Cima Coppi: storia e curiosità della vetta più alta del Giro d’Italia

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Ogni anno, durante il Giro d’Italia, una salita in particolare cattura l’attenzione di tifosi e corridori. Si chiama Cima Coppi ed è il punto più alto toccato dalla corsa rosa in quell’edizione. È un titolo simbolico, una sfida, un omaggio al campione che diede al ciclismo italiano alcune delle sue pagine più belle.

Che cos’è la Cima Coppi

La Cima Coppi è il riconoscimento assegnato durante il Giro d’Italia alla vetta più alta toccata dalla corsa. Il ciclista che la valica per primo riceve un premio speciale e il proprio nome entra nell’albo d’oro della manifestazione. È un titolo che pesa perché conquistare la cima più alta del Giro significa misurarsi con quote, pendenze e condizioni meteo estreme.

Ogni anno il percorso del Giro è diverso, quindi anche la Cima Coppi cambia. Talvolta si trova sulle Alpi, talvolta sulle Dolomiti. Quello che non cambia è il valore simbolico: per molti corridori, vincere lo sprint sulla Cima Coppi vale quanto una tappa.

Passo alpino con vetta innevata sullo sfondo
Le grandi salite delle Alpi sono lo scenario della Cima Coppi.

Perché si chiama così

Il riconoscimento nacque nel 1965 in omaggio a Fausto Coppi, scomparso pochi anni prima. Coppi era stato un dominatore delle salite più dure: con la sua leggendaria pedalata aveva conquistato due Tour de France e cinque Giri d’Italia. L’idea della Cima Coppi voleva dare un riconoscimento speciale ai grandi scalatori, eredi naturali del «Campionissimo».

Da allora, il premio è stato sospeso solo in pochissime edizioni, di solito quando la neve impedì di affrontare le quote più elevate. Negli altri casi, la Cima Coppi è diventata una delle classifiche speciali più seguite del Giro.

Le vette più famose

Negli anni la Cima Coppi è stata assegnata a salite di leggenda. Tra le più ricorrenti:

Il passo dello Stelvio

Con i suoi 2.758 metri, lo Stelvio è la salita asfaltata più alta delle Alpi italiane e una delle più alte d’Europa. È stato Cima Coppi numerose volte e resta una delle salite più temute del Giro per la sua pendenza media superiore al 7% e per i suoi 48 tornanti sul versante di Prato allo Stelvio.

Il colle dell’Agnello

Sul confine tra Italia e Francia, raggiunge i 2.744 metri. È un valico solitario, spesso battuto dal vento, che ha messo in difficoltà anche corridori esperti.

Il passo Gavia

Con i suoi 2.621 metri, è entrato nella memoria collettiva per la tappa del 1988 corsa sotto la neve, quando Andy Hampsten conquistò la maglia rosa.

Tornanti del passo della Furka
I tornanti dei valichi alpini sono parte del fascino della Cima Coppi.

Come si conquista la Cima Coppi

La regola è semplice: il primo corridore a transitare sul punto più alto del Giro vince il premio. In pratica, però, il momento della Cima Coppi è spesso preceduto da una battaglia tattica. I capitani delle squadre studiano la tappa per trovare il momento giusto in cui far partire un attacco, mentre gli specialisti delle classifiche degli scalatori cercano il transito per accumulare punti.

Non sempre chi vince la Cima Coppi vince la tappa: a volte il primo sulla vetta viene poi ripreso in discesa o in pianura. È uno dei motivi per cui il riconoscimento è considerato un trofeo «puro», legato solo al gesto della salita.

Il valore simbolico per il ciclismo italiano

La Cima Coppi rappresenta più di una salita: è un legame con la storia del ciclismo italiano e con la figura di Fausto Coppi. Per molti tifosi che seguono il Giro da decenni, la giornata della Cima Coppi è la tappa da non perdere, quella in cui si decide spesso la classifica generale.

Il premio ha contribuito a rendere il Giro la corsa a tappe più «alpinistica» del calendario internazionale, capace di proporre quote che altre grandi corse, come il Tour, raramente raggiungono.

Le edizioni più memorabili

Alcuni passaggi sulla Cima Coppi sono entrati nella leggenda. Nel 1994 Marco Pantani offrì sulle Alpi una delle sue prove più epiche, mentre nel 2013 la neve obbligò gli organizzatori ad annullare il transito sul Galibier. Più di recente, sono stati i nomi di Nairo Quintana, Vincenzo Nibali ed Egan Bernal a comparire nell’albo d’oro della classifica.

Come prepararsi a una salita di alta quota

I corridori che ambiscono alla Cima Coppi affrontano un allenamento mirato in quota, perché sopra i 2.000 metri l’ossigeno diminuisce. Molti professionisti vivono alcune settimane in altura prima del Giro per stimolare la produzione di globuli rossi. Anche l’alimentazione cambia: sulle salite più lunghe servono carboidrati a rilascio rapido per non «scoppiare» a metà rampa.

Paesaggio di alta quota con strada
Le strade di alta quota mettono a dura prova i corridori.

Cima Coppi e turismo

Molti passi che ospitano la Cima Coppi sono mete amate dai cicloamatori. Lo Stelvio, in particolare, ogni estate accoglie migliaia di appassionati che provano a scalarlo in autonomia. Anche grazie al Giro, queste salite sono diventate veri e propri itinerari turistici, capaci di muovere turismo sportivo e gastronomico in tutto l’arco alpino.

Domande frequenti sulla Cima Coppi

Chi decide quale sia la Cima Coppi di un’edizione?

La decide il direttore di corsa quando disegna il percorso del Giro: la cima più alta toccata dalla corsa diventa automaticamente la Cima Coppi di quell’edizione.

Cosa vince chi taglia per primo la Cima Coppi?

Il corridore riceve un premio in denaro, punti per la classifica scalatori e il proprio nome viene inciso nell’albo d’oro della manifestazione.

La Cima Coppi può essere cancellata?

Sì, se le condizioni meteo o la neve rendono impraticabile il passaggio sul punto previsto: in quel caso, gli organizzatori scelgono la cima più alta effettivamente affrontata oppure annullano il premio.

Qual è stata la Cima Coppi più alta di sempre?

Il passo dello Stelvio, a 2.758 metri, è stato spesso la Cima Coppi più elevata. In alcune edizioni si è arrivati a quote simili sull’Agnello o sul Pordoi.

Si può salire sulle stesse strade della Cima Coppi?

Sì, quasi tutti i passi sono valichi alpini aperti d’estate e percorribili in bici o in auto. Lo Stelvio, l’Agnello e il Gavia sono mete ricorrenti per i cicloturisti.

Cima Coppi è lo stesso premio della maglia azzurra?

No: la maglia azzurra è la classifica scalatori, basata sui punti di tutte le salite del Giro; la Cima Coppi è un riconoscimento specifico per il singolo passaggio sulla vetta più alta.