Buona notizia: le mangrovie del Sud-est asiatico tornano a crescere

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Per decenni le mangrovie del Sud-est asiatico hanno raccontato una storia di perdita: foreste costiere abbattute per far posto ad allevamenti di gamberi, risaie e città. Oggi arriva finalmente una buona notizia, e ha basi scientifiche solide. Un ampio studio pubblicato sulla rivista Science mostra che dal 2010 queste foreste hanno smesso di arretrare e hanno ricominciato a crescere.

Che cosa dice il nuovo studio

La ricerca, pubblicata all’inizio di giugno 2026 sulla rivista Science, ha analizzato quarant’anni di immagini satellitari del programma Landsat, che osserva la superficie terrestre dallo spazio dagli anni Ottanta. Incrociando questi dati, i ricercatori hanno ricostruito l’andamento delle mangrovie in tutto il mondo e hanno individuato un cambio di rotta netto: dopo decenni di declino, la copertura globale di queste foreste ha ripreso a espandersi, e il punto di svolta si colloca intorno al 2010.

Il dato più sorprendente riguarda proprio il Sud-est asiatico, l’area che in passato aveva subito le perdite più gravi. Tra il 2010 e il 2023 questa regione ha rappresentato circa il 43 per cento dell’aumento globale di mangrovie. Un vero e proprio ribaltamento, se si pensa che tra gli anni Ottanta e il 2010 la stessa area aveva concentrato quasi il 60 per cento delle perdite mondiali.

Dove sta avvenendo il recupero

La rinascita è trainata soprattutto da due Paesi: l’Indonesia e il Myanmar. Proprio il Myanmar, che era stato tra i territori più duramente colpiti dalla deforestazione costiera, ha visto crescere di circa il 10 per cento la superficie coperta da mangrovie dal 2010 in poi. Sono numeri che, letti su scala regionale, raccontano il ritorno di interi tratti di costa alla vita.

Radici aeree di mangrovie che emergono dal fango di una laguna
Le mangrovie del Sud-est asiatico ricolonizzano vecchi allevamenti abbandonati e nuovi banchi di fango.

Perché le mangrovie stanno tornando

Il recupero non ha una sola causa, ma nasce dall’incontro tra la natura e le scelte umane.

La forza della natura

Le mangrovie sono piante tenaci. Quando trovano condizioni favorevoli, ricolonizzano da sole vecchi allevamenti ittici abbandonati e conquistano i nuovi banchi di fango e i sedimenti che si formano lungo le coste. I loro semi, chiamati propaguli, galleggiano e attecchiscono lontano dalla pianta madre: basta poco perché una foresta ricominci a diffondersi.

Il ruolo delle persone

A questa spinta naturale si sono aggiunti i programmi di conservazione e di riforestazione promossi da governi, comunità locali e organizzazioni ambientali. In molti casi si è smesso di convertire le coste in allevamenti intensivi e si è cominciato a proteggere e ripiantare. Il risultato è una tendenza che compensa, almeno in parte, le perdite storiche.

Perché le mangrovie sono così preziose

Non si tratta soltanto di alberi che tornano a crescere. Le foreste di mangrovie sono tra gli ecosistemi più utili del pianeta, per molte ragioni diverse.

Una barriera contro tempeste e maree

Le loro radici intricate frenano le onde e attutiscono la forza di cicloni e mareggiate, proteggendo i villaggi costieri dall’erosione e dalle inondazioni. In alcune zone valgono quanto una diga naturale.

Campioni nell’immagazzinare carbonio

Le mangrovie catturano e trattengono grandi quantità di anidride carbonica, immagazzinandola nel fango per secoli: è il cosiddetto «carbonio blu». Ettaro per ettaro, sono tra i più efficienti serbatoi di carbonio esistenti, il che le rende alleate preziose contro il riscaldamento globale.

Culle di biodiversità

Tra le loro radici trovano rifugio pesci, granchi, molluschi e uccelli. Molte specie ittiche importanti per la pesca passano qui i primi mesi di vita: proteggere le mangrovie significa anche proteggere il cibo e il lavoro di milioni di persone. Chi vuole capire come questi alberi riescano a sopravvivere nel fango salato può leggere il nostro approfondimento su come respirano le mangrovie grazie ai pneumatofori.

Veduta aerea di una foresta costiera di mangrovie verdi
Le radici intricate delle mangrovie proteggono le coste da onde, cicloni ed erosione.

Una buona notizia, senza illusioni

Gli scienziati invitano comunque alla prudenza. Il recupero è reale, ma le mangrovie del mondo restano fragili: in alcune regioni continuano a scomparire, e i benefici ambientali di una foresta matura non si ricostruiscono in pochi anni. Ripiantare non basta se poi non si tutela ciò che è cresciuto. La ripresa registrata dal 2010 dimostra però una cosa importante: quando si smette di distruggere e si dà una mano alla natura, questi ecosistemi sanno rigenerarsi. È un segnale di speranza concreto, misurato dai satelliti e non affidato alle buone intenzioni. Chi desidera leggere i dettagli può consultare l’articolo divulgativo pubblicato dalla NASA sul recupero delle mangrovie.

Che cosa possiamo imparare

La vicenda delle mangrovie asiatiche è un piccolo manuale di conservazione applicata. Insegna che i danni ambientali non sono sempre definitivi, che le comunità locali sono spesso le migliori custodi del territorio e che gli strumenti scientifici, come i satelliti, permettono oggi di verificare i risultati con precisione. È il tipo di notizia che vale la pena diffondere: dimostra che la direzione può cambiare.

Costa tropicale con mangrovie e acqua limpida
Foreste di mangrovie in salute: campionesse nell’immagazzinare il cosiddetto carbonio blu.

Domande frequenti

Che cosa sono le mangrovie?

Sono alberi e arbusti che crescono nelle zone costiere tropicali, dove l’acqua dolce dei fiumi incontra quella salata del mare. Vivono con le radici immerse nel fango e nell’acqua salmastra.

Da quando le mangrovie stanno crescendo di nuovo?

Secondo lo studio pubblicato su Science nel 2026, la copertura globale ha ricominciato ad aumentare intorno al 2010, dopo decenni di declino.

Perché il Sud-est asiatico è così importante?

Perché in passato concentrava la maggior parte delle perdite mondiali, mentre tra il 2010 e il 2023 ha rappresentato circa il 43 per cento dell’aumento globale, guidato soprattutto da Indonesia e Myanmar.

A cosa servono le mangrovie?

Proteggono le coste da tempeste ed erosione, immagazzinano grandi quantità di carbonio e offrono rifugio a pesci, granchi e uccelli, sostenendo anche la pesca locale.

Il recupero è definitivo?

No. È una tendenza incoraggiante, ma le mangrovie restano fragili e in alcune aree continuano a scomparire. Serve continuità nella tutela per consolidare i risultati.

Come si è scoperto questo cambiamento?

Analizzando quarant’anni di immagini satellitari del programma Landsat, che consentono di misurare come è cambiata la copertura forestale nel tempo.