9 maggio 1921: il fiasco dei Sei personaggi di Pirandello

Il 9 maggio 1921, al Teatro Valle di Roma, va in scena per la prima volta «Sei personaggi in cerca d’autore» di Luigi Pirandello. La serata si trasforma in un tumulto: fischi, grida di «manicomio!», l’autore costretto a uscire dal teatro da una porta secondaria per evitare la folla. Eppure quella sera, forse senza che nessuno se ne rendesse conto, era nato il teatro moderno.

Cosa è «Sei personaggi in cerca d’autore»

«Sei personaggi in cerca d’autore» è un dramma in tre atti scritto da Luigi Pirandello tra il 1920 e il 1921. La trama, in apparenza semplice, è una vertigine concettuale: durante le prove di una nuova commedia, irrompono in teatro sei personaggi che chiedono al capocomico di rappresentare la loro storia, perché un autore li ha pensati ma poi li ha abbandonati senza dare loro voce.

Sono il Padre, la Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina. Portano con sé un dramma familiare di dolore, segreti e un finale tragico. Vogliono vivere sul palcoscenico la loro verità. Ma gli attori della compagnia, che provano a rappresentarli, non riescono a coglierne la profondità: ogni gesto risulta falso, ogni battuta inadeguata.

La serata del Teatro Valle: un fiasco rumoroso

La sera del 9 maggio 1921, al Teatro Valle di Roma, la prima si svolge davanti a un pubblico abituato al teatro borghese tradizionale. Già durante il secondo atto cominciano i mormorii. Verso la fine, il caos: parte del pubblico applaude, l’altra parte protesta urlando «manicomio!», «buffonata!», «chiudete!». Pirandello è in sala con la figlia Lietta. Quando esce dal teatro, viene aspettato fuori da spettatori inferociti che lo insultano. Deve essere accompagnato a casa per evitare scontri.

Il giorno dopo i giornali raccontano la serata in modo contraddittorio: alcuni la liquidano come un fallimento, altri intuiscono che qualcosa di nuovo è accaduto. Il critico Adriano Tilgher è tra i primi a comprendere la portata dell’opera: scrive che Pirandello ha aperto una breccia nella drammaturgia italiana e che nulla sarà più come prima.

Maschere teatrali tradizionali esposte su sfondo scuro
La maschera è uno dei concetti fondamentali della poetica di Luigi Pirandello (foto: Florin / Pexels)

Perché il pubblico romano si arrabbiò

Il teatro che gli spettatori del 1921 conoscevano era un teatro di intrecci ben costruiti, dialoghi morali, personaggi riconoscibili. Pirandello faceva esattamente l’opposto: rompeva la quarta parete, mostrava attori che non sanno recitare la verità di personaggi che non sono persone, costringeva il pubblico a interrogarsi su cosa sia reale e cosa finzione.

Era un teatro che chiedeva di pensare, non solo di emozionarsi. Per molti fu insopportabile. Era come se il drammaturgo dicesse: «Non vi sto raccontando una storia, vi sto mostrando come si costruisce una storia, e perché non funziona mai».

La rivincita europea

Pochi mesi dopo Roma, l’opera approda a Milano e viene accolta con maggiore favore. Ma è all’estero che diventa un trionfo. A Londra nel 1922, a Parigi nel 1923 con la regia di Georges Pitoëff, l’opera affascina i critici e il pubblico colto. Pitoëff inventa l’ingresso dei sei personaggi attraverso un montacarichi: un’apparizione spettrale che entra nella storia del teatro.

Nel 1925 Pirandello stesso rivede il testo, aggiungendo una nuova introduzione e modificando alcuni dialoghi. Sempre nel 1925 fonda a Roma il Teatro d’Arte, dove mette in scena le proprie opere con compagnia stabile. Nel 1934 riceve il Premio Nobel per la letteratura, motivato proprio dalla sua «audace e ingegnosa rinascita dell’arte drammatica e scenica».

Interno di un teatro classico italiano con palchetti e poltrone in velluto
L’interno di un teatro classico italiano, simile al Teatro Valle dove avvenne la prima (foto: cottonbro studio / Pexels)

Cosa significa la frase «in cerca d’autore»

Il titolo è il cuore filosofico dell’opera. I personaggi cercano un autore perché senza di lui non possono esistere. Ma l’autore li ha creati e poi abbandonati: una metafora dell’arte come gesto incompiuto, della vita come storia in cui ognuno cerca di dare un senso a se stesso.

