Il blazar più lontano osservato alle altissime energie

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Un getto di particelle lanciato da un buco nero supermassiccio, partito quando l’universo era molto più giovane, è arrivato fino ai telescopi terrestri. Alla fine di agosto 2026 un team internazionale ha annunciato l’osservazione del blazar più lontano mai rilevato alle altissime energie, a circa otto miliardi di anni luce dalla Terra. Vediamo di cosa si tratta e perché è importante per la scienza.

Che cos’è un blazar

Un blazar è un tipo particolare di galassia attiva. Al suo centro si trova un buco nero supermassiccio che, divorando materia, produce un potentissimo getto di particelle, gas e radiazione. Ciò che rende un blazar speciale è l’orientamento di questo getto: è puntato quasi esattamente verso la Terra.

Questa geometria fa sì che la radiazione emessa appaia estremamente intensa, permettendo agli astronomi di studiare fenomeni energetici tra i più estremi conosciuti nell’universo.

La scoperta annunciata nel 2026

Secondo quanto riportato alla fine di agosto 2026, un team internazionale ha osservato il blazar più distante mai rilevato alle cosiddette altissime energie. L’oggetto si trova a circa otto miliardi di anni luce dalla Terra: la luce e le particelle che oggi captiamo sono partite quando l’universo aveva poco più di un terzo della sua età attuale.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics e ha coinvolto anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica italiano, a conferma del ruolo della ricerca nazionale in questo campo.

Nebulosa cosmica ricca di stelle e gas nello spazio
Nebulosa cosmica ricca di stelle e gas nello spazio

Gli strumenti dell’osservazione

I telescopi di La Palma

Le osservazioni sono state realizzate a La Palma, nelle isole Canarie, grazie a strumenti dedicati allo studio delle radiazioni più energetiche. In particolare sono stati impiegati i telescopi noti come MAGIC e LST-1, progettati per captare i deboli lampi di luce prodotti quando i raggi ad altissima energia interagiscono con l’atmosfera terrestre.

Come si “vedono” le altissime energie

I raggi gamma ad altissima energia non raggiungono direttamente il suolo. Quando entrano nell’atmosfera generano cascate di particelle che emettono una debolissima luce, che questi telescopi speciali sono in grado di rilevare. È un metodo indiretto ma estremamente efficace per studiare fenomeni lontanissimi.

Perché è una scoperta importante

Osservare un blazar così distante alle altissime energie è significativo per diversi motivi. Innanzitutto permette di studiare i buchi neri supermassicci e i loro getti in un’epoca remota della storia dell’universo, offrendo una sorta di finestra sul passato cosmico.

Inoltre, la radiazione che attraversa distanze così grandi porta con sé informazioni preziose sullo spazio che ha attraversato, contribuendo a comprendere meglio la struttura dell’universo.

Cielo stellato che mostra la scia luminosa della Via Lattea
Cielo stellato che mostra la scia luminosa della Via Lattea

Un messaggio dal passato dell’universo

La grande distanza significa anche un grande viaggio nel tempo. Poiché la luce impiega miliardi di anni a raggiungerci, osservare un oggetto così lontano equivale a guardare come era l’universo in un’epoca molto anteriore alla formazione del Sole e della Terra.

Studiare questi segnali aiuta gli scienziati a ricostruire l’evoluzione delle galassie e dei loro nuclei attivi lungo la storia cosmica.

Cosa resta da capire

Come sempre nella ricerca scientifica, una scoperta apre nuove domande. Gli astronomi vorranno confermare e approfondire i dati raccolti, capire meglio i meccanismi che rendono così energetici questi getti e verificare se esistono altri oggetti simili ancora più lontani.

Si tratta di risultati che, pur solidi, vanno inseriti in un percorso di studio più ampio: ogni osservazione contribuisce a un quadro che si costruisce nel tempo, con nuove misure e nuovi strumenti.

Panorama della Via Lattea in una notte limpida
Panorama della Via Lattea in una notte limpida

Il ruolo della ricerca italiana

La partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica a questo tipo di studi testimonia il contributo dell’Italia all’astrofisica delle altissime energie. Progetti internazionali come quelli basati a La Palma vedono la collaborazione di ricercatori di molti Paesi, in un lavoro condiviso che unisce competenze e strumentazioni d’avanguardia.

Per approfondire il fenomeno dei blazar si può consultare la voce dedicata su Wikipedia. Se ti appassiona lo studio del cielo, leggi anche il nostro articolo sul telescopio spaziale della NASA.

Domande frequenti

Che cos’è un blazar?

È una galassia attiva con al centro un buco nero supermassiccio che emette un potente getto di particelle e radiazione orientato verso la Terra, il che lo rende molto luminoso.

Quanto è distante il blazar osservato?

Si trova a circa otto miliardi di anni luce dalla Terra: la sua radiazione è partita quando l’universo era molto più giovane.

Come è stato osservato?

Grazie ai telescopi MAGIC e LST-1 situati a La Palma, nelle Canarie, specializzati nel rilevare le radiazioni ad altissima energia in modo indiretto.

Dove è stato pubblicato lo studio?

Sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics, con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica italiano.

Perché questa osservazione è importante?

Permette di studiare i buchi neri supermassicci e i loro getti in un’epoca remota dell’universo, offrendo informazioni sulla sua evoluzione.

Cosa sono le altissime energie?

Sono radiazioni estremamente energetiche, come i raggi gamma, che si studiano con strumenti speciali capaci di rilevarle indirettamente attraverso l’atmosfera.