Il casuario: l’uccello più pericoloso del mondo

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Ha lo sguardo di un dinosauro, un elmo osseo sulla testa e una zampa armata di un artiglio affilato come un pugnale. Il casuario è uno degli uccelli più straordinari del pianeta: non sa volare, vive nascosto nelle foreste pluviali e si è guadagnato la fama di «uccello più pericoloso del mondo». Eppure, dietro questa reputazione minacciosa si nasconde un animale timido e prezioso, capace di tenere in vita intere foreste.

Chi è il casuario

Il casuario è un grande uccello incapace di volare appartenente al gruppo dei ratiti, gli stessi a cui appartengono lo struzzo, l’emù, il nandù e il kiwi. Esistono tre specie, tutte raccolte nel genere Casuarius: il casuario meridionale (Casuarius casuarius), il più grande e conosciuto, il casuario settentrionale e il casuario nano. Vivono nelle foreste tropicali della Nuova Guinea, nel nord-est dell’Australia e su alcune isole vicine.

Si tratta di animali imponenti: il casuario meridionale può superare 1,5 metri di altezza e pesare anche 60 chili. Curiosamente sono le femmine a essere più grandi, più pesanti e dai colori più vivaci rispetto ai maschi. Il piumaggio del corpo è nero e ruvido, quasi simile a peli, mentre il collo sfoggia tonalità di blu elettrico e rosso acceso.

L’elmo misterioso sulla testa

La caratteristica più riconoscibile del casuario è il casco, chiamato anche elmo o cimiero: una cresta rigida che si erge sulla sommità del capo. È formato da un’anima spugnosa rivestita di cheratina, la stessa sostanza delle nostre unghie e dei nostri capelli.

A cosa serve esattamente è ancora oggetto di studio. Tra le ipotesi degli zoologi ci sono diverse funzioni possibili, non necessariamente in contrasto fra loro.

Le ipotesi sulla funzione del casco

  • Segnale sociale: indicherebbe l’età e il rango dell’individuo agli altri casuari.
  • Termoregolazione: aiuterebbe a disperdere il calore nel clima caldo e umido della foresta.
  • Acustica: potrebbe favorire la percezione dei suoni a bassissima frequenza che questi uccelli usano per comunicare.
  • Protezione: servirebbe a farsi strada tra la fitta vegetazione del sottobosco.
Primo piano della testa del casuario con il casco osseo
Il casuario sfoggia un collo dai colori vivaci e l'inconfondibile casco sul capo. — Foto di hartono subagio (Pexels)

Perché è considerato l’uccello più pericoloso

La fama sinistra del casuario nasce dalle sue zampe. Ogni piede ha tre dita, e quello interno termina con un artiglio dritto e affilato che può raggiungere i dieci-dodici centimetri. Con le sue gambe potenti, l’animale è in grado di sferrare calci formidabili.

A questo si aggiunge una sorprendente agilità: il casuario può correre fino a circa 50 chilometri orari nel folto della foresta, saltare in alto e nuotare con disinvoltura. Non sorprende che sia entrato nei libri come uccello potenzialmente letale.

Quanto è davvero pericoloso per l’uomo

La reputazione, però, va ridimensionata. Gli attacchi gravi all’essere umano sono in realtà rarissimi e quasi sempre legati a situazioni in cui l’animale viene provocato, messo alle strette o, soprattutto, abituato a essere nutrito dalle persone. Un casuario che associa l’uomo al cibo perde la sua naturale diffidenza e può diventare insistente.

Nella stragrande maggioranza dei casi, di fronte a un essere umano il casuario preferisce sparire silenziosamente nella vegetazione. È un animale schivo e solitario, non un predatore aggressivo. Come spiega anche l’Enciclopedia Britannica, i pochi episodi documentati di ferite serie sono eccezioni, non la regola.

