Ogni anno il 16 maggio il mondo celebra la Giornata internazionale della luce, una ricorrenza istituita dall’Unesco per ricordare quanto la luce sia centrale per la scienza, la cultura, l’arte, l’istruzione e lo sviluppo sostenibile. La data non è casuale: è l’anniversario del primo raggio laser funzionante, generato da Theodore Maiman in California esattamente il 16 maggio 1960.
Cos’è la Giornata internazionale della luce
Proclamata dall’Unesco nel 2017, la Giornata internazionale della luce è osservata ogni anno il 16 maggio. Coinvolge istituti di ricerca, musei, scuole, università, planetari e associazioni di tutto il mondo. Non è una ricorrenza simbolica: è un evento operativo che riunisce migliaia di iniziative locali, dalle dimostrazioni di laser nei licei alle installazioni d’arte luminosa nelle piazze.
L’obiettivo dichiarato è far comprendere il ruolo della luce nello sviluppo umano: dalla fotosintesi che alimenta la vita alla fibra ottica che fa funzionare Internet, dalla diagnostica medica alle energie rinnovabili.
Perché proprio il 16 maggio
Il 16 maggio 1960 il fisico statunitense Theodore Harold Maiman, nei laboratori della Hughes Research a Malibu, mette a punto il primo dispositivo capace di emettere un raggio laser. Una piccola barra di rubino sintetico, una lampada flash a spirale e uno specchio riflettente: con questi tre elementi nasce una tecnologia che cambierà la fisica applicata, la medicina, l’industria, le telecomunicazioni e l’intrattenimento.
Il laser di Maiman emetteva un impulso rosso intenso a 694 nanometri, durava meno di un millesimo di secondo, eppure conteneva tutta la fisica dei dispositivi quantistici che oggi guidano interi settori produttivi. Sessant’anni dopo, l’Unesco ha scelto questa data per ricordare a tutti che la luce è una protagonista discreta di gran parte della nostra vita quotidiana.

Una promotrice multilaterale: l’iniziativa dei fotoni
La Giornata internazionale della luce nasce dall’esperienza positiva dell’Anno internazionale della luce 2015, organizzato dall’Onu per celebrare i 1000 anni del trattato di ottica di Ibn al-Haytham, i 200 anni della teoria ondulatoria di Fresnel, i 150 anni delle equazioni di Maxwell, i 100 anni della relatività generale di Einstein e i 50 anni della fibra ottica di Charles Kao.
L’Anno della luce è stato così partecipato (oltre 13 mila iniziative in 147 paesi) che l’Unesco ha deciso di renderlo evento ricorrente annuale. La gestione operativa è affidata all’International Day of Light Steering Committee, con sede al Trieste International Centre for Theoretical Physics, in Italia.
I temi della Giornata della luce nel 2026
Ogni anno la ricorrenza ha un tema centrale. Per il 2026 l’Unesco ha scelto «La luce per un futuro sostenibile», con focus su quattro aree:
- Illuminazione efficiente: il passaggio globale ai LED ha già risparmiato circa 1.500 TWh di elettricità all’anno, pari al consumo totale di Germania e Francia messi insieme
- Energia solare: i pannelli fotovoltaici convertono direttamente la luce solare in elettricità con efficienze ormai oltre il 25%
- Telecomunicazioni: la fibra ottica trasporta oggi più del 99% del traffico Internet intercontinentale
- Salute: la fototerapia, la diagnostica laser e la chirurgia oftalmica devono molto alla tecnologia ottica
La luce nella scienza e nella vita quotidiana
Dalle stelle ai laboratori
La luce è la principale fonte di informazione sull’universo. Tutto ciò che sappiamo delle stelle e delle galassie deriva dall’analisi della loro luce. Spettroscopia, fotometria e interferometria sono tecniche che permettono di studiare oggetti lontani milioni di anni luce senza mai toccarli.
La luce in medicina
Le terapie laser per la cataratta, l’oftalmologia refrattiva, la rimozione di tatuaggi e la fotodinamica oncologica salvano e migliorano milioni di vite ogni anno. Per qualsiasi questione clinica specifica consulta sempre un medico.
La luce nelle case
Pannelli solari, lampadine LED, schermi OLED, lettori di codici a barre, telecamere a infrarossi: ogni casa contemporanea contiene decine di dispositivi che manipolano la luce in forme che a Maxwell sarebbero sembrate fantascienza.

