La foca monaca torna a cacciare a Punta Campanella

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Per decenni è stata quasi un fantasma del Mediterraneo: rarissima, schiva, sull’orlo dell’estinzione. Oggi, invece, una foca monaca è stata filmata mentre caccia tranquilla nella riserva integrale dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, tra la penisola sorrentina e Capri. Le immagini, riprese all’inizio di luglio 2026, sono una piccola grande buona notizia: il segno che trent’anni di tutela del mare stanno davvero dando i loro frutti.

Che cosa è successo a Punta Campanella

All’inizio di luglio 2026 un gruppo di subacquei, al termine di un’immersione nei fondali della cosiddetta «zona A» dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, ha avuto un incontro fuori dal comune. Davanti agli occhi (e alle telecamere) è comparsa una foca monaca mediterranea intenta a cacciare e a divorare una preda, in un tratto di mare dove la pesca e quasi ogni attività umana sono vietate.

La zona A è la fascia a protezione integrale della riserva: l’area più tutelata in assoluto, in cui si può entrare soltanto per immersioni autorizzate e ricerca scientifica. Proprio lì, indisturbata, la foca ha trovato acque ricche di pesce e nessuna interferenza. Un dettaglio che rende l’avvistamento ancora più significativo.

Perché è una notizia così importante

La foca monaca mediterranea (Monachus monachus) è uno dei mammiferi marini più rari al mondo. Cacciata per secoli e messa in difficoltà dalla perdita degli habitat costieri, era praticamente scomparsa da gran parte del Mediterraneo, Italia compresa. Vederla di nuovo cacciare stabilmente lungo le nostre coste era, fino a pochi anni fa, quasi impensabile.

Il ritorno di un grande predatore è uno degli indicatori più chiari di un ecosistema in salute. Se una foca sceglie di frequentare e cacciare in un’area, significa che trova cibo a sufficienza, tranquillità e condizioni adatte. In altre parole, il mare intorno a Punta Campanella sta tornando a funzionare come dovrebbe.

foca monaca Punta Campanella immagine di approfondimento
Foca monaca punta campanella (foto: Pexels)

Trent’anni di tutela che pagano

Secondo i responsabili dell’Area Marina Protetta, l’avvistamento è la ricompensa di quasi trent’anni di politiche di conservazione. Il divieto di pesca nelle zone integrali, la sorveglianza e la gestione attenta degli accessi hanno permesso alla biodiversità di crescere: più prede, fondali più ricchi, praterie di posidonia più estese. È questo «magazzino» di vita che oggi attira di nuovo la foca monaca.

È la dimostrazione concreta che le aree marine protette non sono una limitazione fine a se stessa, ma uno strumento che, con il tempo, restituisce mare vivo a tutti: pescatori, subacquei, cittadini. Un discorso che vale l’intero pianeta, come ricordiamo quando raccontiamo perché si celebra la Giornata mondiale degli oceani.

Non un caso isolato: i numeri del ritorno

L’avvistamento di luglio non è un episodio unico. Negli ultimi mesi la presenza della foca monaca in quel tratto di costa è stata documentata più volte: si contano decine di segnalazioni nella Zona Speciale di Conservazione che abbraccia la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e Capri. Non si tratta quindi di un animale di passaggio, ma di una presenza sempre più regolare.

Come viene monitorata la specie

Per seguire questi animali senza disturbarli, l’Area Marina Protetta di Punta Campanella collabora con l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Gli strumenti sono discreti ma efficaci: fototrappole installate nei punti più sensibili e analisi del DNA ambientale, ossia le tracce genetiche che gli animali lasciano nell’acqua. Così è possibile capire chi frequenta l’area e con quale frequenza.

foca monaca mediterranea foto illustrativa
La foca monaca torna a cacciare a Punta Campanella (foto: Pexels)

Chi è la foca monaca mediterranea

La foca monaca è l’unica foca che vive stabilmente nel Mediterraneo. Può superare i due metri di lunghezza e i 250-300 chili di peso. Un tempo diffusa in tutto il bacino, oggi conta poche centinaia di esemplari, concentrati soprattutto tra Grecia, Turchia e alcune coste del Nord Africa. Ogni nuovo nucleo che si riaffaccia in altre zone è quindi prezioso.

È un animale timido, che predilige grotte marine con accesso sommerso per riposare e mettere al mondo i cuccioli. Proprio questa riservatezza la rende difficile da avvistare: per questo ogni video come quello di Punta Campanella ha un valore anche scientifico, oltre che simbolico.

Cosa possiamo fare noi

Il ritorno della foca monaca è una buona notizia, ma anche una responsabilità. Se avvistiamo un esemplare in mare o su una spiaggia, la regola d’oro è non avvicinarsi, non inseguirlo con la barca e non disturbarlo: bastano pochi metri di troppo per spingerlo ad abbandonare un’area. È utile invece segnalare l’avvistamento agli enti competenti, che possono così arricchire i dati di monitoraggio.

foca monaca avvistamento immagine
Approfondimento su foca monaca mediterranea (foto: Pexels)

Un segnale di speranza per il Mediterraneo

La storia della foca di Punta Campanella racconta qualcosa che va oltre il singolo animale. Ci dice che la natura, quando le diamo tregua, sa riprendersi anche là dove sembrava perduta. Le aree protette, il rispetto delle regole e il lavoro paziente di chi cura il mare non sono sacrifici a fondo perduto: sono investimenti che, anno dopo anno, ci restituiscono un Mediterraneo più vivo. E vedere una foca monaca cacciare di nuovo tra le nostre onde è, forse, il modo più bello per accorgersene. La vicenda è stata ripresa anche dalle testate nazionali, come si legge in la notizia riportata da Il Mattino.

Domande frequenti sulla foca monaca a Punta Campanella

Che cosa è stato avvistato a Punta Campanella?

Una foca monaca mediterranea è stata filmata mentre cacciava una preda nella zona A, a protezione integrale, dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, all’inizio di luglio 2026.

Perché è considerata una buona notizia?

Perché la foca monaca è rarissima e la sua presenza stabile indica un ecosistema marino in salute, ricco di prede e ben tutelato. È il frutto di quasi trent’anni di conservazione.

La foca monaca è a rischio estinzione?

Sì, resta una delle specie di mammiferi marini più rare al mondo, con poche centinaia di esemplari nel Mediterraneo. Per questo ogni nuovo avvistamento è importante.

Come viene studiata senza disturbarla?

Attraverso fototrappole e analisi del DNA ambientale, cioè le tracce genetiche lasciate nell’acqua, grazie alla collaborazione tra l’Area Marina Protetta e l’ISPRA.

Cosa fare se si incontra una foca monaca?

Non avvicinarsi, non inseguirla e non disturbarla. È bene mantenere le distanze e segnalare l’avvistamento agli enti competenti o alla capitaneria di porto.

Dove si trova l’Area Marina Protetta di Punta Campanella?

In Campania, all’estremità della penisola sorrentina, di fronte a Capri, tra i comuni di Massa Lubrense e Sorrento. È una delle aree marine protette più importanti d’Italia.