La sera sei più basso che la mattina
Tra il risveglio e la sera perdi un pezzetto di altezza: un chirurgo di Budapest lo misurò su mille persone appena scese dal letto.
La curiosità è sintomo d'intelligenza
Tra il risveglio e la sera perdi un pezzetto di altezza: un chirurgo di Budapest lo misurò su mille persone appena scese dal letto.
Quel gorgoglio a stomaco vuoto spesso non chiede cibo: è un’onda di contrazioni che passa a ripulire l’intestino, come una scopa.
Il mondo è pieno di deserti, ma per il calcestruzzo si scava nei fiumi: colpa del vento, che ha dato ai granelli la forma sbagliata.
Il berretto non trattiene metà del calore del corpo: il mito nasce da un vecchio esperimento militare con tutto coperto tranne la testa.
Chi ha visto un corpo dopo qualche giorno giura che unghie e barba sono cresciute. Non è così: il trucco lo fa la pelle, e si spiega in due righe.
La pioggia vera non ha la punta: le gocce piccole sono palline, quelle grandi panini schiacciati. E un contadino lo misurò con la farina.
Nel 1964 un liceale californiano restò sveglio undici giorni per vincere la fiera della scienza: cosa successe al suo cervello, e come finì.
Nella bottiglia rosa sotto il lavello c’è un primato mondiale: la sostanza più amara mai assaggiata, scoperta per caso cercando un anestetico.
A Oxford un campanello suona da quasi due secoli con le stesse pile, e nessuno sa davvero cosa ci sia dentro. La storia della batteria più longeva.
Nel microonde un bicchiere d’acqua bolle prima che i cubetti accanto si sciolgano: il motivo è lo stesso della lasagna gelata al centro
Apri l’acqua e la tenda ti viene incontro. Non è il vapore: dentro la doccia gira un piccolo uragano sdraiato, e c’è un modo per vederlo.
Batti il cucchiaino sul fondo di una tazza appena mescolata e la nota sale da sola: la colpa è di bollicine che quasi non vedi.
Il profumo del prato appena tosato è un messaggio d’allarme: l’erba chiama le vespe che mangiano i bruchi. E la stessa chimica è nell’olio nuovo.
Il tuo cervello prevede ogni tuo tocco e ne abbassa il volume: per questo le tue dita non fanno ridere. Un robot un po’ lento invece sì.
Le stelle tremolano e i pianeti restano fermi: colpa dell’aria sopra di noi, e di un trucco che a Firenze hanno imparato a correggere.
Amburgo, 1669: un alchimista bolle barili di urina sperando di farne oro. Quello che resta in fondo alla storta brilla al buio da solo.
Per mezzo secolo un professore aspettò di veder cadere una goccia di pece. Non ci riuscì mai, e a Brisbane quell’imbuto gocciola ancora.
Joy Milne capì che il marito era malato dodici anni prima dei medici, e lo capì dal naso. Poi un test con dodici magliette le diede ragione.
Quel rumore secco non arriva dalle ossa: dentro l’articolazione si apre di colpo una bolla. Qualcuno l’ha filmata mentre nasceva.
Stringi delle monete e annusati il palmo: quell’odore di ferro non arriva dal metallo. Arriva dalla tua pelle, ed è lo stesso del sangue.