Il suono che salutava milioni di PC accesi con Windows 95 l’ha composto un uomo che i PC non li sopportava. E l’ha scritto su un Mac, il computer della concorrenza.
Quell’uomo è Brian Eno: il musicista dei Roxy Music, il produttore di U2 e Talking Heads, il padre della musica ambient. Se a metà degli anni Novanta accendevi il computer di casa o dell’ufficio, prima ancora dell’icona del Cestino arrivava lui. Un accordo morbido, un luccichio, una specie di alba in miniatura.
Come facciamo a saperlo?
Lo ha raccontato lui stesso, e senza nessun imbarazzo. Ospite di un programma della BBC, la frase è stata secca: «L’ho scritto su un Mac. Non ho mai usato un PC in vita mia, non mi piacciono». La scena la riporta il sito irlandese Silicon Republic.
La storia comincia nel 1994. Due progettisti di Microsoft, Mark Malamud ed Erik Gavriluk, cercavano qualcuno che desse una voce al nuovo sistema operativo. Pensarono a Eno. Lui accettò, e all’inizio si ritrovò in mano qualcosa di più simile a un rebus che a una commissione musicale.
Oggi quel suono è ufficialmente un pezzo di storia: la Library of Congress americana l’ha inserito nel suo registro delle registrazioni da conservare per sempre, accanto a dischi e canzoni celebri. Lo trovi nell’elenco pubblicato dalla biblioteca con un nome tutto tecnico, «Microsoft Windows Reboot Chime», e la firma di Eno.
Un gioiello da tenere nel palmo della mano
Perché proprio lui? Perché Microsoft voleva un suono che non fosse un semplice «bip». In un’intervista al San Francisco Chronicle, Eno ha raccontato che l’agenzia gli aveva mandato una lista di aggettivi lunghissima: il suono doveva essere ispirante, ottimista, futuristico, sentimentale, emozionante. E in fondo, quasi come una nota a margine, il vincolo vero: doveva durare tre secondi e un quarto.
Un musicista abituato a brani lunghi come un pomeriggio, chiuso dentro un tempo più breve di uno starnuto. Eno la prese come una sfida da orafo. Disse che era come fabbricare un gioiellino minuscolo. Ne compose 84 versioni, una dopo l’altra, finché non arrivò quella giusta.
Qui c’è un dubbio onesto. Le fonti non vanno d’accordo sui dettagli: c’è chi parla di qualche versione in meno, e la durata finale pare sia uscita quasi doppia rispetto alla richiesta. Il cuore della storia, però, regge in ogni versione: il suono di Windows è nato su un Mac.
Quella volta che Microsoft suonò come Apple
C’è qualcosa di comico, a ripensarci. A metà anni Novanta Microsoft e Apple erano i due grandi rivali dei computer. E il benvenuto di Windows 95, quello che si sentiva ogni mattina negli uffici e anche nelle case italiane, era nato davanti a uno schermo con la mela.
Se ti piacciono questi retroscena, sul sito trovi anche la storia dei tasti per riavviare il computer che dovevano restare segreti e altre curiosità sui computer di casa. Oppure puoi frugare tra le nostre storie di musica.
Ma il dettaglio più bello è quello che quel lavoro lasciò a Eno. Passare settimane a lucidare frammenti di musica così corti gli cambiò il senso del tempo. Quando tornò ai suoi brani normali, raccontò, una canzone di tre minuti gli sembrava sterminata.
Per lui, ormai, erano «oceani di tempo».
Fonti
Library of Congress Blog, National Recording Registry 2025 (Brett Zongker)
Popular Science, Andrew Paul, aprile 2025
Silicon Republic, il tema di Windows 95 composto su un Mac
Intervista di Joel Selvin a Brian Eno, San Francisco Chronicle, giugno 1996 (trascrizione)
Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2026
