Frank Drake: biografia e 5 cose da sapere

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Il 2 settembre 2022 si spegneva Frank Drake, l’astronomo che per primo trasformò una domanda antica quanto l’umanità in una vera indagine scientifica: siamo soli nell’universo? Con la sua celebre equazione e i primi esperimenti di ascolto del cosmo, Drake fondò la ricerca di vita intelligente extraterrestre. Ripercorriamo la sua vita e cinque cose da sapere su di lui.

Chi era Frank Drake

Nato a Chicago nel 1930, Frank Donald Drake si appassionò fin da ragazzo all’astronomia e all’elettronica. Studiò ingegneria e poi astronomia, sviluppando le competenze che gli avrebbero permesso di unire due mondi: la costruzione di strumenti radio e l’osservazione del cielo.

Divenne uno dei pionieri della radioastronomia, la disciplina che studia l’universo captando le onde radio emesse dai corpi celesti. Fu proprio questa competenza a spingerlo verso l’idea che avrebbe segnato la sua carriera: usare i radiotelescopi per cercare segnali provenienti da altre civiltà.

Il Progetto Ozma: il primo ascolto del cosmo

Nel 1960 Drake condusse quello che è considerato il primo esperimento scientifico di ricerca di intelligenze extraterrestri. Puntò un radiotelescopio verso due stelle simili al Sole, sperando di captare segnali artificiali. L’iniziativa prese il nome di Progetto Ozma, ispirato ai romanzi fantastici sul regno di Oz.

Non arrivò alcun segnale alieno, ma l’esperimento dimostrò che la ricerca poteva essere condotta con metodo rigoroso. Era nato il campo di studi noto come SETI, acronimo inglese per “ricerca di intelligenza extraterrestre”.

Antenna radio utilizzata per osservare l'universo
Antenna radio utilizzata per osservare l’universo

L’equazione di Drake

Una formula per stimare le civiltà

Nel 1961 Drake formulò l’equazione che porta il suo nome, uno strumento pensato per stimare quante civiltà tecnologiche potrebbero esistere nella nostra galassia. La formula mette in fila una serie di fattori: il tasso di formazione delle stelle, la frazione di quelle con pianeti, il numero di pianeti abitabili, la probabilità che vi si sviluppi la vita e poi l’intelligenza, e infine la durata di una civiltà tecnologica.

Più una guida che un calcolo esatto

L’equazione non fornisce un numero certo, perché molti dei suoi termini restano sconosciuti. Il suo valore, però, è enorme: ha offerto agli scienziati un modo ordinato per ragionare sul problema, individuando quali conoscenze mancano ancora. È diventata uno dei simboli più celebri dell’astronomia moderna.

Il messaggio di Arecibo

Nel 1974 Drake fu tra gli autori del cosiddetto messaggio di Arecibo, una trasmissione radio inviata verso un lontano ammasso di stelle dal grande radiotelescopio di Porto Rico. Il messaggio, codificato in forma binaria, conteneva informazioni essenziali sull’umanità: i numeri, gli elementi chimici della vita, la struttura del DNA e la sagoma di un essere umano.

Più che un vero tentativo di comunicazione, fu una dimostrazione simbolica di come potremmo presentarci all’universo.

Cielo stellato con la Via Lattea sopra un osservatorio
Cielo stellato con la Via Lattea sopra un osservatorio

Cinque cose da sapere su Frank Drake

1. Contribuì alle targhe delle sonde Pioneer

Drake collaborò alla realizzazione delle placche montate sulle sonde Pioneer, veri messaggi in bottiglia cosmici destinati a viaggiare per sempre nello spazio.

2. Fu tra i fondatori del SETI Institute

Contribuì a dare struttura istituzionale alla ricerca di segnali extraterrestri, che da allora prosegue con strumenti sempre più avanzati.

3. Lavorò anche sui pianeti del Sistema Solare

Le sue ricerche in radioastronomia riguardarono anche lo studio delle atmosfere e delle caratteristiche dei pianeti vicini.

4. Ispirò generazioni di scienziati e divulgatori

Collaborò con figure celebri della divulgazione scientifica, contribuendo a portare il tema della vita nell’universo al grande pubblico.

5. Rimase ottimista fino alla fine

Nonostante decenni di ricerche senza risposte, Drake continuò a ritenere probabile l’esistenza di altre civiltà, invitando alla pazienza e alla curiosità.

Rappresentazione dello spazio profondo e delle galassie lontane
Rappresentazione dello spazio profondo e delle galassie lontane

L’eredità di un pioniere

Frank Drake ha trasformato una domanda filosofica in un programma di ricerca concreto. Grazie a lui, oggi la ricerca di vita extraterrestre è una branca riconosciuta della scienza, che si avvale di radiotelescopi, missioni spaziali e nuove tecnologie di analisi dei dati.

La sua equazione continua a essere insegnata e discussa, mentre le scoperte di migliaia di pianeti attorno ad altre stelle riaccendono l’interesse per il tema che gli fu più caro.

Per approfondire la sua figura e l’equazione che porta il suo nome si può consultare la voce dedicata su Wikipedia. Se ti appassiona l’esplorazione del cosmo, leggi anche il nostro articolo sul nuovo telescopio spaziale della NASA.

Domande frequenti

Chi era Frank Drake?

Un astronomo statunitense, pioniere della radioastronomia e della ricerca di vita intelligente extraterrestre, noto soprattutto per l’equazione che porta il suo nome.

Che cos’è l’equazione di Drake?

È una formula che stima quante civiltà tecnologiche potrebbero esistere nella nostra galassia, combinando diversi fattori astronomici e biologici.

Che cos’è il SETI?

È l’insieme delle ricerche scientifiche dedicate a individuare segnali prodotti da eventuali civiltà extraterrestri, un campo che Drake contribuì a fondare.

Cosa fu il Progetto Ozma?

Il primo esperimento scientifico, condotto nel 1960, per captare segnali radio artificiali provenienti da stelle simili al Sole.

Che cos’è il messaggio di Arecibo?

Una trasmissione radio inviata nel 1974 verso un lontano ammasso stellare, contenente informazioni essenziali sull’umanità in forma codificata.

L’equazione di Drake dà una risposta certa?

No. Molti dei suoi fattori restano sconosciuti, quindi è più uno strumento di ragionamento che un calcolo esatto.