Il fungo più grande del mondo è un cugino dei chiodini

Preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale · responsabile editoriale Andrea Bertolotti · come lavoriamo

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L’essere vivente più grande del mondo non è una balena né una sequoia. È un fungo che vive sotto una foresta dell’Oregon, e appartiene allo stesso genere dei chiodini che in autunno riempiono i cestini dei cercatori italiani.

Si chiama Armillaria ostoyae, e in superficie quasi non si vede. Ogni tanto spunta qualche cappello color miele ai piedi di un albero morto, e tutto qui. Il resto sta sottoterra: un’unica creatura che si allunga sotto il bosco per un’area grande come 1.600 campi da calcio.

Come si scopre un fungo che non si vede?

Per caso, e partendo dagli alberi. Nel 1998 una squadra del Servizio forestale americano, guidata dalla ricercatrice Catherine Parks, stava studiando una moria di conifere nella Malheur National Forest, sulle Blue Mountains dell’Oregon orientale. Dalle foto aeree si vedevano chiazze di alberi secchi, tutti attaccati dallo stesso marciume delle radici.

I ricercatori raccolsero pezzetti di fungo dalle radici di oltre cento alberi malati, sparsi su chilometri di bosco. Poi fecero una prova semplice: misero i campioni a due a due nella stessa piastra di laboratorio. Quando due funghi sono individui diversi, dove si incontrano alzano una specie di confine e si respingono. Questi invece si fondevano, come se si riconoscessero. Il test del DNA diede la conferma: stessa impronta genetica da un capo all’altro. Non era una colonia di funghi. Era uno solo.

Come racconta un articolo di Scientific American dedicato alla scoperta, da quel momento il fungo dell’Oregon si è preso il titolo di organismo più esteso mai misurato. In America lo chiamano semplicemente «Humongous Fungus», il fungo gigantesco.

Quanti anni ha un fungo così?

Qui la faccenda si fa scivolosa. Il fungo cresce di poco ogni anno, e facendo il conto al contrario i ricercatori hanno stimato che abbia almeno 2.400 anni. Ma è una stima prudente: se in passato è cresciuto più piano, potrebbe essere molto più vecchio, forse diverse migliaia di anni in più. Su questo i micologi non hanno un numero sicuro, e probabilmente non l’avranno mai.

Anche il peso è un rebus. Nessuno può scavare mezza foresta per metterlo su una bilancia, quindi le cifre che girano sono calcoli a spanne. Per questo alcuni botanici gli contendono il primato: in Utah c’è un bosco di pioppi tremuli nato tutto da una sola radice, e chi misura a peso invece che a superficie a volte dà la corona a lui. Diciamo che il fungo vince per estensione, e che la gara resta aperta.

Come fa a muoversi sotto terra?

Con dei cordoni scuri che sembrano lacci da scarpe. I micologi li chiamano rizomorfe: corrono nel terreno da una radice all’altra, trovano un albero indebolito e ci si infilano sotto la corteccia. Lì il fungo sparge enzimi che digeriscono il legno vivo, e l’albero muore lentamente dal basso. Il bosco sopra il fungo, insomma, è anche il suo pranzo.

Non è stato il primo gigante di questa famiglia. Già all’inizio degli anni Novanta, nei boschi vicino a Crystal Falls, nel Michigan, era stato trovato un altro Armillaria enorme, e il paese ci ha costruito sopra una sagra annuale. Il fungo dell’Oregon lo ha semplicemente fatto sembrare piccolo.

E da noi? I chiodini che si comprano al mercato o si cercano sotto le ceppaie sono parenti stretti, dello stesso genere, e fanno lo stesso mestiere: vivono sul legno, spesso sugli alberi già malati. Nessuno ha mai cercato un record nei boschi italiani, quindi non sappiamo quanto possano diventare grandi da queste parti. Il fungo che mangi in umido, però, è solo il frutto: la pianta vera resta nascosta, come quella dell’Oregon.

Il dettaglio che si vede solo al buio

Questi funghi hanno un’ultima stranezza. Il loro micelio, cioè la parte filamentosa sepolta nel legno, emette una debole luce verdastra. Gli inglesi la chiamano foxfire, «fuoco della volpe», e per secoli i boscaioli hanno visto brillare di notte i ceppi marci senza sapere perché. Lo spiegano bene i botanici dei Kew Gardens di Londra: a fare luce sono i filamenti che crescono più in fretta, non i cappelli che raccogliamo. Ne abbiamo parlato anche raccontando i funghi che brillano nel bosco.

Se ti piacciono le creature che battono il tempo, c’è anche il pino del Pollino più vecchio di Dante, e un pesce, lo squalo della Groenlandia, che vive secoli nell’acqua gelata.

Di notte, forse, il gigante dell’Oregon fa un po’ di luce.

Fonti

Scientific American, Strange but True: The Largest Organism on Earth Is a Fungus (2007)

Tom Volk, University of Wisconsin-La Crosse, The Humongous Fungus: Ten Years Later

Royal Botanic Gardens Kew, How nature glows wild

Why does the bioluminescent fungus Armillaria mellea have luminous mycelium but nonluminous fruiting body? (PubMed)

Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2026