Se sotto il lavello hai una bottiglia di alcol rosa, in casa tieni un primato mondiale. Dentro c’è il denatonio benzoato, la sostanza più amara mai assaggiata: un ditale sciolto in una piscina olimpionica basta a rendere l’acqua cattiva.
Non è un modo di dire. Il Guinness dei primati lo tiene in cima alla classifica dell’amaro da decenni, e la tua lingua se ne accorge anche quando è diluito in centinaia di milioni di volte tanta acqua. Per fare un paragone, il caffè senza zucchero ti sembra amaro solo perché ne bevi una tazzina intera.
Chi l’ha messo nella tua bottiglia?
In Italia ce lo mette la legge. L’alcol che compri al supermercato costa poco perché non paga le tasse delle bevande alcoliche, e in cambio deve diventare imbevibile. La ricetta la fissa l’Agenzia delle Dogane, seguendo una regola europea: in cento litri di alcol puro vanno due solventi e un solo grammo di denatonio. Un grammo pesa più o meno quanto una graffetta.
Il colore rosa serve a riconoscerlo a colpo d’occhio. Il lavoro sporco però lo fa l’amaro: chi prova a berlo lo sputa prima ancora di deglutire. Lo stesso trucco lo trovi in molti detersivi liquidi e negli antigelo per auto, che altrimenti attirerebbero cani e gatti con il loro sapore dolciastro.
Come fa una polvere a essere così cattiva?
Sulla lingua hai una famiglia di sensori dedicati all’amaro. Esistono per avvisarti che quello che hai in bocca potrebbe essere velenoso, perché in natura molte piante tossiche sono amare. Il denatonio riesce ad accenderne parecchi tutti insieme, con quantità ridicole. Il cervello riceve l’allarme a pieno volume e la smorfia parte da sola, prima che tu possa decidere qualcosa. Alle dosi in cui si usa è considerato innocuo: il suo unico compito è convincerti a sputare.
Se ne accorse a sue spese, nel febbraio 2017, il giornalista americano Jeff Gerstmann. Pochi giorni prima che la Nintendo Switch arrivasse nei negozi, si mise in bocca una delle sue schede di gioco, piccole come un francobollo. Poi scrisse su Twitter che non sapeva di cosa fossero fatte, ma che sentiva ancora il sapore. Un collega di Kotaku rifece la prova in video e la definì la cosa peggiore che si possa fare alla propria lingua. Nintendo lo conferma nelle sue pagine di assistenza: le schede sono rivestite di denatonio, così un bambino che le scambia per una caramella le risputa subito. Se ti incuriosiscono le vecchie cartucce, c’è anche la storia di chi ci soffiava dentro.
Un dubbio onesto va detto: «la più amara» significa la più amara tra quelle provate. Le molecole che nessuno ha mai messo in bocca sono moltissime, e qualcuna potrebbe battere il record. Finora nessuna ci è riuscita. Se ti piacciono gli scherzi che il palato ci fa, leggi anche perché dopo i carciofi l’acqua sembra dolce, o curiosa tra gli altri record del sito.
Lo trovarono cercando un anestetico
La scoperta arrivò per caso nel 1958 a Edimburgo, nei laboratori della ditta farmaceutica scozzese T&H Smith. I chimici stavano lavorando sulla lignocaina, l’anestetico che i dentisti usano per addormentare gengive e denti, e su molecole sue parenti. Una di queste, in polvere, aveva un sapore che nessuno aveva mai sentito. Anni dopo l’azienda che la produce ancora in Scozia ha ammesso il paradosso: una ricerca nata per il dentista ha regalato al mondo la sostanza che fa saltare sulla sedia qualunque paziente.
Cercavano di addormentare le bocche. Trovarono il modo di svegliarle.
Fonti
Guinness World Records, Bitterest substance
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nota 77062/RU del 19 luglio 2017 sulla denaturazione dell’alcol
Johnson Matthey, The world’s worst bitter: discovered, brewed and tested in Scotland
Nintendo, assistenza Switch sulle schede di gioco
Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026
