Immagina di camminare in una foresta australiana e di sentire, uno dopo l’altro, il canto di venti uccelli diversi, l’abbaiare di un cane, lo scatto di una macchina fotografica e perfino il rombo di una motosega. Poi scopri che a produrre tutti quei suoni è un solo animale: l’uccello lira. È il più straordinario imitatore vocale del regno animale, e il suo segreto si nasconde in un organo unico al mondo.
Chi è l’uccello lira
L’uccello lira (genere Menura) è un uccello canoro originario delle foreste umide dell’Australia sud-orientale. La specie più nota è l’uccello lira superbo (Menura novaehollandiae), grande quasi quanto un fagiano, dal piumaggio bruno e dimesso. Vive a terra, razzola tra le foglie in cerca di insetti, vermi e piccoli invertebrati, e vola raramente e male: si sposta soprattutto saltellando e arrampicandosi.
Il nome deriva dalla spettacolare coda del maschio adulto, che durante il corteggiamento si dispiega in una forma che ricorda quella di una lira, l’antico strumento a corde. Ma è la voce, non la coda, a renderlo davvero unico.

Un repertorio quasi infinito
Il maschio dell’uccello lira è in grado di imitare il canto di venti o venticinque specie diverse di uccelli, riproducendole in rapida successione e spesso migliorandole: le rende più forti e più nitide degli originali. Non si limita al richiamo: copia anche il battito d’ali, lo schiocco del becco e le sequenze più complesse.
La parte più sorprendente riguarda i suoni che non appartengono alla natura. In zone dove l’uomo è presente, alcuni esemplari hanno imparato a riprodurre allarmi di automobili, otturatori di macchine fotografiche, sirene, il pianto di un bambino e perfino motoseghe e motori. Va detto con onestà: questi episodi sono reali ma rari, e alcuni dei video più famosi riguardano uccelli vissuti in cattività, a stretto contatto con i rumori umani.
Il segreto è nella siringe
La capacità vocale dell’uccello lira nasce da un organo chiamato siringe, l’apparato che permette agli uccelli di cantare. Si trova alla base della trachea, nel punto in cui questa si divide verso i due polmoni, e funziona come una camera di risonanza circondata da muscoli che regolano volume e altezza del suono.
La siringe dell’uccello lira è considerata la più complessa tra tutti gli uccelli canori. Il vantaggio decisivo è che l’animale può controllare in modo indipendente i due lati dell’organo: in pratica può emettere due suoni diversi nello stesso istante, sovrapponendo frequenze e creando combinazioni impossibili per la maggior parte degli altri uccelli.
Non nasce imparato
Come tutti gli uccelli canori, l’uccello lira non possiede un repertorio innato: lo impara. Ed è qui che la storia si fa affascinante dal punto di vista culturale. I giovani maschi tendono a imparare canti e imitazioni dai maschi più anziani piuttosto che direttamente dalle fonti originali. Questo significa che alcune imitazioni possono tramandarsi di generazione in generazione, dando vita a vere e proprie tradizioni vocali locali.

A cosa serve tutta questa abilità
La risposta più solida è una sola: il corteggiamento. Il maschio canta per delimitare il proprio territorio e, soprattutto, per attrarre le femmine. Più ricco, vario e accurato è il repertorio, più alte sono le probabilità di conquistare una compagna. La complessità del canto diventa quindi un segnale onesto di qualità: solo un maschio in salute, esperto e attento può accumulare e padroneggiare un simile bagaglio sonoro.
Durante l’esibizione il maschio dispiega la coda sopra il capo, la fa vibrare e accompagna il tutto con una danza ritmata. La voce e il movimento lavorano insieme in uno spettacolo che è tra i più elaborati osservati negli uccelli.
Perché imita anche i rumori artificiali
Sul perché l’uccello lira riproduca suoni meccanici gli studiosi sono più cauti di quanto suggeriscano i video virali. L’ipotesi più semplice è che l’animale incorpori nel proprio repertorio i suoni che sente con frequenza nell’ambiente, senza distinguere tra naturale e artificiale. In contesti selvatici questi rumori sono meno comuni, perciò le imitazioni di motoseghe e allarmi vanno prese come eccezioni curiose più che come comportamento abituale. Per un approfondimento critico su questo tema si veda questa analisi pubblicata su The Conversation.

Un imitatore, non un “registratore”
È facile pensare all’uccello lira come a un registratore vivente, ma la realtà è più sottile. L’animale non riproduce passivamente: seleziona, combina e rielabora i suoni, integrandoli nella propria struttura di canto. Per questo due maschi della stessa zona possono avere repertori riconoscibilmente diversi, frutto di esperienze e apprendimenti personali.
Conservazione e habitat
L’uccello lira superbo non è attualmente tra le specie più minacciate, ma dipende strettamente dalle foreste umide australiane. Incendi, deforestazione e frammentazione dell’habitat rappresentano i rischi principali. Proteggere questi ambienti significa salvaguardare non solo una specie, ma un patrimonio acustico che la natura ha impiegato milioni di anni a costruire.
Un parente di altri artisti della natura
L’uccello lira non è l’unico animale ad aver trasformato il corteggiamento in arte. Nel mondo degli uccelli esistono veri e propri architetti e artisti, come dimostra il caso del bowerbird: se ti incuriosisce, leggi anche il nostro articolo su perché il bowerbird costruisce nidi così complessi.
Domande frequenti
Quanti suoni diversi sa imitare l’uccello lira?
Un singolo maschio può riprodurre il canto di venti o venticinque specie di uccelli, oltre a vari rumori dell’ambiente. Il repertorio varia da individuo a individuo e cresce con l’esperienza.
L’uccello lira imita davvero le motoseghe?
Sì, sono stati documentati casi reali, ma sono rari e spesso legati a esemplari vissuti vicino all’uomo o in cattività. In natura le imitazioni di rumori artificiali sono molto meno frequenti di quanto facciano pensare i video più diffusi.
Perché solo il maschio canta così tanto?
Il canto serve soprattutto a difendere il territorio e a corteggiare le femmine. Un repertorio ampio e accurato segnala la qualità del maschio, quindi è il maschio a investire di più nell’imitazione.
Come fa a produrre due suoni insieme?
Grazie alla siringe, l’organo vocale degli uccelli, che nell’uccello lira è particolarmente sviluppata. L’animale controlla i due lati dell’organo in modo indipendente e può quindi emettere due frequenze contemporaneamente.
Le imitazioni sono innate o apprese?
Sono apprese. I giovani maschi imparano spesso dai maschi più anziani, così alcune imitazioni si tramandano e diventano tradizioni vocali tipiche di una zona.
Dove vive l’uccello lira?
Nelle foreste umide dell’Australia sud-orientale. È un animale terricolo che razzola tra le foglie e vola pochissimo.