Un uccellino nato da pochi mesi in Alaska ha attraversato tutto l’oceano Pacifico senza posarsi nemmeno una volta. Undici giorni e undici notti di volo, senza mangiare, senza bere, senza toccare terra, fino a una spiaggia della Tasmania.
È il volo senza scalo più lungo mai registrato per un animale. Il protagonista è una pittima minore, un uccello di spiaggia dalle zampe lunghe e dal becco sottile e leggermente all’insù, più o meno grande quanto una colomba.
Chi è il campione
Non ha un nome, solo una sigla sull’anello: i ricercatori lo chiamano B6. Nell’estate del 2022 era un pulcino sul delta del fiume Kuskokwim, in Alaska occidentale. Lì gli scienziati del servizio geologico degli Stati Uniti, insieme al Max Planck Institute, gli hanno fissato sul dorso un minuscolo trasmettitore a energia solare, leggero come una moneta.
A metà ottobre B6 è partito. Aveva circa cinque mesi e non aveva mai fatto il viaggio: i genitori erano già volati via settimane prima. Il satellite lo ha seguito giorno dopo giorno sopra il mare aperto. Undici giorni dopo è atterrato ad Ansons Bay, nel nord-est della Tasmania, dopo circa tredicimila e cinquecento chilometri.
Per farti un’idea: è come volare da Milano a Tokyo e poi proseguire ancora per un bel pezzo. Tutto con un corpo che sta in una mano.
Come si attraversa un oceano a digiuno?
La pittima si prepara come un maratoneta che deve correre per due settimane. Prima di partire mangia vermi e molluschi a volontà e mette su una scorta di grasso impressionante, fino a sembrare una pallina con le ali.
Poi fa una cosa che sembra fantascienza. Riduce gli organi che in volo non le servono: stomaco, intestino, parte del fegato e dei reni si rimpiccioliscono. In compenso cuore e muscoli del petto si ingrandiscono. In pratica si trasforma in una macchina da volo, con il serbatoio pieno e il bagagliaio vuoto.
Durante il viaggio consuma quasi tutto. L’ornitologo australiano Eric Woehler, che ha seguito l’arrivo in Tasmania, ha raccontato al Guinness dei primati che probabilmente B6 ha perso metà del suo peso o anche di più.
E non può fare pause. La pittima non è un uccello marino: se si posasse sull’oceano rischierebbe di non ripartire più. Quindi vola, sempre, di giorno e di notte, sfruttando i venti delle tempeste autunnali come un nastro trasportatore.
E quando dorme?
Qui arriva il dubbio onesto: nessuno lo sa con certezza. Si pensa che dorma pochissimo e a pezzetti, forse spegnendo metà cervello alla volta, come fanno altri uccelli che restano in aria a lungo. Ma per la pittima nessuno è ancora riuscito a misurarlo.
Anche il percorso ha lasciato gli esperti a bocca aperta. La maggior parte delle pittime dell’Alaska puntano dritte sulla Nuova Zelanda. B6 invece, a metà strada, ha fatto una virata secca verso ovest e ha tirato dritto fino in Australia. Un giovane al primo viaggio, senza nessuno da seguire, che si inventa una rotta più lunga e ce la fa.
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Una campionessa di passaggio anche in Italia
La pittima minore non vive solo dall’altra parte del mondo. Le popolazioni che nidificano nel nord dell’Europa e della Russia passano anche da noi, in primavera e tra agosto e ottobre, fermandosi nelle lagune e sulle spiagge fangose. Qualcuna, racconta la rivista dei parchi del Piemonte, passa l’inverno perfino nelle risaie del Vercellese.
Da noi fa tappe brevi, niente di eroico. Ma se in una laguna vedi un uccello color sabbia che infila il becco nel fango con aria indaffarata, guardalo con rispetto. Suo cugino ha attraversato il Pacifico senza mai fermarsi.
E aveva solo cinque mesi.
Fonti
- USGS Alaska Science Center: Juvenile bar-tailed godwit B6 sets world record
- Guinness World Records: The record-breaking bird that flew from Alaska to Australia
- ABC News: Bar-tailed godwit breaks world record for non-stop bird flight
- Piemonte Parchi: Pittima minore, viaggi record senza scali
Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2026