Il 17 maggio 2012, in Florida, si spegneva all’età di 63 anni LaDonna Adrian Gaines, conosciuta nel mondo come Donna Summer. Cinque Grammy Awards, oltre 100 milioni di dischi venduti, il titolo indiscusso di Queen of Disco: la sua voce ha attraversato gli anni Settanta e Ottanta diventando colonna sonora di un’intera epoca. Quattordici anni dopo la sua morte, la sua influenza sulla musica pop, dance ed elettronica resta enorme.
L’infanzia a Boston
LaDonna Adrian Gaines nacque a Boston il 31 dicembre 1948, terza di sette figli in una famiglia afroamericana di tradizione cristiana. Cantava nel coro della chiesa pentecostale del quartiere fin da bambina, e fu lì che scoprì le sue eccezionali doti vocali. Adolescente, partecipò a band scolastiche e a piccoli festival locali, fino a quando, a 19 anni, abbandonò gli studi per unirsi al cast del musical Hair in tournée in Europa.
Gli anni a Monaco di Baviera
Trasferitasi in Germania alla fine degli anni Sessanta, Donna – che aveva preso il cognome dal primo marito, l’attore austriaco Helmuth Sommer – lavorò per anni in produzioni teatrali tedesche. Il punto di svolta arrivò nel 1974, quando incontrò i produttori Giorgio Moroder e Pete Bellotte. Quella collaborazione, nata negli studi di Monaco, sarebbe diventata uno dei sodalizi più importanti della storia della musica pop.

Il successo planetario con «Love to Love You Baby»
Nel 1975 uscì Love to Love You Baby, traccia di oltre 16 minuti che dominò le piste da ballo del mondo intero. Era la prima volta che una canzone così lunga, lenta e sensuale, sostenuta da un beat 4/4 ipnotico, diventava successo radiofonico. Il brano arrivò al numero due della classifica statunitense Billboard Hot 100 e trasformò Donna Summer in fenomeno internazionale, oltre che nella prima vera diva della discoteca.
La rivoluzione elettronica di «I Feel Love»
Nel 1977 Donna Summer e Giorgio Moroder pubblicarono I Feel Love, brano che molti storici della musica considerano una delle canzoni più influenti del Novecento. La base era interamente elettronica, costruita con un sintetizzatore Moog programmato in modo sequenziale: un’architettura pulsante e ipnotica, futuristica rispetto a tutto ciò che si era ascoltato fino a quel momento. Brian Eno raccontò di aver detto a David Bowie, appena ascoltato il pezzo: «Questo è il suono del futuro».
La consacrazione tra il 1978 e il 1980
Tra il 1978 e il 1980 Donna Summer pubblicò una serie di album diventati pietre miliari della disco: Live and More, Bad Girls, On the Radio. Brani come MacArthur Park, Hot Stuff, Bad Girls, Dim All the Lights e Last Dance dominarono le classifiche americane. Fu la prima artista nella storia a piazzare contemporaneamente tre doppi album al primo posto della Billboard 200. Nel 1979 vinse l’Oscar come miglior canzone originale con Last Dance, tratta dal film Thank God It’s Friday.
Cinque cose da sapere su Donna Summer
1. Vinse cinque Grammy Awards e divenne la prima artista donna a vincere il Grammy per la migliore performance dance con Carry On nel 1998. 2. Era una pittrice talentuosa: le sue opere sono state esposte in gallerie negli Stati Uniti e una delle sue tele è entrata nella collezione del Whitney Museum of American Art. 3. Il suo singolo She Works Hard for the Money del 1983 divenne un inno femminista non intenzionale, ripreso nelle marce per i diritti delle lavoratrici. 4. Fu introdotta postuma nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2013, l’anno dopo la sua morte. 5. Sopravvisse al cancro del seno per anni mantenendo riservata la sua malattia: la notizia della morte sorprese il pubblico mondiale.