Casuario che cammina nel sottobosco tropicale
L'elmo di cheratina è la caratteristica più riconoscibile del casuario. — Foto di Magda Ehlers (Pexels)

Il giardiniere della foresta pluviale

Se il casuario merita un titolo, non è quello di animale pericoloso ma di giardiniere della foresta. Si nutre soprattutto di frutta caduta a terra e, mangiando, ingoia semi anche di grandi dimensioni che poi disperde lontano attraverso gli escrementi.

Molte piante della foresta pluviale dipendono proprio da lui per riprodursi: alcuni semi, troppo grossi per altri animali, germogliano meglio dopo essere passati nell’apparato digerente del casuario. Senza questo uccello, interi tratti di foresta perderebbero la capacità di rigenerarsi. È quello che gli ecologi chiamano una specie chiave, esattamente come accade per altri grandi animali simbolo, ad esempio l’okapi, la giraffa della foresta.

Un richiamo che si sente più di quanto si oda

Il casuario emette uno dei suoni più profondi del mondo degli uccelli: un brontolio cupo a bassissima frequenza, al limite di ciò che l’orecchio umano riesce a percepire. Più che sentito, viene quasi avvertito come una vibrazione nell’aria. Questi richiami gli permettono di comunicare a distanza nel fitto della vegetazione, dove la vista conta poco.

Genitori a sorpresa: ci pensa il papà

La vita familiare del casuario riserva una sorpresa. Dopo l’accoppiamento, la femmina depone alcune grandi uova dal guscio verde e poi se ne va, lasciando tutto il resto al maschio. È lui a covare le uova per circa cinquanta giorni, senza quasi mai allontanarsi, e a prendersi cura dei piccoli per molti mesi dopo la schiusa.

I pulcini hanno un buffo piumaggio striato, marrone e crema, che li mimetizza perfettamente tra le foglie secche del sottobosco. Cresceranno lentamente, perdendo le strisce e sviluppando solo da adulti i colori sgargianti e il casco.

Casuario fra la vegetazione della foresta
Schivo e solitario, in natura il casuario preferisce nascondersi nella vegetazione. — Foto di Magda Ehlers (Pexels)

Una specie da proteggere

Nonostante la sua aria da guerriero, il casuario è un animale fragile. Il casuario meridionale è considerato a rischio in Australia, dove la popolazione è ridotta. Le minacce principali sono la distruzione della foresta, gli investimenti stradali, gli attacchi dei cani domestici e l’abitudine sbagliata di dargli da mangiare.

Proteggerlo significa proteggere anche la foresta che da lui dipende: salvare il giardiniere vuol dire salvare il giardino. Per questo in molte aree dell’Australia esistono cartelli che invitano a rallentare in auto e a non offrire mai cibo a questi uccelli.

Domande frequenti sul casuario

Il casuario può volare?

No. Come lo struzzo e l’emù, il casuario è un uccello incapace di volare. Le sue ali sono ridotte, ma compensa con zampe potentissime che gli permettono di correre veloce e nuotare bene.

Il casuario è davvero l’uccello più pericoloso del mondo?

Ha questa fama per via dell’artiglio affilato e dei calci potenti, ma gli attacchi seri all’uomo sono rarissimi e quasi sempre legati a provocazioni o al fatto di essere stato nutrito. In natura è un animale schivo.

A cosa serve l’elmo sulla testa del casuario?

Non c’è ancora una risposta definitiva. Gli studiosi ipotizzano funzioni di segnale sociale, termoregolazione, percezione dei suoni a bassa frequenza e protezione tra la vegetazione.

Dove vive il casuario?

Vive nelle foreste pluviali tropicali della Nuova Guinea, del nord-est dell’Australia e di alcune isole vicine. È un animale legato agli ambienti forestali umidi e densi.

Cosa mangia il casuario?

Si nutre soprattutto di frutta caduta a terra, ma integra la dieta con funghi, insetti e piccoli animali. Mangiando frutta, disperde i semi e contribuisce a rigenerare la foresta.

Perché il casuario è importante per l’ambiente?

Perché dispersa i semi di moltissime piante, comprese quelle con semi troppo grandi per altri animali. È una specie chiave: senza di lui parte della foresta pluviale non riuscirebbe a rinnovarsi.