Quando pensiamo al selvaggio West, immaginiamo subito sparatorie, violenza e banditi senza scrupoli. La realtà storica, però, a volte è molto diversa e più sorprendente dei film. Tra le figure più singolari dell’Ottocento americano spicca Charles Earl Bolles, passato alla storia con il nome di Black Bart: un rapinatore di diligenze elegante, solitario e non violento, capace persino di scusarsi con le sue vittime lasciando poesie.
Charles Bolles nacque nel 1829 nello stato di New York. Nei primi anni della sua vita non mostrò nulla di particolarmente fuori dall’ordinario. Lavorò come contadino e, come migliaia di altri uomini dell’epoca, si spostò verso ovest durante la corsa all’oro in California, sperando di migliorare la propria condizione economica. L’oro, però, non arrivò mai. Al contrario, Bolles maturò nel tempo una forte delusione e un risentimento crescente verso le grandi compagnie, soprattutto quelle che gestivano il trasporto del denaro e delle paghe.
Fu questo rancore, più che la violenza o l’avidità, a spingerlo verso il crimine. Tra il 1875 e il 1883, Black Bart compì almeno 28 rapine a diligenze in California, diventando uno dei banditi più ricercati della regione. Il suo metodo era sempre lo stesso, studiato nei minimi dettagli. Si appostava lungo strade isolate, spesso in zone boscose, e al passaggio della diligenza sbucava all’improvviso armato di fucile.
Indossava un lungo cappotto e una maschera rudimentale ricavata da un sacco di farina, con due fori per gli occhi. Dietro di sé sistemava dei bastoni tra i cespugli, così da farli sembrare i fucili di una banda pronta a sparare. In realtà agiva sempre da solo. Questo trucco gli permetteva di intimidire il conducente senza usare la forza.
Ciò che rendeva Black Bart davvero unico era il suo comportamento. Era educato, calmo e rispettoso. Ordinava al cocchiere di fermarsi, chiedeva ai passeggeri di restare seduti e prendeva esclusivamente il denaro della compagnia. Non rubava oggetti personali e, secondo le testimonianze, non ferì mai nessuno. Spesso concludeva la rapina con un cortese ringraziamento prima di dileguarsi.
A renderlo leggendario furono però le poesie. In almeno due occasioni lasciò nella cassetta del denaro dei versi firmati The PO8, un gioco di parole che si legge come “Poet”. In una di queste poesie si scusava per il disagio causato, spiegando che non aveva nulla contro le persone presenti, ma che il suo gesto era una forma di protesta contro un sistema che considerava ingiusto. Un comportamento assolutamente inedito per un bandito dell’epoca.
Per anni riuscì a sfuggire alla cattura, alimentando la sua fama. Ma nel 1883, durante una rapina, fu colpito di striscio da un proiettile e nella fuga perse un fazzoletto. Quel dettaglio si rivelò decisivo: il tessuto riportava il marchio di una lavanderia di San Francisco. Seguendo quella traccia, gli investigatori arrivarono a Bolles, che viveva sotto falso nome conducendo una vita apparentemente rispettabile.
Arrestato e processato, confessò alcune rapine e fu condannato a sei anni di prigione. Ne scontò solo quattro per buona condotta e venne rilasciato nel 1888. Da quel momento scomparve dalla vita pubblica. Le informazioni sui suoi ultimi anni sono incerte, un finale misterioso perfettamente coerente con la sua figura.
La storia di Black Bart mostra un volto insolito del West: quello di un fuorilegge colto, non violento e quasi romantico. Un uomo che scelse la strada sbagliata, ma cercò di percorrerla con intelligenza, rispetto e parole in rima. Ed è proprio questa contraddizione a renderlo ancora oggi uno dei banditi più affascinanti della storia americana.
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