Sognare è una delle esperienze più universali e misteriose della vita umana. Trascorriamo circa sei anni della nostra esistenza a sognare, ma cosa succede davvero nel nostro cervello quando entriamo nel regno dei sogni? Ecco 5 cose sorprendenti che la scienza ha scoperto sul mondo onirico.
Perché sogniamo: una domanda ancora aperta
I sogni hanno affascinato l’umanità da sempre. Le antiche civiltà li consideravano messaggi divini, gli sciamani vi cercavano profezie e i filosofi vi vedevano la chiave dell’anima. Sigmund Freud, all’inizio del Novecento, ne fece la base della psicoanalisi nell’opera L’interpretazione dei sogni (1899). Ma è solo con la nascita delle neuroscienze moderne che abbiamo iniziato a capire cosa succede davvero nel cervello mentre sogniamo.
Oggi sappiamo che il sogno è un’attività cerebrale complessa, intrecciata con la memoria, le emozioni e la regolazione dell’umore. Restano però molte domande aperte: perché sogniamo, qual è la funzione evolutiva di questa attività e perché molti sogni sembrano apparentemente assurdi. Ecco le cinque cose più sorprendenti che la ricerca ha scoperto.
1. I sogni avvengono in tutte le fasi del sonno, non solo nella REM
Per decenni si è creduto che si sognasse solo durante la fase REM (Rapid Eye Movement), la fase del sonno caratterizzata dal movimento rapido degli occhi. Studi recenti hanno mostrato che si sogna anche in altre fasi: i sogni della fase NREM (non-REM) sono però generalmente più brevi, meno emotivi e più simili a pensieri rispetto a quelli REM.
I sogni più vividi, narrativi e ricchi di immagini avvengono effettivamente in fase REM, che inizia circa 90 minuti dopo l’addormentamento e si ripete in cicli sempre più lunghi durante la notte. È durante questa fase che il cervello mostra un’attività simile a quella della veglia, mentre il corpo resta paralizzato grazie a un meccanismo chiamato atonia muscolare: una sorta di interruttore di sicurezza che impedisce di agire fisicamente ciò che si sta sognando.

2. Sogniamo dalle 4 alle 6 volte ogni notte
Pur non ricordandone quasi nessuno, il cervello produce in media tra i 4 e i 6 sogni per notte. La durata varia molto: i primi cicli REM durano circa 10 minuti, mentre quelli vicini al risveglio possono protrarsi fino a 45 minuti. Sommati, costituiscono circa il 20-25% del tempo totale di sonno.
Nell’arco di una vita media (75 anni) abbiamo dormito circa 25 anni e sognato per circa 6 anni. La maggior parte dei sogni viene dimenticata entro 5-10 minuti dal risveglio: questo perché il cervello, in fase REM, abbassa l’attività della corteccia prefrontale, l’area responsabile della memoria a lungo termine. Solo i sogni che ci risvegliano direttamente o subito dopo i quali ci svegliamo hanno una chance reale di essere ricordati.
3. Anche gli animali sognano (probabilmente)
Molti studi confermano che la fase REM, e quindi presumibilmente i sogni, sono presenti in praticamente tutti i mammiferi e in molti uccelli. Cani, gatti, topi, scimmie, delfini ed elefanti sognano. Anche i ratti, secondo una famosa ricerca del 2001 condotta al MIT da Matthew Wilson, sembrano «ripassare» nel sonno i percorsi labirintici che avevano esplorato durante il giorno: i loro neuroni dell’ippocampo mostravano gli stessi pattern di attivazione del giorno precedente.
Negli uccelli, alcuni studi suggeriscono che i passeriformi «sognino» il loro canto: durante il sonno l’attività cerebrale ripercorre le stesse sequenze neurali del canto diurno. Questo dato è importante perché suggerisce che il sogno potrebbe avere un ruolo evolutivo nel consolidamento della memoria, in particolare per l’apprendimento di sequenze complesse.

