Il forno a microonde non cuoce il cibo dall’interno. Fa esattamente il contrario: scalda la parte esterna e lascia che il calore arrivi al centro da solo, con calma, come una padella qualunque.
Se ti sembra strano, pensa all’ultima volta che hai riscaldato un avanzo di lasagna. Bordi che sfrigolano, formaggio che si attacca al piatto, e in mezzo un cuore tiepido, a volte ancora freddo di frigo. Se il microonde lavorasse davvero dal centro verso fuori, quella scena non esisterebbe.
Da dove nasce la leggenda?
Il mito ha un fondo di verità, ed è per questo che resiste. In un forno normale il calore tocca solo la superficie e poi deve farsi strada verso l’interno. Le microonde invece entrano davvero nel cibo: attraversano la crosta e fanno vibrare le molecole d’acqua che trovano sotto, e quella agitazione diventa calore. Quindi è vero che il microonde scalda “dentro” il cibo, e non solo sopra.
Il problema è quanto dentro. Le onde si fermano dopo uno spessore pari più o meno a un paio di dita. Più in là non arrivano, perché gli strati esterni si mangiano quasi tutta l’energia. Una fetta di pizza, un toast sottile o una tazza di latte vengono attraversati quasi per intero, e lì l’impressione di una cottura “da dentro” è forte. In una pagnotta o in un arrosto, invece, il centro resta escluso dalla festa.
A rafforzare la leggenda ci sono anche le storie di casa: la marmellata del cornetto che ustiona la lingua mentre la pasta sembra appena calda. Lì il ripieno, ricco d’acqua e zucchero, assorbe le onde molto meglio della sfoglia secca che lo avvolge. Non è il centro a scaldarsi per primo: è l’ingrediente più goloso di microonde.
Cosa succede davvero là dentro
Lo spiega con parole semplici la pagina dell’agenzia americana che controlla questi apparecchi: nei cibi spessi sono gli strati esterni a cuocere, e l’interno si scalda soprattutto per conduzione, cioè il calore passa da una zona all’altra come succede in una bistecca sulla griglia. La stessa cosa la ripetono all’ufficio per la scienza della McGill University di Montréal, che aggiunge un dettaglio prezioso: il tempo di riposo che le istruzioni ti chiedono di aspettare non serve a far “uscire” le microonde. Serve a dare al calore il tempo di camminare verso il centro.
Per questo le confezioni dei piatti pronti dicono di mescolare a metà cottura e di lasciar riposare. Non è pignoleria del produttore: stanno correggendo a mano il limite fisico del forno. E anche il piatto che gira serve a qualcosa di simile, perché dentro la scatola le onde non sono distribuite in modo uniforme e lasciano zone più calde e zone più pigre.
La storia dell’apparecchio, tra l’altro, comincia proprio da un cibo scaldato in modo imprevisto. Nel 1945 l’ingegnere americano Percy Spencer lavorava ai radar quando si accorse che la barretta di cioccolato in tasca si era sciolta. Abbiamo raccontato come da quella tasca appiccicosa nacque il forno a microonde, e c’è un’altra stranezza che pochi conoscono: nel microonde l’acqua può bollire mentre il ghiaccio accanto resta intatto, perché il ghiaccio le onde quasi non le sente.
Vero o falso?
Il microonde cuoce dall’interno: falso.
Le microonde penetrano nel cibo più del calore di un forno: vero, ma solo per un paio di dita.
Il riposo serve a far uscire le radiazioni: falso, serve a far arrivare il calore al centro.
La versione da raccontare a cena
Il microonde è una specie di griglia invisibile che scalda la buccia del cibo un po’ più in profondità del solito. Tutto il resto lo fa il calore, che si muove piano, a modo suo, esattamente come sul fornello della nonna. Per questo un arrosto intero non si cuoce bene nel microonde e un cornetto alla marmellata diventa un’arma.
La prossima volta che la lasagna ti arriva gelata nel mezzo, non dare la colpa al forno. Gira il piatto, mescola se puoi, e aspetta un minuto prima di affondare la forchetta. Il centro arriva sempre per ultimo.
Fonti
U.S. Food and Drug Administration, Microwave Ovens
McGill University Office for Science and Society, Microwave fears
Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2026