Pirandello aveva sviluppato negli anni precedenti il concetto di «umorismo» come «sentimento del contrario»: la capacità di cogliere il rovescio tragico delle apparenze. Nei «Sei personaggi» questo principio diventa azione scenica: ogni maschera nasconde un’altra maschera, ogni verità è sempre relativa.

I temi pirandelliani

Tre concetti chiave attraversano l’opera: l’incomunicabilità (anche dentro la famiglia non riusciamo a capirci davvero), la maschera sociale (siamo costretti a recitare ruoli che non abbiamo scelto), e il rapporto fra arte e vita (la finzione teatrale è più «vera» della realtà perché immobile, mentre la vita scorre e si trasforma).

L’eredità nel teatro del Novecento

«Sei personaggi in cerca d’autore» è considerato uno dei testi fondatori del teatro contemporaneo. Senza Pirandello probabilmente non avremmo avuto il teatro dell’assurdo di Samuel Beckett ed Eugène Ionesco, il «metateatro» di Tom Stoppard, le riflessioni di Bertolt Brecht sull’illusione scenica, le sperimentazioni di Pina Bausch sulla soggettività dell’attore.

L’opera è stata tradotta in oltre quaranta lingue e rappresentata in tutto il mondo. Ogni generazione di registi la affronta a modo suo: Giorgio Strehler la mise in scena al Piccolo Teatro di Milano, Luca Ronconi ne fece versioni audaci, registi contemporanei come Gabriele Lavia continuano a confrontarvisi.

Antico copione teatrale aperto con annotazioni a mano
Il testo dei Sei personaggi è stato tradotto in oltre quaranta lingue (foto: cottonbro studio / Pexels)

Chi era Luigi Pirandello

Pirandello nasce nel 1867 ad Agrigento, allora chiamata Girgenti, in una contrada chiamata «Caos». Il nome del luogo è quasi profetico: tutta la sua opera è un’esplorazione del caos dentro di noi. Si laurea a Bonn con una tesi sul dialetto agrigentino, insegna a Roma per anni, scrive romanzi («Il fu Mattia Pascal», «Uno, nessuno e centomila») e centinaia di novelle.

La sua vita personale è segnata dalla malattia mentale della moglie Antonietta, che lo accompagna per decenni e influisce sui temi dell’identità e della follia presenti in molte opere. Muore a Roma nel 1936. Le sue ultime volontà chiedevano un funerale senza pompe, niente fiori, niente discorsi: «Carro d’infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno mi accompagni».

Il «teatro nel teatro»

«Sei personaggi» è il primo capitolo di una trilogia chiamata «teatro nel teatro», completata da «Ciascuno a suo modo» (1924) e «Questa sera si recita a soggetto» (1930). In tutte e tre, l’illusione teatrale viene smontata e mostrata: gli attori discutono il loro ruolo, il pubblico interviene, i confini fra spettacolo e realtà si dissolvono.

Per chi vuole avvicinarsi all’opera dello scrittore agrigentino, suggeriamo anche di esplorare gli articoli sul nostro blog dedicati alla letteratura italiana.

Domande frequenti

Quando è andato in scena per la prima volta «Sei personaggi in cerca d’autore»?

Il debutto avvenne il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma, con la compagnia di Dario Niccodemi. Fu un fiasco rumoroso che si trasformò poi in un trionfo internazionale.

Chi sono i sei personaggi?

Sono il Padre, la Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina. Una famiglia divisa che porta con sé un dramma di dolore e segreti.

Perché l’opera è considerata rivoluzionaria?

Perché rompe la quarta parete, mostra il teatro mentre si fa, riflette sulla differenza fra realtà e finzione e influenza tutta la drammaturgia del Novecento, dal teatro dell’assurdo al metateatro contemporaneo.

Pirandello ha vinto il Premio Nobel?

Sì, nel 1934 ricevette il Premio Nobel per la letteratura, anche grazie alla risonanza internazionale dei «Sei personaggi» e degli altri suoi testi teatrali.

Qual è il significato del titolo?

I personaggi cercano un autore perché sono stati creati ma abbandonati. Senza un autore non possono esistere come arte. È una metafora del bisogno umano di dare un senso alla propria storia.

Dove si può vedere l’opera oggi?

«Sei personaggi» è uno dei testi più rappresentati del repertorio italiano e internazionale. Ogni stagione viene messa in scena in molti teatri italiani, da Roma a Milano, da Napoli a Palermo.

Fonte: Sei personaggi in cerca d’autore — Wikipedia.

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