L’eredità musicale
L’influenza di Donna Summer è andata ben oltre la disco. La cassa dritta a 120 bpm, le sequenze elettroniche di basso e i ritornelli costruiti come mantra ipnotici hanno aperto la strada a generi che sarebbero esplosi nei decenni successivi: la house di Chicago, la techno di Detroit, l’eurodance degli anni Novanta, la dance pop di Madonna e Lady Gaga. Donatella Versace ha più volte raccontato in interviste come il brano I Feel Love abbia ispirato le sue sfilate. Beyoncé ha campionato Love to Love You Baby per Naughty Girl nel 2003.
La fede e gli anni Ottanta
Nel 1979 Donna Summer ebbe una conversione religiosa di tipo evangelico che cambiò il tono della sua produzione musicale. Pur restando un’icona dance, integrò elementi spirituali e ballate in album come The Wanderer (1980) e She Works Hard for the Money (1983). Negli anni Ottanta dovette affrontare anche cause legali con la sua etichetta storica Casablanca Records e attraversò un periodo difficile, segnato da depressione e accuse di omofobia, accuse che lei sempre smentì e di cui chiese pubblicamente perdono.
Gli anni Duemila e il ritorno
Nel 2008 Donna Summer pubblicò Crayons, il suo primo album di inediti dopo 17 anni, accolto con favore da pubblico e critica. Iniziò una serie di tour internazionali che la riportarono sui palchi del mondo, dimostrando una vocalità ancora potente. Lavorava a un nuovo disco quando, nel maggio 2012, la malattia ebbe il sopravvento.

Il legame con l’Italia
Donna Summer ebbe un rapporto particolare con l’Italia, principalmente attraverso Giorgio Moroder, produttore altoatesino fondamentale per il suo successo. Negli anni Settanta e Ottanta i suoi brani dominavano le classifiche italiane e le discoteche della riviera romagnola, dell’Adriatico e di Milano. Ancora oggi i suoi pezzi sono protagonisti di serate revival in tutto il Paese, e radio specializzate continuano a trasmetterli regolarmente.
Il ricordo a quattordici anni dalla scomparsa
Nel 2018 è uscito il musical Summer: The Donna Summer Musical, andato in scena a Broadway con grande successo. Nel 2023 è stato pubblicato il documentario Love to Love You, Donna Summer, diretto dalla figlia Brooklyn Sudano insieme al regista premio Oscar Roger Ross Williams: un ritratto intimo che ripercorre la vita della cantante attraverso filmati domestici inediti. La voce su Wikipedia raccoglie discografia completa e premi.
Se ti piacciono le storie delle icone della musica, leggi anche il nostro articolo sulla cultura pop degli anni Ottanta.
Domande frequenti su Donna Summer
Quando è morta Donna Summer?
Donna Summer è morta il 17 maggio 2012 a Naples, in Florida, all’età di 63 anni, a causa di un cancro al polmone. Ha sempre mantenuto riservata la malattia.
Qual è la sua canzone più famosa?
Tra le più note ci sono I Feel Love, Love to Love You Baby, Hot Stuff, Bad Girls e Last Dance. I Feel Love è considerata storicamente la più influente.
Perché è chiamata «Queen of Disco»?
Perché tra il 1975 e il 1980 dominò assolutamente il genere disco a livello mondiale, con vendite record e una serie ininterrotta di hit da numero uno.
Quanti Grammy ha vinto?
Cinque Grammy Awards in carriera, in categorie diverse, dalla performance R&B alla canzone gospel e dance.
Che ruolo ha avuto Giorgio Moroder?
Il produttore altoatesino è stato fondamentale: con lui e Pete Bellotte ha sviluppato il suono elettronico-disco che l’ha resa unica, in particolare con I Feel Love.
Era cantante e anche altro?
Sì, era una pittrice attiva: alcuni suoi quadri sono in collezioni museali e ha realizzato anche litografie esposte negli Stati Uniti.