La tartaruga liuto torna a nidificare a Panama dopo 30 anni

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Su una spiaggia del Pacifico panamense è successo qualcosa che nessuno vedeva da quasi trent’anni: una tartaruga liuto, il più grande rettile marino del mondo, è tornata a scavare il nido e a deporre le uova. L’ultimo avvistamento confermato risaliva al 1997. Dietro questo ritorno c’è il lavoro paziente delle comunità locali, ed è una di quelle notizie che vale la pena raccontare.

Un ritorno atteso da una generazione

La tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), chiamata anche baula nell’America centrale, è tornata a nidificare lungo la costa della provincia del Darién, nel Pacifico di Panama, davanti al villaggio di Jaqué. Per anni quelle spiagge non avevano più registrato deposizioni certe di questa specie, tanto che molti temevano fosse sparita dalla zona.

La conferma è arrivata nell’estate del 2026 grazie al monitoraggio costante dei volontari e dei tecnici che pattugliano il litorale. Ritrovare le tracce inconfondibili di una liuto, con il suo carapace che può superare i due metri, è stato descritto come un momento di pura emozione.

Chi è la tartaruga liuto

Parliamo di un animale straordinario. La liuto è la più grande tartaruga marina esistente e può pesare diverse centinaia di chili. A differenza delle altre tartarughe non ha un guscio osseo rigido, ma una corazza coriacea attraversata da creste longitudinali, da cui il nome che ricorda le corde di uno strumento.

È anche una nuotatrice instancabile: compie migrazioni oceaniche di migliaia di chilometri e si immerge a profondità che pochi vertebrati raggiungono. Purtroppo è classificata come specie in grave pericolo: pesca accidentale, plastica in mare e distruzione delle spiagge di nidificazione ne hanno ridotto drasticamente il numero.

Tartaruga marina vista da vicino nell'oceano
La liuto compie migrazioni oceaniche di migliaia di chilometri. — foto: Francesco Ungaro / Pexels

Che cosa è successo sulla spiaggia

Durante la stagione i tecnici hanno registrato più eventi di nidificazione e hanno messo in sicurezza le uova deposte, per un totale di circa 178 uova protette. Trovare un nido, però, è solo l’inizio: su queste spiagge le minacce sono tante, dai predatori naturali al bracconaggio.

Per questo le uova sono state trasferite con cura in un vivaio di incubazione controllato, dove possono completare lo sviluppo al riparo. La schiusa è attesa tra settembre e ottobre, quando decine di piccole tartarughe raggiungeranno il mare per la prima volta.

Il merito delle comunità locali

Questo lieto evento non è frutto del caso, ma di un lavoro di squadra che dura da circa due decenni. Sono soprattutto gli abitanti della zona, organizzati con le associazioni ambientaliste, a rendere possibile la protezione dei nidi.

Pattugliamenti e vivai

Volontari e guardacoste percorrono le spiagge di notte, individuano le deposizioni, spostano le uova nei vivai e sorvegliano la schiusa. È un impegno silenzioso e continuo, che raramente finisce sui giornali ma che tiene in vita interi tratti di costa.

Un modello che funziona

La stessa strategia, basata sul coinvolgimento diretto di chi abita questi territori, sta dando risultati anche altrove nel mondo. Ne è un esempio la storia raccontata nell’articolo su come, alle Isole Kei in Indonesia, la tartaruga liuto sia tornata a respirare grazie alle comunità locali.

Perché è una buona notizia

Il ritorno di una liuto dopo quasi trent’anni non garantisce da solo la salvezza della specie, ma è un segnale prezioso. Significa che l’habitat è ancora idoneo e che gli sforzi di conservazione stanno creando le condizioni per il ritorno degli animali.

Come conferma la testata ambientale greenMe, l’area davanti a Jaqué ospita oggi quattro delle cinque specie di tartarughe marine presenti a Panama, confermandosi uno snodo riproduttivo strategico del Pacifico.

Spiaggia tropicale con sabbia e mare
Le spiagge del Darién sono uno snodo riproduttivo strategico del Pacifico. — foto: Jess Loiterton / Pexels

Le sfide che restano

Sarebbe ingenuo pensare che tutto sia risolto. Le tartarughe marine restano fragili e i pericoli non mancano: reti da pesca, cambiamento climatico che altera la temperatura della sabbia e quindi il sesso dei nascituri, erosione delle spiagge e inquinamento da plastica.

Ogni nido protetto, però, aumenta le probabilità che qualche esemplare raggiunga l’età adulta e torni un giorno a deporre proprio lì. Ed è così, un passo alla volta, che si ricostruisce una popolazione.

Che cosa possiamo fare noi

Anche chi vive lontano dalle spiagge tropicali può dare una mano. Ridurre l’uso della plastica monouso, sostenere i progetti di tutela dei mari, informarsi e diffondere queste storie sono gesti che, moltiplicati, fanno la differenza.

Il ritorno della liuto a Panama ci ricorda una cosa semplice ma potente: quando smettiamo di dare per persa la natura e ci prendiamo cura dei suoi spazi, spesso lei risponde.

Domande frequenti

Che cos’è la tartaruga liuto?

È la più grande tartaruga marina del mondo (Dermochelys coriacea), riconoscibile per il carapace coriaceo con creste longitudinali anziché per un guscio osseo rigido. È classificata come specie in grave pericolo di estinzione.

Dove è tornata a nidificare?

Su una spiaggia della provincia del Darién, sulla costa pacifica di Panama, davanti al villaggio di Jaqué, dove non si registravano deposizioni confermate di questa specie dal 1997.

Quante uova sono state protette?

Nel corso della stagione i tecnici hanno messo in sicurezza circa 178 uova, trasferite in un vivaio di incubazione controllato per proteggerle dai predatori e dal bracconaggio.

Quando nasceranno le piccole tartarughe?

La schiusa è attesa tra settembre e ottobre, quando i piccoli lasceranno il vivaio per raggiungere il mare.

Chi ha reso possibile questo risultato?

Soprattutto le comunità locali, che insieme alle associazioni ambientaliste pattugliano le spiagge, individuano i nidi e sorvegliano la schiusa da circa vent’anni.

Significa che la specie è salva?

No, ma è un segnale molto positivo. Indica che l’habitat è ancora adatto e che le azioni di tutela funzionano. La strada resta lunga, ma ogni nido protetto conta.

Piccola tartaruga marina sulla sabbia diretta verso il mare
La schiusa delle uova protette è attesa tra settembre e ottobre. — foto: Zack Gilbert / Pexels