Nell’aprile del 2026, un team internazionale di astronomi ha confermato l’esistenza di GJ 887d, una “super-Terra” che orbita nella zona abitabile di una stella nana rossa a soli 10,7 anni luce dal Sole. È uno dei pianeti più vicini a noi tra quelli che potrebbero, in linea di principio, ospitare condizioni compatibili con la vita. Cosa sappiamo davvero, e perché la scoperta è importante? Vediamolo con prudenza, distinguendo dati certi e ipotesi.
Cosa è GJ 887d
GJ 887d è un esopianeta di tipo “super-Terra” con una massa stimata pari a circa 6,1 volte quella della Terra. Orbita attorno alla stella Gliese 887 (denominata anche GJ 887), una nana rossa di tipo M situata nella costellazione del Pesce Australe. Il pianeta completa un’orbita in poco meno di 51 giorni terrestri e si trova a una distanza media di 0,212 unità astronomiche dalla stella (circa un quinto della distanza Terra-Sole).
La sua “vicinanza” è ciò che lo rende speciale: con i suoi 10,7 anni luce, è il secondo pianeta nella zona abitabile più vicino a noi, dopo Proxima Centauri b. Un esopianeta più vicino significa più speranze di poterlo studiare con i prossimi telescopi spaziali.
Cosa significa “zona abitabile”
La zona abitabile di una stella, detta anche “zona di Goldilocks” o “zona riccioli d’oro”, è la regione in cui un pianeta riceve abbastanza energia stellare per consentire la presenza di acqua liquida in superficie, a patto che esista un’atmosfera adeguata. Né troppo caldo, né troppo freddo: condizioni considerate necessarie (ma non sufficienti) per la vita come la conosciamo.
La posizione della zona abitabile dipende dal tipo di stella. Le nane rosse, molto meno luminose del Sole, hanno una zona abitabile vicinissima alla stella stessa: per questo motivo i pianeti come GJ 887d orbitano in poche decine di giorni, anziché in 365 come la Terra.

La stella ospite: una “buona” nana rossa
Gliese 887 è una stella relativamente “tranquilla” rispetto ad altre nane rosse della sua categoria. Ha una massa pari a circa metà di quella del Sole, una temperatura superficiale di circa 3.700 K e un’attività magnetica considerata sorprendentemente bassa per il suo tipo. Si stima che emetta meno raggi X e meno brillamenti rispetto a stelle simili, come Proxima Centauri.
Questo è un punto cruciale: le nane rosse sono note per i loro violenti brillamenti che, in passato, sono stati invocati come ostacoli all’abitabilità dei loro pianeti. Una stella più “calma” come Gliese 887 potrebbe permettere ai suoi pianeti di mantenere atmosfere stabili nel lungo periodo. Secondo le ricerche pubblicate, anche GJ 887d potrebbe quindi conservare un’atmosfera densa e duratura.
Quanto è davvero “abitabile” GJ 887d
Qui è importante essere prudenti. Gli astronomi hanno stabilito che GJ 887d si trova nella zona abitabile della sua stella, e che la sua massa è compatibile con un pianeta roccioso o con un piccolo “mini-Nettuno”. Questi sono i dati certi.
Tutto il resto è ipotesi da confermare:
- Non sappiamo ancora se abbia un’atmosfera, e se sì di quale composizione.
- Non sappiamo se la sua superficie sia rocciosa o se il pianeta sia gassoso.
- Non sappiamo se ospiti acqua liquida.
- Non sappiamo se sia in rotazione sincrona (cioè se mostri sempre la stessa faccia alla stella, come la Luna con la Terra), una condizione che renderebbe l’abitabilità più complessa.
Definirlo “potenzialmente abitabile” significa solo che non si può escluderlo, non che ci sia vita o che noi potremmo viverci. Le notizie sensazionalistiche che parlano di “nuova Terra” vanno lette con beneficio d’inventario.
Come è stato scoperto
GJ 887d è stato individuato grazie alla tecnica delle velocità radiali: misurando minuscole variazioni nella velocità con cui la stella si avvicina e si allontana da noi, dovute al “tira e molla” gravitazionale dei pianeti che le orbitano attorno. Il team internazionale ha utilizzato dati raccolti dallo spettrografo HARPS dell’ESO in Cile, integrandoli con altre osservazioni storiche.
I primi indizi su pianeti attorno a Gliese 887 erano emersi nel 2020, quando un gruppo di ricerca aveva annunciato la presenza di due piccoli pianeti (GJ 887b e GJ 887c) e suggerito un possibile terzo candidato. La conferma di GJ 887d nel 2026, con dati più completi, è il risultato di anni di osservazioni dedicate.

