Si può morire di solletico? La storia della tortura che non esiste

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Preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale · responsabile editoriale Andrea Bertolotti · come lavoriamo

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Non esiste in letteratura medica un caso confermato di persona uccisa dal solletico. Quello che i medici registrano è la sincope gelastica, uno svenimento causato da una risata troppo violenta: talmente rara che nel 2008 la letteratura contava appena cinque casi adulti descritti (Journal of Medical Case Reports).

Le due forme di solletico

Gli psicologi Granville Stanley Hall e Arthur Allin distinsero due tipi di solletico già nel 1897, con termini ancora in uso (American Journal of Psychology). Le aree più sensibili sono le piante dei piedi e le ascelle, seguite da collo, fianchi e pancia, zone che non coincidono con quelle di maggiore sensibilità al dolore (Science Advances, 2025).

Tipo Stimolo Reazione
Knismesis Tocco leggero, quasi un prurito Fastidio, nessuna risata
Gargalesis Pressione decisa e ripetuta su punti sensibili Risata, corpo che si irrigidisce e si ritrae

Perché non riesci a farti il solletico da solo

Il cervelletto prevede le sensazioni che ci procuriamo da soli e le annulla, così il solletico autoinflitto non scatta (Blakemore, Wolpert e Frith, NeuroReport 2000). È lo stesso meccanismo che rende involontarie altre reazioni del corpo, come la sonnolenza dopo pranzo. Nel 2016 Shimpei Ishiyama e Michael Brecht hanno fatto il solletico a dei ratti e registrato l’attività dei neuroni nella corteccia somatosensoriale del tronco: stimolando quella zona gli animali reagivano come sotto solletico, ma bastava metterli in ansia perché la risposta sparisse (Science, 2016). L’umore, insomma, decide se il solletico funziona.

Cosa succede al corpo quando si ride troppo

Una risata violenta alza la pressione toracica, riduce il ritorno di sangue al cuore e cala il flusso al cervello: da lì lo svenimento (Nishida, Hirota e Tokeshi, 2008). Il caso più citato è quello di Alex Mitchell, muratore di King’s Lynn, in Inghilterra, morto il 24 marzo 1975 dopo venticinque minuti di risate davanti a una scena televisiva. I medici lo attribuirono all’inizio alla risata, ma nel 2012 alla nipote fu diagnosticata la sindrome del QT lungo, un difetto cardiaco ereditario: fu quello a ucciderlo, non l’ilarità in sé (Snopes). La stessa risata, del resto, ha nomi e storie curiose anche altrove, come nel riso sardonico.

Solletico come tortura: cosa dicono le fonti

La cosiddetta “lingua di capra” compare nel racconto autobiografico di Guiberto di Nogent intorno al 1115 e in trattati giuridici successivi, non in fonti romane (Monodies, ed. Rubenstein). Il supplizio consisteva nel cospargere di sale le piante dei piedi del prigioniero e lasciare che una capra le leccasse a lungo, finché la sensazione di solletico diventava dolore. A descriverlo per esteso furono giuristi italiani: Francesco Bruni da San Severino nel suo trattato del 1502 e Ippolito de’ Marsili nel 1537. Resta un dubbio importante: non sappiamo se la lingua di capra sia mai stata praticata davvero o se sia rimasta una descrizione sulla carta.

Cosa non è vero

  • Che il solletico possa uccidere di per sé. Non risulta un solo caso documentato; la sincope da risata è rarissima e non aumenta il rischio di morte, e le morti attribuite al ridere dipendevano da patologie preesistenti come nel caso Mitchell (Snopes).
  • Che i romani o la dinastia Han giustiziassero col solletico. L’attribuzione all’antichità non ha fonti: le prime descrizioni della “lingua di capra” sono europee e medievali, poi rinascimentali (Guiberto di Nogent, 1115).

Fonti

Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2026.