Per la prima volta in oltre un secolo, nel mondo si è prodotta più elettricità da fonti rinnovabili che dal carbone. È un sorpasso storico, certificato dai dati sul 2025, che racconta una buona notizia spesso nascosta tra gli allarmi quotidiani: la transizione energetica non è più solo un obiettivo lontano, ma un cambiamento già misurabile nei numeri della rete elettrica globale.
Un sorpasso che mancava da cent’anni
Il carbone è stato per generazioni il simbolo stesso dell’energia: ha alimentato la rivoluzione industriale, le prime centrali elettriche e gran parte dello sviluppo del Novecento. Proprio per questo il dato che arriva dall’analisi del 2025 ha un peso quasi simbolico. Secondo il rapporto annuale del centro di ricerca indipendente Ember, le fonti rinnovabili nel loro insieme hanno superato il carbone nella produzione mondiale di elettricità, fermandosi appena sopra un terzo del totale contro la quota leggermente inferiore del carbone.
Non era mai accaduto da quando si tiene memoria dei dati elettrici su scala globale. Per la prima volta da circa cento anni, insomma, la fonte più inquinante non è più la principale del pianeta.
Cosa dicono esattamente i numeri
Il sorpasso è netto ma misurato. Le rinnovabili, comprese idroelettrico, solare ed eolico, hanno raggiunto poco meno del 34% della generazione elettrica mondiale, superando il carbone, sceso appena sotto la stessa soglia. Il margine è ancora sottile, ma il segno della tendenza è chiaro e costante da anni.
Il dato più importante, però, non è la fotografia di un singolo anno, bensì la velocità del cambiamento. La crescita è trainata soprattutto dal solare, che ha registrato l’aumento assoluto più rapido mai osservato, accompagnato dall’eolico. Per chi volesse approfondire i numeri originali, l’analisi completa è disponibile sul sito di Ember, nel Global Electricity Review.

Il motore del cambiamento: il sole
Se c’è un protagonista in questa storia, è l’energia solare. I pannelli fotovoltaici sono diventati così economici da risultare, in molte parti del mondo, la forma di nuova energia più conveniente in assoluto. Il risultato è un’installazione di nuovi impianti a ritmi che pochi avevano previsto solo dieci anni fa.
Perché il solare cresce così in fretta
Il crollo dei costi è il fattore decisivo: produrre un pannello costa oggi una frazione di quanto costava all’inizio del secolo. A questo si aggiungono tempi di installazione brevi, la possibilità di mettere impianti sui tetti e una tecnologia ormai matura e affidabile. La somma di questi elementi rende il fotovoltaico la scelta più rapida per coprire l’aumento della domanda di elettricità.
Cosa cambia per le emissioni
La buona notizia non riguarda solo l’energia, ma anche il clima. Quando il solare e l’eolico coprono l’intera crescita della domanda elettrica, le centrali a combustibili fossili non hanno bisogno di produrre di più. È quello che è iniziato ad accadere: in alcuni dei più grandi consumatori mondiali di energia la generazione da fonti fossili ha smesso di aumentare, e in certi casi è perfino diminuita.
Meno carbone bruciato significa meno anidride carbonica immessa nell’atmosfera e meno inquinamento dell’aria nelle città. È un beneficio doppio, per il clima e per la salute, che rende questo sorpasso qualcosa di più di una semplice curiosità statistica.
Perché è davvero una buona notizia
Negli ultimi anni ci siamo abituati a leggere soprattutto allarmi sul riscaldamento globale, sullo scioglimento dei ghiacciai e sugli eventi meteorologici estremi. Sono preoccupazioni fondate, ma il quadro non è fatto solo di cattive notizie. Il sorpasso delle rinnovabili dimostra che le politiche energetiche e l’innovazione tecnologica possono produrre risultati concreti e misurabili nell’arco di pochi anni.
Non significa che il problema sia risolto: il carbone resta diffuso, i consumi crescono e la strada verso un sistema a basse emissioni è ancora lunga. Significa però che la direzione è cambiata, e che il cambiamento sta accelerando invece di rallentare. Per capire perché questa transizione conti tanto, basta osservare gli effetti del riscaldamento sulle montagne, come racconta l’approfondimento sulla neve rosa delle Alpi e la crisi dei ghiacciai.

E l’Italia a che punto è?
Anche nel nostro Paese le rinnovabili coprono una quota crescente della produzione elettrica, grazie soprattutto a idroelettrico, fotovoltaico ed eolico. L’Italia ha condizioni favorevoli, in particolare per il sole, e gli impianti sui tetti di case e capannoni si stanno moltiplicando. Restano sfide importanti, come l’adeguamento delle reti e l’accumulo dell’energia per le ore senza sole o vento, ma la tendenza segue quella mondiale.
Le sfide che restano aperte
Un sistema basato sul sole e sul vento deve fare i conti con l’intermittenza: queste fonti producono quando c’è la risorsa, non quando serve. Per questo il prossimo grande capitolo riguarda le batterie e i sistemi di accumulo, che permettono di conservare l’elettricità prodotta di giorno per usarla di sera. Anche su questo fronte i costi stanno scendendo rapidamente, lasciando intravedere un futuro in cui la rete potrà appoggiarsi sempre di più a fonti pulite.

Domande frequenti sul sorpasso delle rinnovabili
Cosa significa che le rinnovabili hanno superato il carbone?
Significa che, sommando idroelettrico, solare ed eolico, nel 2025 il mondo ha prodotto più elettricità da queste fonti che dal carbone. È la prima volta che accade da quando esistono dati globali confrontabili.
Il carbone è quindi finito?
No. Il carbone resta una fonte molto usata e il margine del sorpasso è ancora sottile. La novità è che ha smesso di essere la prima fonte di elettricità e che il suo peso tende a diminuire.
Quale fonte rinnovabile cresce di più?
Il solare. Negli ultimi anni ha registrato la crescita assoluta più rapida mai osservata, grazie soprattutto al forte calo dei costi dei pannelli fotovoltaici.
Chi ha certificato questi dati?
L’analisi proviene dal centro di ricerca indipendente Ember, che ogni anno pubblica un rapporto sullo stato della produzione elettrica mondiale basato sui dati nazionali ufficiali.
Perché si parla di buona notizia per il clima?
Perché più elettricità da fonti pulite e meno carbone bruciato significano meno emissioni di anidride carbonica e aria più pulita, due fattori chiave per limitare il riscaldamento globale.
Qual è la sfida principale per il futuro?
Gestire l’intermittenza di sole e vento attraverso sistemi di accumulo, come le batterie, e potenziare le reti elettriche per distribuire l’energia in modo efficiente.