Per oltre un mese e mezzo Ravenna si trasforma in una capitale della musica e dello spettacolo dal vivo. Il Ravenna Festival 2026, giunto alla sua trentasettesima edizione, va in scena dal 21 maggio all’11 luglio con un programma fittissimo, dedicato quest’anno a San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte. Ecco le date, il tema e gli appuntamenti da non perdere di una delle rassegne culturali più prestigiose d’Italia.
Quando si svolge il Ravenna Festival 2026
L’edizione 2026, la trentasettesima, si tiene dal 21 maggio all’11 luglio. A questo nucleo principale si aggiungono appuntamenti che allungano la stagione: la rassegna «Romagna in fiore» nelle settimane precedenti e la consueta Trilogia d’Autunno, in programma a novembre. Un calendario che conferma la vocazione del festival a coprire buona parte dell’anno culturale cittadino.
Il programma di questa edizione comprende oltre un centinaio di eventi, nove prime mondiali e più di mille artisti coinvolti, tra musica, teatro, danza, pensiero e spiritualità.
Il tema: «Nacque al mondo un sole»
Il titolo scelto per il 2026 è «Nacque al mondo un sole», un verso dantesco dedicato proprio a San Francesco d’Assisi. La scelta non è casuale: l’edizione cade nell’ottavo centenario della morte del santo, avvenuta nel 1226, e ne fa il filo conduttore di tutto il cartellone.
Spiritualità, fraternità e rapporto con il creato diventano così le chiavi di lettura attraverso cui leggere concerti, spettacoli e incontri. Un tema universale che il festival traduce in linguaggi diversi, dalla grande musica sinfonica al dialogo culturale.

La serata inaugurale
L’apertura, il 21 maggio, è affidata a un nome di richiamo internazionale: la violinista Anne-Sophie Mutter, tra le interpreti più celebri al mondo, si esibisce come solista accompagnata dalla Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko. Un debutto di altissimo livello, che dà subito il tono all’intera rassegna.
Gli artisti del 2026
Il cartellone musicale intreccia generi e linguaggi diversi. Sul versante classico spiccano direttori e formazioni di prestigio, tra cui Kent Nagano e la Münchener Kammerorchester guidata da Enrico Onofri. Non manca il dialogo tra musica e parola, con Nicola Piovani affiancato da Toni Servillo.
Dal jazz alle contaminazioni
Ampio spazio anche al jazz e alle musiche che superano i confini dei generi: tra i protagonisti annunciati figurano Stefano Bollani, Pat Metheny, Enrico Rava, Paolo Fresu, fino alle sonorità elettroniche di Jeff Mills e alla voce della giovane cantautrice Emma Nolde. Una varietà che rende il festival capace di parlare a pubblici molto diversi.

La storia del festival
Il Ravenna Festival nasce nel 1990 per iniziativa di Cristina Mazzavillani Muti, che ne è tuttora l’anima e la direttrice artistica. Fin dalle origini la rassegna ha potuto contare sulla presenza del maestro Riccardo Muti, figura di riferimento per molti dei suoi progetti più ambiziosi.
Tra questi spicca «Le vie dell’amicizia», il ciclo di concerti che dal 1997 porta la musica in luoghi simbolo del mondo, spesso teatro di conflitti o ferite storiche, come gesto di dialogo e pace. È diventato uno dei tratti distintivi del festival e ne incarna lo spirito più profondo.
I luoghi del festival
Una parte del fascino del Ravenna Festival sta nelle sue sedi. Gli spettacoli si svolgono nei teatri e nei monumenti della città, patrimonio di un passato che affonda nell’epoca tardo-antica e bizantina, tra basiliche, chiostri e spazi storici. La musica risuona così in cornici cariche di storia e di arte, creando un legame unico tra suono e luogo.
Questa attenzione al territorio accomuna il Ravenna Festival ad altre grandi rassegne italiane, come il Festival dei Due Mondi di Spoleto, anch’esso capace di trasformare un’intera città in un palcoscenico diffuso.

La Trilogia d’Autunno
A completare l’anno, la Trilogia d’Autunno torna a novembre al Teatro Alighieri con il titolo «Mozart 1791». Il progetto mette in scena pagine legate all’ultimo anno di vita del compositore, tra cui «La clemenza di Tito» e il celebre «Requiem», con la regia di Chiara Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Ottavio Dantone. Un appuntamento atteso che prolunga l’esperienza del festival oltre l’estate.
Come partecipare
Il programma completo, le date dei singoli spettacoli e le modalità di acquisto dei biglietti sono disponibili sui canali ufficiali della manifestazione. Trattandosi di una rassegna molto seguita, per gli eventi di maggior richiamo conviene muoversi con anticipo. Tutte le informazioni aggiornate si trovano sul sito ufficiale del Ravenna Festival.
Domande frequenti sul Ravenna Festival 2026
Quando si svolge il Ravenna Festival 2026?
Il nucleo principale della trentasettesima edizione va in scena dal 21 maggio all’11 luglio 2026, a cui si aggiungono eventi collaterali e la Trilogia d’Autunno a novembre.
Qual è il tema dell’edizione 2026?
Il tema è «Nacque al mondo un sole», un verso dantesco dedicato a San Francesco d’Assisi, scelto in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo.
Chi inaugura il festival?
La serata inaugurale del 21 maggio vede protagonista la violinista Anne-Sophie Mutter con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko.
Chi ha fondato il Ravenna Festival?
Il festival è nato nel 1990 su iniziativa di Cristina Mazzavillani Muti, che ne è la direttrice artistica, con la costante presenza del maestro Riccardo Muti.
Che cos’è «Le vie dell’amicizia»?
È il ciclo di concerti, avviato nel 1997, che porta la musica in luoghi simbolo del mondo come gesto di dialogo e di pace. È uno dei tratti più riconoscibili del festival.
Che cos’è la Trilogia d’Autunno?
È l’appendice autunnale del festival, in scena a novembre al Teatro Alighieri. Nel 2026 ha per titolo «Mozart 1791» e propone opere e musiche legate all’ultimo anno di vita di Mozart.