Iniziative in Italia per il 16 maggio
L’Italia partecipa attivamente alla Giornata della luce. Tra le iniziative ricorrenti, l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) apre gli osservatori di Padova, Bologna, Catania al pubblico, con osservazioni guidate del Sole. Il CNR organizza laboratori nelle scuole. Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano propone visite alle collezioni di fisica ottica con dimostrazioni di laser, fibre ottiche e ologrammi.
Diverse città illuminano i monumenti con installazioni artistiche temporanee. A Trieste, sede del comitato internazionale, si tiene una conferenza pubblica annuale alla Stazione Marittima.
Inquinamento luminoso: l’altro lato
La Giornata della luce non è una celebrazione acritica. Uno dei suoi temi ricorrenti è l’inquinamento luminoso, l’eccesso di illuminazione artificiale che nasconde le stelle a oltre il 60% della popolazione mondiale e disturba la fauna notturna.
L’Italia è uno dei paesi con il livello più alto di inquinamento luminoso d’Europa. Iniziative come la M’illumino di Meno (la giornata del risparmio energetico promossa da Caterpillar Radio2) e le aree «cieli scuri» del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano cercano di ridurlo. Anche per eventi culturali notturni, ridurre l’illuminazione superflua è ormai una buona pratica.
La storia profonda della luce
L’umanità si interroga sulla luce da sempre. Aristotele la pensava istantanea, Galileo provò a misurarne la velocità con due lanterne (fallendo). Rømer nel 1676 calcolò che attraversa lo spazio in circa 200 mila chilometri al secondo (oggi sappiamo che il valore esatto è 299.792.458 m/s).
Newton la considerò composta di particelle, Huygens di onde. Maxwell nel 1865 dimostrò che è una variazione del campo elettromagnetico. Einstein nel 1905 introdusse i fotoni: la luce è entrambe le cose, particella e onda, secondo il contesto. Per i dettagli storici si può consultare la voce dedicata di Wikipedia.

Come partecipare
Partecipare alla Giornata internazionale della luce è semplice. Il sito ufficiale lightday.org raccoglie gli eventi nel mondo. In Italia molti planetari (Milano, Roma, Padova, Trieste, Lecce, Reggio Emilia) organizzano serate aperte. Le scuole possono iscrivere progetti didattici alla piattaforma Unesco. Anche un gesto semplice come spegnere le luci esterne per una notte e osservare il cielo stellato è un modo di onorare il significato della ricorrenza.
Domande frequenti
Chi ha istituito la Giornata internazionale della luce?
L’Unesco, con la proclamazione del 2017. La prima edizione è stata celebrata nel 2018.
Perché il 16 maggio?
È l’anniversario del primo laser funzionante, costruito da Theodore Maiman il 16 maggio 1960.
La Giornata della luce è una festività?
No, non è una festività ufficiale né religiosa. È una giornata mondiale di sensibilizzazione: scuole, musei, istituti di ricerca propongono iniziative ma le attività lavorative procedono normalmente.
Cos’è il laser e perché conta?
Laser è acronimo inglese di «amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazione». È un fascio di luce coerente, monocromatica e direzionale che ha applicazioni in medicina, industria, comunicazioni e ricerca pura.
L’inquinamento luminoso è davvero un problema?
Sì. Riduce la visibilità del cielo notturno, disturba migrazioni di uccelli, ritmo sonno-veglia degli animali e degli esseri umani, e rappresenta uno spreco energetico significativo.
Cosa posso fare il 16 maggio per partecipare?
Visitare un planetario o un osservatorio, partecipare a un laboratorio scolastico, leggere un libro sulla storia dell’ottica, oppure semplicemente uscire la sera in un luogo poco illuminato per osservare le stelle.