La paura della tv troppo vicina nasce dai raggi X

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Stare col naso attaccato alla televisione non ti rovina gli occhi. Eppure quel «allontanati dallo schermo!» che ti ripetevano da bambino ha un’origine vera: alcuni televisori emettevano davvero raggi X.

Solo che non li sparavano dove pensi.

Che cosa è successo nel 1967?

Siamo negli Stati Uniti. La tv a colori è la novità del salotto e General Electric vende apparecchi grandi, col mobile di legno e lo schermo bombato. A un certo punto l’azienda scopre un difetto in una serie di modelli: una piccola valvola nascosta nel telaio, quella che teneva a bada l’alta tensione, lasciava scappare raggi X. Lo racconta la rivista tecnica Radio-Electronics nel novembre di quell’anno, con tanto di disegno: il fascio era sottile, largo come un’unghia.

Gli apparecchi da sistemare erano circa novantamila. I tecnici andarono casa per casa a sostituire le valvole con versioni schermate, e l’azienda offrì perfino un piccolo premio a chi riportava ai rivenditori quelle vecchie rimaste in giro.

La notizia fece rumore. Si parlò di televisori radioattivi, le autorità sanitarie consigliarono di tenersi a qualche passo dallo schermo e il Congresso americano corse ai ripari. Nel 1968 arrivò una legge federale sulle radiazioni degli apparecchi elettronici, e poco dopo un limite preciso anche per i televisori, come ricorda ancora oggi la pagina dell’agenzia americana per i farmaci dedicata alla tv. Il problema sparì.

La raccomandazione invece restò. Passò da una generazione di genitori all’altra, perse per strada i raggi X e diventò una frase più semplice e più paurosa: «Così ti rovini la vista». Da noi il colore arrivò un decennio dopo quel guasto, quando la Rai avviò le trasmissioni ufficiali nel febbraio 1977. A quel punto i televisori non avevano più niente da nascondere. La frase sì.

Allora perché i bambini si siedono così vicino?

Perché ci riescono. Gli occhi di un bambino mettono a fuoco da vicino con una facilità che un adulto ha perso da tempo, e lì davanti si sta comodi. Lee Duffner, oculista dell’Accademia americana di oftalmologia, l’ha detto senza giri di parole: guardare la tv, da vicino o da lontano, non provoca danni fisici agli occhi. Al massimo li stanca, come succede con qualsiasi cosa fissata a lungo, e una dormita rimette tutto a posto.

C’è però un rovescio, ed è il dubbio onesto di questa storia. Un bambino che si avvicina sempre allo schermo a volte lo fa perché da lontano non vede bene. La miopia, in quel caso, è la causa e non l’effetto. Le mamme avevano notato il sintomo giusto, sbagliando il colpevole.

Succede spesso con le regole di casa. Anche il riso per il telefono bagnato o il calore che scapperebbe dalla testa reggono meno di quanto sembri, e lo stesso vale per tanti altri miti sugli occhi.

Vero o falso?

Stare vicino alla tv rovina la vista: falso. Può stancare gli occhi, non li danneggia.
Alcuni televisori emettevano raggi X: vero. Una serie americana degli anni Sessanta, poi sistemata.
I televisori di oggi fanno lo stesso: falso. Gli schermi piatti non hanno più il tubo catodico che produceva quei raggi.

Dove andavano davvero quei raggi?

Torniamo a quella valvola difettosa. Stava in un pozzetto del telaio e la fuga usciva dal suo zoccolo, cioè dal basso. Il fascio non puntava verso il divano né verso la faccia di chi guardava i cartoni: scendeva attraverso il fondo del mobile. Lo schermo, la parte che terrorizzava i genitori, era la più tranquilla dell’apparecchio.

Il punto più esposto della stanza era il pavimento.

Fonti

Radio-Electronics, novembre 1967: X-ray radiation from TV sets
U.S. Food and Drug Administration: Television Radiation
Scientific American: Does watching television close-up really harm eyesight?
Pagella Politica: l’arrivo della tv a colori in Italia

Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2026