Perché questa scoperta conta davvero
L’importanza di GJ 887d sta in tre fattori scientifici concreti:
- Vicinanza: a 10,7 anni luce, è abbastanza “prossimo” da poter essere studiato in dettaglio con i telescopi attuali e di prossima generazione, come il James Webb e l’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO.
- Stella tranquilla: l’ambiente meno aggressivo aumenta le possibilità che un’eventuale atmosfera sia sopravvissuta nel tempo.
- Sistema multiplo: GJ 887 ospita probabilmente almeno due o tre pianeti, offrendo l’occasione di studiare la dinamica di un piccolo “sistema solare” non lontano dal nostro.
Quanto ci vorrebbe per andarci?
Domanda che torna ogni volta che si parla di esopianeti. La risposta è: tantissimo. Con le tecnologie attuali, una sonda potrebbe impiegare circa 200.000 anni per raggiungere GJ 887d. Anche pensando a tecnologie ipotetiche di propulsione molto più avanzate (come il progetto teorico Breakthrough Starshot, che mira al 20% della velocità della luce), il viaggio richiederebbe comunque oltre 50 anni di sola andata.
In altre parole: studiarlo con i telescopi è realistico nei prossimi decenni; raggiungerlo fisicamente non lo è in alcun futuro prevedibile.

Cosa potrebbero scoprire i prossimi telescopi
Le prossime missioni potrebbero permettere agli astronomi di analizzare la luce stellare che attraversa l’eventuale atmosfera del pianeta, identificando la composizione chimica. La presenza di gas come vapore acqueo, ossigeno, metano e biossido di carbonio in proporzioni “anomale” rispetto a quanto ci si aspetterebbe da processi non biologici sarebbe un indizio (ancora indiretto) di possibile vita microbica. Sono i cosiddetti “biofirme”, oggetto di intenso dibattito scientifico.
Strumenti come il James Webb già operativo, l’ELT in costruzione in Cile e la futura missione europea Plato sono tra i candidati a fornire i primi dati. Il problema con i pianeti delle nane rosse è che spesso non transitano davanti alla loro stella visti dalla Terra: in tal caso si usano tecniche più indirette, ma la qualità dei dati cala.
Altri “pianeti vicini” da tenere d’occhio
- Proxima Centauri b: a 4,2 anni luce, scoperto nel 2016, considerato il primo candidato “vicinissimo” alla zona abitabile.
- TRAPPIST-1e e TRAPPIST-1f: due pianeti di un sistema con sette mondi rocciosi a 40 anni luce.
- Teegarden b e c: due pianeti rocciosi a 12,5 anni luce.
- K2-18b: pianeta tipo “mini-Nettuno”, al centro di un dibattito recente per possibili tracce atmosferiche di interesse biologico.
GJ 887d entra a pieno titolo in questa “shortlist” dei pianeti più interessanti per la ricerca futura.
La cautela come metodo
Ogni volta che viene annunciata una “nuova Terra” è importante ricordare alcune regole di metodo:
- Le scoperte di esopianeti sono spesso conferme statistiche, non immagini dirette;
- “Zona abitabile” è una definizione tecnica che non implica abitabilità;
- I dati spettroscopici devono essere replicati per essere considerati robusti;
- I titoli sensazionalistici tendono a saltare passaggi importanti del ragionamento scientifico.
La conferma di GJ 887d è una bella notizia per l’astronomia, ma non significa che esista vita lì né che la ritroveremo presto. Significa che abbiamo un nuovo, prezioso laboratorio cosmico a portata dei nostri strumenti.
Domande frequenti su GJ 887d
Quanto dista GJ 887d dalla Terra?
Circa 10,7 anni luce, equivalenti a poco più di 100 mila miliardi di chilometri. È uno degli esopianeti più vicini scoperti finora.
È un pianeta abitabile?
Si trova nella zona abitabile della sua stella, ma non sappiamo ancora se ospiti un’atmosfera, acqua liquida o condizioni adatte alla vita. Va considerato “potenzialmente abitabile” con tutte le cautele del caso.
Quanto dura un anno su GJ 887d?
Un’orbita completa attorno alla stella dura circa 51 giorni terrestri, perché il pianeta è molto più vicino alla sua stella rispetto alla Terra rispetto al Sole.
Possiamo arrivarci?
No, non con le tecnologie attuali. Una sonda impiegherebbe circa 200.000 anni a raggiungerlo. Anche con tecnologie ipotetiche molto avanzate, servirebbero comunque decine di anni.
Chi ha scoperto GJ 887d?
Un team internazionale di astronomi, attraverso anni di osservazioni con lo spettrografo HARPS dell’ESO in Cile e altri strumenti. La conferma definitiva è stata pubblicata nel 2026.
Qual è la differenza con Proxima Centauri b?
Proxima b è più vicino (4,2 anni luce) ma orbita una stella molto attiva, con frequenti brillamenti che potrebbero compromettere l’abitabilità. GJ 887d è più lontano ma la sua stella è meno aggressiva, condizione potenzialmente più favorevole per un’atmosfera stabile.
La scheda di approfondimento è disponibile su Wikipedia (sistema Gliese 887); un comunicato divulgativo dell’INAF è consultabile su Media INAF. Se ti interessano altre meraviglie scientifiche del mondo naturale, leggi il nostro articolo su la lumaca corazzata Chrysomallon squamiferum.
