Lo squalo: il film che inventò il blockbuster estivo

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Il 20 giugno 1975 usciva nelle sale cinematografiche statunitensi un film che avrebbe cambiato per sempre il modo di concepire l’industria del cinema. “Lo squalo” di Steven Spielberg non fu soltanto un grande successo: inventò un genere, una stagione e un modello di business. Ecco come un thriller ambientato in una località balneare diede vita al concetto stesso di blockbuster estivo.

Cosa successe il 20 giugno 1975

Quel giorno, distribuito dalla Universal Pictures, debuttava negli Stati Uniti Jaws, in Italia conosciuto come “Lo squalo”. Il film, tratto dal romanzo omonimo di Peter Benchley, racconta la caccia a un enorme squalo bianco che terrorizza una cittadina balneare immaginaria, Amity, nei giorni di massima affluenza turistica.

Nessuno, all’epoca, immaginava che quella pellicola sarebbe diventata la più redditizia della storia del cinema fino a quel momento, né che avrebbe ridisegnato le regole di Hollywood.

Un regista giovane e una produzione difficile

Alla regia c’era un Steven Spielberg di appena ventotto anni, ancora poco conosciuto. La lavorazione fu un incubo logistico: il film venne girato in mare aperto, una scelta inusuale e rischiosa che causò ritardi continui e un budget triplicato rispetto alle previsioni.

Il vero protagonista meccanico, lo squalo robotico soprannominato “Bruce” dalla troupe, si guastava di continuo a contatto con l’acqua salata. Questo inconveniente, però, si rivelò provvidenziale.

Quando il guasto diventa genio

Non potendo mostrare lo squalo come previsto, Spielberg fu costretto a evocarne la presenza senza inquadrarlo: una pinna che fende l’acqua, un punto di vista subacqueo, e soprattutto la celebre colonna sonora. La tensione nasceva dall’attesa, non dalla vista del predatore. Questa scelta obbligata divenne una lezione di regia studiata ancora oggi.

Lo squalo e il cinema sul mare
Lo squalo e il cinema sul mare

La colonna sonora che fa paura

Due note, ripetute in crescendo. Il tema musicale composto da John Williams è entrato nell’immaginario collettivo come sinonimo di pericolo imminente. La sua semplicità è la sua forza: bastano quelle note per comunicare allo spettatore che lo squalo si sta avvicinando, anche quando sullo schermo non si vede nulla.

Williams vinse per questa colonna sonora un Premio Oscar, e il tema è diventato uno dei più riconoscibili della storia del cinema.

La nascita del blockbuster estivo

Prima del 1975, l’estate era considerata una stagione morta per il cinema: si pensava che con il bel tempo la gente preferisse stare all’aperto. “Lo squalo” ribaltò questa convinzione. La Universal scelse una distribuzione capillare e simultanea in centinaia di sale, accompagnata da una massiccia campagna pubblicitaria televisiva.

Fu una novità assoluta. Fino ad allora i film venivano distribuiti gradualmente, città dopo città. Il successo immediato dimostrò che un’uscita ampia e una promozione martellante potevano trasformare un film in un fenomeno di massa nel giro di pochi giorni.

Il primo film da 100 milioni di dollari

“Lo squalo” fu la prima pellicola a superare i 100 milioni di dollari di incassi nelle sole sale statunitensi. Aprì la strada al modello che, due anni dopo, sarebbe stato perfezionato da “Guerre stellari”, consolidando l’idea del kolossal estivo come pilastro economico di Hollywood.

Lo squalo e il cinema sul mare
Lo squalo e il cinema sul mare

L’impatto culturale

L’influenza del film andò oltre il botteghino. “Lo squalo” alimentò una paura collettiva del mare e degli squali che, secondo molti biologi marini, ebbe conseguenze reali sulla percezione di questi animali, spesso descritti come mostri assetati di sangue invece che come predatori fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi.

Lo stesso autore del romanzo, Peter Benchley, negli anni successivi divenne un attivo sostenitore della conservazione degli squali, dichiarando che oggi non avrebbe più scritto quella storia nello stesso modo.

Perché funziona ancora oggi

A distanza di decenni, “Lo squalo” continua a essere studiato nelle scuole di cinema. Il suo meccanismo narrativo, costruito sulla suspense e sul non mostrato, resta un modello di efficacia. La regia sa quando trattenere l’informazione e quando rivelarla, dosando la tensione con precisione quasi matematica.

Il film dimostra che la paura più potente non è quella di ciò che vediamo, ma di ciò che immaginiamo possa nascondersi sotto la superficie.

Un classico che ha fatto scuola

Da “Lo squalo” in poi, il cinema d’avventura e d’azione ha adottato strutture e tempi narrativi che il film aveva sperimentato. Spielberg sarebbe diventato uno dei registi più influenti di sempre, ma le radici del suo stile affondano proprio in quella difficile estate del 1975.

Se ti appassionano le storie dietro i grandi film e le leggende che li ispirano, leggi anche il nostro articolo su Mulan e la vera leggenda di Hua Mulan.

Lo squalo e il cinema sul mare
Lo squalo e il cinema sul mare

Dove approfondire

Per una ricostruzione dettagliata della produzione, degli incassi e dell’eredità del film, è disponibile la voce dedicata su Wikipedia, che raccoglie dati, fonti e curiosità sulla lavorazione.

Domande frequenti su Lo squalo

Quando è uscito Lo squalo?

Il film debuttò negli Stati Uniti il 20 giugno 1975, distribuito dalla Universal Pictures. È considerato uno dei titoli più influenti nella storia del cinema commerciale.

Chi ha diretto Lo squalo?

La regia è di Steven Spielberg, che all’epoca aveva ventotto anni ed era ancora poco conosciuto. Il successo del film lanciò la sua carriera internazionale.

Perché lo squalo si vede poco nel film?

Il modello meccanico dello squalo si guastava di continuo. Spielberg fu costretto a suggerirne la presenza con inquadrature indirette e con la musica, ottenendo un effetto di suspense più efficace.

Chi ha composto la colonna sonora?

Il celebre tema musicale, basato su due note ripetute, fu composto da John Williams, che per questo lavoro vinse un Premio Oscar.

Perché Lo squalo è importante per il cinema?

Fu il primo film a incassare oltre 100 milioni di dollari nelle sale statunitensi e inventò il modello del blockbuster estivo, con uscita simultanea e grande campagna pubblicitaria.

Da cosa è tratto il film?

“Lo squalo” è basato sull’omonimo romanzo del 1974 di Peter Benchley, che negli anni successivi divenne un sostenitore della tutela degli squali.