4. I sogni servono a consolidare la memoria e gestire le emozioni
Una delle ipotesi più solide della neuroscienza moderna è che i sogni aiutino il cervello a elaborare le informazioni acquisite durante la giornata, selezionando quelle importanti e scartando quelle inutili. Durante la fase REM l’ippocampo (sede della memoria episodica) dialoga intensamente con la corteccia: secondo molti ricercatori questo dialogo è ciò che chiamiamo «sogno».
Un altro filone di ricerca, sviluppato dal neuroscienziato Matthew Walker, suggerisce che i sogni REM funzionino come una sorta di «terapia notturna» per le emozioni. Durante questa fase, il livello di noradrenalina (un neurotrasmettitore legato allo stress) crolla, permettendo al cervello di rivisitare ricordi emotivamente carichi in un ambiente neurochimicamente più sicuro. Le persone con disturbo da stress post-traumatico (PTSD) presentano spesso alterazioni della fase REM, il che rafforza questa ipotesi.
I sogni e l’apprendimento
Diversi esperimenti hanno mostrato che chi viene privato della fase REM ha più difficoltà a consolidare nuove abilità motorie e cognitive. Per questo gli studenti che studiano e poi dormono bene ottengono risultati migliori di quelli che restano svegli tutta la notte: il sonno, e in particolare il sogno, è parte integrante dell’apprendimento.
5. I sogni lucidi: quando ci accorgiamo di stare sognando
Il sogno lucido è uno stato particolare in cui chi sogna si rende conto di stare sognando e, talvolta, riesce a controllare il contenuto del sogno. Non è fantascienza: numerosi studi di neuroimmagine hanno confermato che, durante un sogno lucido, si attivano contemporaneamente aree tipiche della veglia (come la corteccia prefrontale dorsolaterale) e aree tipiche del sonno REM.
Si stima che circa il 55% della popolazione abbia avuto almeno un sogno lucido nella vita, mentre il 23% lo sperimenta regolarmente (almeno una volta al mese). Esistono tecniche per allenare la capacità di entrare in sogno lucido, anche se la loro efficacia varia molto da persona a persona. La ricerca sui sogni lucidi è particolarmente interessante perché potrebbe aiutare a curare gli incubi cronici e a esplorare i confini tra coscienza e inconscio.

Curiosità in più sui sogni
Sogniamo soprattutto a colori (o forse no)
La maggior parte delle persone sogna a colori, ma circa il 12% afferma di sognare in bianco e nero. Curiosamente, questa percentuale era molto più alta tra le persone cresciute prima dell’avvento della televisione a colori, suggerendo che la nostra esperienza visiva quotidiana influenzi il modo in cui sogniamo.
Non si possono leggere parole o vedere orologi precisi
Molti praticanti del sogno lucido sostengono che, nel sogno, è difficile leggere lo stesso testo due volte: le lettere cambiano, gli orologi mostrano numeri diversi. Questa è una delle tecniche più usate per il reality check, cioè per verificare se ci si trovi in un sogno.
Gli incubi hanno funzioni evolutive
Gli incubi non sono solo esperienze spiacevoli: secondo l’ipotesi della simulazione delle minacce formulata dal neuroscienziato Antti Revonsuo, gli incubi sarebbero un meccanismo evolutivo per allenarci ad affrontare pericoli reali. In una simulazione mentale notturna, il cervello «prova» strategie di sopravvivenza.
I sogni e la cultura italiana
L’interpretazione dei sogni ha radici profonde anche nella tradizione popolare italiana. Dalla Smorfia napoletana, che associa numeri al gioco del lotto a partire dai sogni, alle visioni profetiche di figure come Don Bosco, fino alle riflessioni filosofiche di Dante (l’intera Divina Commedia è introdotta come un sogno) e Petrarca: i sogni sono parte integrante del nostro immaginario culturale. La scienza moderna non sminuisce questo patrimonio: lo arricchisce, mostrando quanto sia complesso e affascinante ciò che accade nel nostro cervello mentre dormiamo.
Per altre curiosità sul cervello e i suoi misteri, leggi anche il nostro articolo sul déjà-vu: perché ci sembra di aver già vissuto un momento.
Domande frequenti
Perché non ricordiamo i sogni?
Durante la fase REM, il cervello riduce l’attività delle aree responsabili della memoria a lungo termine. La maggior parte dei sogni viene quindi «cancellata» entro pochi minuti dal risveglio, a meno che non ci si svegli durante o subito dopo il sogno stesso.
Cosa significa fare sempre lo stesso sogno?
I sogni ricorrenti sono spesso legati a temi emotivi non risolti. Possono riflettere ansie, traumi passati o questioni che il cervello sta cercando di elaborare. Se causano stress significativo, è utile parlarne con un professionista della salute mentale.
I sogni possono predire il futuro?
Non esistono evidenze scientifiche a supporto del fatto che i sogni possano predire eventi futuri. Le presunte premonizioni si spiegano con il bias di conferma: ricordiamo i sogni che si avverano e dimentichiamo gli altri, creando un’illusione di profezia.
Cos’è la paralisi del sonno?
È una condizione in cui ci si sveglia in fase REM mentre l’atonia muscolare è ancora attiva: il corpo non risponde ai comandi. Spesso è accompagnata da allucinazioni visive e uditive molto vivide. Non è pericolosa, ma può essere terrificante. Se si verifica frequentemente, è consigliabile consultare un medico.
Le persone cieche sognano?
Sì. Chi è cieco dalla nascita non ha sogni visivi, ma sperimenta sogni ricchi di suoni, odori, sensazioni tattili ed emozioni. Chi diventa cieco dopo l’età di 5-7 anni mantiene generalmente la capacità di sognare a immagini.
Come si può ricordare meglio i sogni?
Alcune strategie aiutano: tenere un diario dei sogni accanto al letto e annotarli subito al risveglio, dormire un numero sufficiente di ore (i cicli REM più lunghi sono al mattino), evitare alcol e farmaci che alterano il sonno, e svegliarsi naturalmente senza sveglia, se possibile.
Per approfondire la scienza del sonno e dei sogni, consulta la voce «Sogno» su Wikipedia in italiano.