Il 2 agosto 1986 usciva nelle sale giapponesi «Laputa – Castello nel cielo», il primo lungometraggio prodotto ufficialmente dallo Studio Ghibli. Diretto da Hayao Miyazaki, quel film segnò l’inizio di una delle avventure più amate dell’animazione mondiale. Ripercorriamo la storia di quel giorno e di come nacque uno studio destinato a entrare nella storia del cinema.
Il giorno in cui debuttò Laputa
Quando «Laputa – Castello nel cielo» arrivò nei cinema giapponesi, lo Studio Ghibli era una realtà giovanissima, fondata l’anno precedente. Il film racconta di una ragazza, Sheeta, e di un ragazzo, Pazu, alla ricerca di un’isola volante leggendaria. Avventura, macchine volanti e un messaggio sul rapporto tra tecnologia e natura: erano già presenti i temi che avrebbero caratterizzato l’intera produzione dello studio.
Che cos’è lo Studio Ghibli
Lo Studio Ghibli è una casa di produzione di film d’animazione giapponese con sede a Tokyo. Nel corso dei decenni è diventato sinonimo di animazione disegnata a mano di altissima qualità, storie profonde e personaggi memorabili. I suoi film hanno conquistato pubblico e critica in tutto il mondo, arrivando anche a vincere premi internazionali di grande prestigio.
Come nacque lo studio
Lo studio venne fondato nel 1985 da tre figure chiave: i registi Hayao Miyazaki e Isao Takahata e il produttore Toshio Suzuki. La spinta decisiva arrivò dal successo del film precedente di Miyazaki, «Nausicaä della Valle del vento», realizzato prima della fondazione ufficiale. Quel risultato convinse i tre a creare una struttura stabile dove produrre film d’autore senza compromessi.
Da dove viene il nome «Ghibli»
Il nome deriva da una parola usata per indicare un vento caldo del deserto ed era anche il soprannome di alcuni aerei italiani. Miyazaki, grande appassionato di volo e di aeroplani, scelse quel termine con l’idea di «soffiare un vento nuovo» nel mondo dell’animazione giapponese.

Hayao Miyazaki, l’anima creativa
Hayao Miyazaki è il regista più conosciuto dello studio. Le sue storie mettono spesso al centro personaggi femminili forti, il rispetto per la natura, il valore del lavoro e uno sguardo critico verso la guerra. Il suo stile unisce grande cura per i dettagli a una capacità rara di trasmettere emozioni universali, comprensibili a spettatori di ogni età e cultura.
Isao Takahata e uno sguardo diverso
Accanto a Miyazaki, Isao Takahata portò allo studio uno stile più realistico e talvolta drammatico. I suoi film affrontano temi delicati con grande sensibilità, dimostrando che l’animazione può raccontare anche storie profonde e adulte, lontane dall’idea di un genere pensato solo per bambini.

I film che hanno fatto la storia
Dopo Laputa, lo studio ha realizzato una serie di opere entrate nell’immaginario collettivo. Tra i titoli più celebri si ricordano storie di amicizia, di crescita e di mondi fantastici popolati da creature indimenticabili. Molti di questi film sono diventati veri e propri classici, riproposti nelle sale e amati da più generazioni.
Perché lo stile Ghibli è riconoscibile
Ci sono alcuni elementi che rendono immediatamente riconoscibile un film dello studio:
L’animazione disegnata a mano
Anche con l’arrivo del digitale, lo studio ha mantenuto una forte attenzione al disegno tradizionale, con fondali dipinti e movimenti curati fotogramma per fotogramma.
Il rapporto con la natura
Paesaggi, cieli, campagne e foreste non sono semplici sfondi, ma parte viva del racconto, spesso con un messaggio ambientale.
I momenti di quiete
I film lasciano spazio anche al silenzio e alla contemplazione, un tratto poco comune nel cinema d’animazione commerciale.
Un’eredità che continua
A distanza di decenni dal debutto di Laputa, lo Studio Ghibli continua a influenzare registi e animatori di tutto il mondo. Il Museo Ghibli a Mitaka, vicino a Tokyo, e più di recente un parco a tema, testimoniano quanto queste storie siano diventate parte della cultura popolare. Chi ama l’animazione può approfondire con il nostro articolo su Ponyo sulla scogliera, un altro capolavoro di Miyazaki.

Curiosità su Laputa e sullo studio
Il titolo del film ha radici letterarie: un’isola volante di nome Laputa compare anche nei celebri viaggi di Gulliver dello scrittore Jonathan Swift. Miyazaki reinterpretò l’idea in chiave del tutto personale, trasformandola in un simbolo del sogno di volare e del pericolo di un potere tecnologico usato senza saggezza. Per approfondire la scheda del film si può consultare la pagina dedicata su Wikipedia.
Domande frequenti sullo Studio Ghibli
Qual è stato il primo film dello Studio Ghibli?
Il primo lungometraggio prodotto ufficialmente dallo studio è «Laputa – Castello nel cielo», uscito il 2 agosto 1986. «Nausicaä della Valle del vento» lo precedette, ma fu realizzato prima della fondazione ufficiale.
Chi ha fondato lo Studio Ghibli?
Lo studio è stato fondato nel 1985 dai registi Hayao Miyazaki e Isao Takahata insieme al produttore Toshio Suzuki.
Perché si chiama Ghibli?
Il nome richiama un vento caldo del deserto ed era il soprannome di alcuni aeroplani. Rappresenta l’idea di portare un vento nuovo nell’animazione.
I film Ghibli sono adatti ai bambini?
Molti sì, ma non tutti allo stesso modo. Alcuni affrontano temi delicati e sono pensati anche per un pubblico adulto, quindi è utile informarsi sul singolo titolo.
Dove si trova lo Studio Ghibli?
La sede si trova a Tokyo, in Giappone. Esiste inoltre un museo dedicato allo studio nella città di Mitaka.
Perché i film Ghibli sono così amati?
Uniscono qualità artistica, storie universali ed emozioni autentiche, riuscendo a parlare a spettatori di età e culture molto diverse.