Perché abbiamo le impronte digitali

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Le osserviamo ogni giorno sui polpastrelli, le lasciamo su ogni oggetto che tocchiamo, eppure raramente ci chiediamo perché esistano. Le impronte digitali sono uniche per ciascuno di noi e accompagnano l’essere umano da prima della nascita. Ma a cosa servono davvero? La scienza ha alcune risposte sorprendenti, e qualche domanda ancora aperta.

Che cosa sono le impronte digitali

Le impronte digitali sono i disegni formati dalle creste della pelle sulla punta delle dita. Queste creste, chiamate creste papillari, formano figure caratteristiche ad anse, spirali e archi. Non si trovano solo sui polpastrelli: motivi simili sono presenti anche sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi.

La caratteristica più nota è che ogni impronta è unica. Persino i gemelli identici, che condividono lo stesso patrimonio genetico, hanno impronte diverse. Questo accade perché il loro disegno dipende anche da fattori casuali dello sviluppo.

Quando si formano

Le impronte digitali si sviluppano nel grembo materno, intorno al secondo trimestre di gravidanza. Si formano nello strato profondo della pelle e rimangono sostanzialmente identiche per tutta la vita. Anche in caso di abrasioni superficiali, ricrescono uguali: solo lesioni molto profonde possono modificarle in modo permanente.

Creste papillari sul polpastrello di una mano
Le creste si formano nel grembo materno e restano per tutta la vita.

Perché ogni impronta è unica

Il disegno delle creste è il risultato di un processo complesso. I geni stabiliscono lo schema generale, ma la forma finale dipende da una serie di fattori che agiscono durante lo sviluppo del feto: la pressione dei tessuti, la posizione nel liquido amniotico, la velocità di crescita della pelle. Piccole variazioni casuali producono un disegno irripetibile, diverso anche tra le dita di una stessa mano.

A cosa servono davvero

Per molto tempo si è pensato che la funzione principale fosse migliorare la presa, aumentando l’attrito con gli oggetti. Studi più recenti hanno però messo in dubbio questa idea: in alcune condizioni le creste potrebbero addirittura ridurre l’aderenza su superfici lisce. La spiegazione, quindi, è probabilmente più articolata.

Una presa migliore in certe condizioni

Le creste sembrano aiutare la presa soprattutto su superfici umide o irregolari, favorendo il deflusso dell’acqua un po’ come fa il battistrada di un pneumatico. Su una superficie bagnata, una mano con impronte mantiene una presa più sicura di una perfettamente liscia.

Polpastrello a contatto con una superficie
Le creste aiutano la presa su superfici umide e affinano il tatto.

Un tatto più sensibile

Un’altra ipotesi, oggi molto considerata, riguarda il tatto. Le creste, scorrendo su una superficie, generano vibrazioni che stimolano i recettori sensoriali sotto la pelle. Questo aiuterebbe a percepire trame e dettagli finissimi, rendendo i polpastrelli strumenti tattili estremamente raffinati.

Le impronte e l’identificazione

L’unicità delle impronte le ha rese uno strumento fondamentale per l’identificazione delle persone. L’uso sistematico nelle indagini risale a oltre un secolo fa, quando si capì che era possibile catalogarle e confrontarle. Oggi le ritroviamo ovunque: dagli archivi giudiziari ai sensori che sbloccano lo smartphone con un semplice tocco.

Sensore di impronte digitali su un dispositivo
L’unicità delle impronte le rende ideali per l’identificazione.

Curiosità sul mondo delle impronte

Gli esseri umani non sono i soli ad avere impronte digitali: anche i koala ne hanno di sorprendentemente simili alle nostre, al punto da poter trarre in inganno un’analisi superficiale. Esistono inoltre rarissime condizioni genetiche che fanno nascere persone prive di impronte, un fenomeno che gli scienziati studiano per capire meglio come questi disegni si formino.

Se ti incuriosiscono le meraviglie del corpo e degli animali, ti consigliamo anche il nostro articolo su il pesce pappagallo e come produce la sabbia. Per un approfondimento puoi consultare la voce su Wikipedia.

Domande frequenti sulle impronte digitali

Le impronte digitali sono davvero tutte diverse?

Sì, non sono mai state trovate due impronte identiche, nemmeno tra gemelli identici. Dipende da fattori casuali dello sviluppo.

Le impronte cambiano con l’età?

Il disegno resta lo stesso per tutta la vita. Cambiano solo le dimensioni con la crescita e l’aspetto della pelle con l’invecchiamento.

Si possono cancellare?

Le abrasioni superficiali guariscono lasciando ricrescere lo stesso disegno. Solo ferite molto profonde, che danneggiano lo strato interno della pelle, possono alterarle in modo permanente.

A cosa servono le impronte digitali?

Probabilmente migliorano la presa su superfici umide e affinano la sensibilità tattile. La funzione esatta è ancora oggetto di studio.

Anche gli animali hanno le impronte?

Alcuni primati e in modo notevole i koala hanno creste digitali molto simili a quelle umane.

È possibile nascere senza impronte?

Sì, esistono rarissime condizioni genetiche che causano l’assenza di impronte digitali fin dalla nascita.