Alziamo lo sguardo in una giornata limpida e capita spesso di vederle: lunghe strisce bianche che attraversano il cielo dietro un aereo. A volte svaniscono in pochi secondi, altre volte restano sospese per ore allargandosi come nuvole. Ma cosa sono davvero queste scie? Dietro un fenomeno tanto comune si nasconde un po’ di fisica dell’atmosfera sorprendente. Ecco cinque cose da sapere.
Cosa sono le scie degli aerei
Le strisce bianche lasciate dagli aerei in volo si chiamano scie di condensazione, in inglese contrails (da condensation trails). Non sono fumo né sostanze rilasciate di proposito: sono semplicemente nuvole artificiali, fatte di minuscoli cristalli di ghiaccio, che si formano dietro i motori in determinate condizioni atmosferiche.
In pratica, quando un aereo vola ad alta quota, lascia nell’aria gelida una scia di vapore acqueo che congela quasi istantaneamente. È lo stesso principio per cui vediamo il «fumo» uscire dalla bocca quando respiriamo in una giornata molto fredda.

Come si formano
I motori a reazione bruciano cherosene e, tra i prodotti della combustione, c’è una grande quantità di vapore acqueo, oltre ai gas di scarico. Alle quote di crociera, intorno ai 10.000 metri, la temperatura dell’aria può scendere fino a meno 50 o meno 60 gradi.
In quelle condizioni il vapore caldo emesso dai motori si raffredda di colpo, si condensa attorno alle minuscole particelle presenti nei gas di scarico e congela formando cristalli di ghiaccio. Il risultato è la scia bianca che vediamo da terra. Perché si formi servono però due condizioni precise: aria molto fredda e sufficientemente umida.
5 cose sorprendenti sulle scie
1. Sono nuvole a tutti gli effetti
Una scia di condensazione è composta dagli stessi cristalli di ghiaccio dei cirri, le nuvole sottili e alte. Per questo, quando persistono e si allargano, le scie sono spesso indistinguibili da vere nuvole.
2. Possono dirti che tempo farà
Esiste una saggezza popolare con un fondo di verità: se le scie svaniscono subito, l’aria in quota è secca e il bel tempo tende a durare; se invece restano a lungo, c’è molta umidità e può avvicinarsi una perturbazione.
3. Durano da pochi secondi a molte ore
La durata dipende quasi solo dall’umidità dell’aria. In atmosfera secca i cristalli sublimano subito; in aria satura possono persistere e diffondersi per ore.
4. Hanno un effetto sul clima
Le scie persistenti riflettono parte della luce solare ma trattengono anche il calore emesso dalla Terra. Gli studi scientifici indicano che, nel complesso, contribuiscono in piccola parte al riscaldamento dell’atmosfera.
5. Non esistevano prima dell’aviazione
Sono un fenomeno recente nella storia del pianeta: comparvero solo con i primi voli ad alta quota, nel corso del Novecento.

Perché alcune svaniscono e altre restano
La differenza che tanto incuriosisce, tra scie che spariscono e scie che persistono, dipende dall’umidità dell’aria in quota. Se l’atmosfera è secca, i cristalli di ghiaccio passano rapidamente allo stato di vapore e la scia svanisce in pochi secondi. Se invece l’aria è già satura di umidità, i cristalli sopravvivono e la scia può allargarsi fino a coprire ampie porzioni di cielo.
È lo stesso motivo per cui, in giorni diversi e con aerei simili, possiamo osservare comportamenti del tutto opposti. Il fenomeno ricorda da vicino altri spettacoli atmosferici legati alla fisica dell’aria, come come si formano le aurore boreali.
Le scie e le bufale sul web
Da anni circola online la teoria delle cosiddette «scie chimiche», secondo cui gli aerei diffonderebbero deliberatamente sostanze nocive. Si tratta di un’affermazione priva di fondamento scientifico: la comunità dei climatologi e dei chimici dell’atmosfera ha più volte chiarito che le scie persistenti sono semplici nuvole di ghiaccio.
La loro variabilità, che alimenta i sospetti, si spiega interamente con l’umidità e la temperatura dell’aria alle diverse quote. Conoscere il meccanismo fisico è il modo migliore per distinguere un fenomeno naturale da una bufala.

Come osservarle
Osservare le scie è un piccolo esercizio di meteorologia alla portata di tutti. Nelle giornate limpide si può notare se svaniscono in fretta o se restano sospese, e provare a fare previsioni sull’arrivo di nuvole o pioggia nelle ore successive.
È anche un’occasione per ricordare quanto la nostra atmosfera sia un sistema delicato, in cui temperatura e umidità bastano a trasformare un soffio di vapore in una nuvola lunga chilometri. Per approfondire il fenomeno dal punto di vista scientifico è disponibile la voce dedicata su Wikipedia.
Domande frequenti sulle scie degli aerei
Le scie degli aerei sono inquinanti?
Le scie in sé sono fatte di cristalli di ghiaccio. L’inquinamento vero è dato dai gas di scarico dei motori, non dalla striscia bianca visibile.
Perché alcune scie spariscono subito?
Perché l’aria in quota è secca: i cristalli di ghiaccio sublimano rapidamente e la scia svanisce in pochi secondi.
Perché altre restano per ore?
Quando l’aria ad alta quota è molto umida, i cristalli persistono e la scia può allargarsi fino a sembrare una nuvola.
Le «scie chimiche» esistono?
No. La scienza ha chiarito che si tratta di normali scie di condensazione: la teoria delle scie chimiche non ha alcun fondamento scientifico.
Le scie influenzano il clima?
Le scie persistenti hanno un piccolo effetto sul bilancio termico dell’atmosfera, contribuendo in parte al riscaldamento secondo gli studi disponibili.
A che altezza si formano?
Di solito intorno ai 10.000 metri, alle quote di crociera degli aerei di linea, dove la temperatura è molto bassa.