’erba senza sapere dove fosse: chi l’ha fotografata e perché oggi non si vede più così.
Metti gli occhiali da sole, guardi il telefono e lo schermo si spegne. Non è rotto: dentro c’è un filtro che litiga con le tue lenti.
Ogni volta che cambi canale il telecomando accende una luce che i tuoi occhi non possono vedere. E domani puoi smascherarla con il telefono.
Finché lo usano in pochi, il traffico migliora. Quando lo usano tutti, le strade alternative si intasano e il vantaggio sparisce: la simulazione su tre città italiane.
Il sedicesimo carattere serve a scoprire gli errori negli altri quindici. Come viene calcolato, e perché a volte una cifra diventa una lettera.
Forno, lavatrice e phon insieme, eppure la luce non salta. Il contatore ragiona sulla media e ti concede più di quanto c’è scritto sul contratto.
Quasi tutti lo attivano per risparmiare carica. Funziona solo su certi schermi, e molto meno di quanto si crede: cosa cambia davvero.