È una delle pietanze più discusse del mondo: c’è chi la ama e chi la considera un’eresia gastronomica. Ma la pizza hawaiana, quella con prosciutto cotto e ananas, non ha nulla a che vedere con le Hawaii. È nata in Canada, negli anni Sessanta, dall’idea di un immigrato greco che voleva sperimentare qualcosa di nuovo. Ecco la storia vera di un piatto capace di dividere il pianeta a colpi di ananas.
Un nome che inganna
Il primo malinteso è proprio nel nome. Sentendo “pizza hawaiana” si pensa subito alle spiagge del Pacifico, alle palme e alle collane di fiori. In realtà il legame con le Hawaii è quasi inesistente, e riguarda soltanto un dettaglio commerciale che scopriremo più avanti.
La verità è che questa pizza è stata inventata migliaia di chilometri più a nord, in una cittadina canadese, da una persona che non era nemmeno italiana. La sua storia è un piccolo esempio di come la cucina viaggi, si mescoli e si reinventi passando da un continente all’altro.
Chi è stato a inventarla
Il merito, o la colpa a seconda dei gusti, va a Sam Panopoulos, un uomo di origine greca emigrato in Canada negli anni Cinquanta. Insieme ai fratelli gestiva alcuni ristoranti nella provincia dell’Ontario, dove si serviva un po’ di tutto: piatti americani, cinesi e, naturalmente, pizza.
Nel 1962, nel suo Satellite Restaurant della cittadina di Chatham, Panopoulos decise di provare qualcosa di insolito. Prese una lattina di ananas sciroppato, ne dispose i pezzi sulla pizza insieme al prosciutto e la infornò. Era un esperimento quasi per scommessa, per vedere l’effetto che faceva.

L’ispirazione arrivava dalla cucina cinese
L’idea non era del tutto casuale. Nei suoi locali Panopoulos serviva anche piatti della tradizione cinese, dove l’accostamento tra sapori dolci e salati, tipico dell’agrodolce, è del tutto normale. Fu proprio quel contrasto a suggerirgli di portare la dolcezza della frutta su una base salata come la pizza.
Il gioco di equilibri tra il salato del prosciutto, la sapidità del formaggio e la dolcezza dell’ananas è esattamente ciò che ancora oggi divide i palati: per alcuni è un contrasto irresistibile, per altri un abbinamento fuori luogo.
Perché si chiama “hawaiana”
E allora da dove arriva il nome? La spiegazione è molto più semplice del previsto. L’ananas in scatola che Panopoulos utilizzò era venduto con il marchio “Hawaiian”, una delle etichette più diffuse per la frutta tropicale in conserva. Fu quel nome sulla lattina a battezzare la pizza.
Così, per una scelta puramente commerciale del produttore di ananas, un piatto nato in Canada finì per portare il nome di un arcipelago del Pacifico. Un equivoco che si è poi diffuso in tutto il mondo, alimentando la confusione sulle sue vere origini.
Da esperimento locale a fenomeno mondiale
All’inizio i clienti erano diffidenti. L’idea della frutta sulla pizza sembrava stravagante e molti storcevano il naso. Con il tempo, però, la novità conquistò un pubblico sempre più ampio, prima in Canada e negli Stati Uniti, poi nel resto del mondo.
Nel giro di pochi decenni la pizza hawaiana è diventata una delle varietà più ordinate a livello internazionale, presente nei menù di pizzerie e catene di ogni continente. Sam Panopoulos, scomparso nel 2017, ha visto la sua invenzione diventare un fenomeno globale. Il suo ruolo è stato ricostruito anche dalla BBC.

La guerra dell’ananas
Nessun altro ingrediente da pizza scatena discussioni come l’ananas. Online il dibattito è diventato un vero e proprio classico, con schieramenti agguerriti tra sostenitori e detrattori. Per molti puristi, soprattutto in Italia, mettere la frutta sulla pizza è un tradimento della tradizione.
Quando un presidente prese posizione
La disputa è arrivata perfino ai vertici delle istituzioni. Nel 2017 il presidente dell’Islanda, rispondendo alla domanda di uno studente, scherzò dicendo che, se avesse avuto il potere di farlo, avrebbe vietato l’ananas sulla pizza. La battuta fece il giro del mondo, tanto che poi dovette precisare di non avere né il potere né l’intenzione di proibire davvero un alimento.
Il punto di vista italiano
In Italia la pizza è un patrimonio culturale prima ancora che un piatto. La pizza napoletana ha ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita, e l’arte del pizzaiuolo napoletano è stata iscritta tra i patrimoni immateriali dell’umanità dell’UNESCO nel 2017.
Non stupisce, quindi, che da noi la versione con l’ananas trovi molti oppositori. Eppure conoscere la sua storia aiuta a guardarla con occhi diversi: non un attacco alla tradizione, ma un piatto nato altrove, con regole e gusti differenti. Se ti interessano le origini vere dei piatti simbolo, leggi anche se la pizza margherita sia davvero nata per la regina.

Domande frequenti
La pizza hawaiana è davvero nata alle Hawaii?
No. È stata inventata in Canada nel 1962, nella cittadina di Chatham, nell’Ontario. Il nome deriva dal marchio dell’ananas in scatola usato per prepararla.
Chi ha inventato la pizza con l’ananas?
Sam Panopoulos, un ristoratore di origine greca emigrato in Canada, che la ideò nel suo Satellite Restaurant traendo ispirazione dalla cucina agrodolce cinese.
Perché si chiama pizza hawaiana?
Perché l’ananas in scatola utilizzato apparteneva a un marchio chiamato “Hawaiian”. Fu quel nome sulla lattina a dare il titolo alla pizza.
Quali sono gli ingredienti classici?
La versione tradizionale prevede base di pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto e pezzi di ananas. Esistono numerose varianti con bacon o altri salumi.
Perché divide così tanto?
Perché unisce sapori dolci e salati in un modo che a molti piace e ad altri no. Il contrasto tra ananas e prosciutto è il cuore del celebre dibattito.
Gli italiani la mangiano?
In Italia ha molti detrattori, dato il forte legame con la tradizione della pizza napoletana, ma è comunque conosciuta e presente in diverse pizzerie.