C’era una volta una domanda semplice, ma capace di dividere scienziati, appassionati di ippica e scommettitori nei fumosi club dell’alta società di fine Ottocento: quando un cavallo galoppa, esiste un momento in cui stacca tutte e quattro le zampe da terra contemporaneamente? Sembrava un dettaglio da fanatici, un capriccio accademico. L’occhio umano, per quanto acuto, non era abbastanza veloce per cogliere la realtà di un movimento così rapido e sfuggente. Eppure, proprio inseguendo questa curiosità apparentemente futile, è stato compiuto il primo, decisivo passo concreto verso l’invenzione del cinema.
Siamo nel 1878, in California. Leland Stanford, potente magnate delle ferrovie ed ex governatore, era determinato a risolvere l’enigma. La leggenda narra di una scommessa da 25.000 dollari, ma la verità storica ci dice che Stanford voleva soprattutto capire scientificamente la biomeccanica dei suoi amati campioni da corsa. Per riuscirci, chiese aiuto a un personaggio eccentrico e visionario: Eadweard Muybridge, un fotografo inglese geniale, considerato oggi un vero pioniere dell’immagine.
La sfida tecnica era colossale. Le fotografie dell’epoca richiedevano tempi di esposizione lunghi e i soggetti dovevano restare immobili per essere nitidi. Fermare un cavallo in piena corsa con dettagli chiarissimi sembrava una follia impossibile. Muybridge, però, non si arrese e trasformò una pista da corsa nella sua personale e futuristica sala di posa a Palo Alto.
L’ingegno di Muybridge portò a una soluzione rivoluzionaria: allineò lungo il percorso ben 12 macchine fotografiche (in seguito aumentate a 24), posizionate a intervalli regolari. Ciascuna fotocamera era collegata a un filo sottile teso attraverso la pista. Il piano era semplice quanto geniale: il cavallo, correndo, avrebbe spezzato i fili con le zampe, azionando automaticamente gli otturatori meccanici in una raffica rapidissima. Per riuscirci, il fotografo dovette inventare un’emulsione chimica speciale per le lastre, capace di catturare la luce in una frazione di secondo (circa un millesimo), una velocità impensabile per la tecnologia di allora.
Il 19 giugno 1878, il cavallo Sallie Gardner fu lanciato al galoppo. Il risultato cambiò la storia. La sequenza di scatti, divenuta celebre come “The Horse in Motion”, mostrò senza equivoci la verità: il cavallo solleva effettivamente tutte e quattro le zampe da terra, ma non con le gambe distese come dipingevano i pittori classici, bensì raccolte sotto il corpo, in un attimo di sospensione quasi magico.
Fu una rivelazione shockante. L’arte fu costretta a cambiare il modo di raffigurare gli animali e la scienza guadagnò uno strumento inedito. Ma Muybridge non si fermò alle foto statiche. Capì che quelle immagini, se viste in rapida successione, potevano ingannare l’occhio e ricreare la vita. Inventò così lo zoopraxiscopio, un dispositivo che proiettava su uno schermo le immagini stampate su un disco rotante. Non era ancora la pellicola, ma il concetto fondamentale era nato: scomporre il tempo in frammenti per poi ricomporlo in movimento.
Da quel campo polveroso di Palo Alto, il filo tirato dal cavallo divenne il filo conduttore che portò direttamente alla nascita della cinematografia moderna. Il lavoro di Muybridge ispirò inventori come Thomas Edison e i fratelli Lumière. La sequenza, l’intervallo tra uno scatto e l’altro, la proiezione luminosa: parole tecniche che trasformarono la curiosità in puro spettacolo.
C’è una bellezza commovente in questa vicenda reale: nessun set hollywoodiano, nessun attore strapagato, nessun effetto speciale digitale. Solo un cavallo che corre, un fotografo ostinato e un mecenate curioso. Eppure, in quella corsa del 1878 si nasconde la scintilla che oggi illumina le sale di tutto il mondo. Ogni volta che guardiamo un video sul nostro smartphone o un film al cinema, stiamo ripetendo quel miracolo: il nostro cervello unisce immagini ferme in una danza continua, permettendoci di vedere l’invisibile. Tutto è partito da lì, dal giorno in cui la fotografia ha imparato a correre.
Potrebbe interessarti:






