Il giorno in cui cadde Robespierre: la fine del Terrore

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Il 28 luglio 1794 a Parigi veniva ghigliottinato Maximilien de Robespierre, l’uomo che più di ogni altro aveva incarnato la fase più radicale della Rivoluzione francese. La sua caduta segnò la fine del periodo noto come il Terrore. Ripercorriamo che cosa accadde quel giorno e perché resta una data cruciale della storia europea.

Chi era Maximilien de Robespierre

Nato ad Arras nel 1758, Robespierre era un avvocato di provincia dalle idee illuministe, ammiratore del filosofo Jean-Jacques Rousseau. Entrato in politica con lo scoppio della Rivoluzione del 1789, si fece notare per la coerenza delle sue posizioni e per uno stile di vita sobrio che gli valse il soprannome di «Incorruttibile». Divenne una delle voci più ascoltate del club dei Giacobini, la corrente più radicale del movimento rivoluzionario.

Che cos’era il Terrore

Tra il 1793 e il 1794 la giovane Repubblica francese si trovò minacciata su più fronti: guerre con le potenze europee, rivolte interne e una grave crisi economica. Per fronteggiare l’emergenza, i rivoluzionari instaurarono un regime eccezionale imperniato sul Comitato di salute pubblica, di cui Robespierre fu figura centrale.

In quel contesto la repressione degli oppositori, reali o presunti, assunse dimensioni enormi. Migliaia di persone furono processate da tribunali straordinari e condannate a morte. Questo periodo, che la storiografia chiama il Terrore, si basava sull’idea che la virtù rivoluzionaria dovesse essere difesa anche con la forza. È una delle pagine più studiate e discusse della storia moderna.

Dipinto storico di epoca rivoluzionaria francese
Il Terrore fu una fase segnata da tribunali straordinari e forte repressione. (foto: Ch Jawad/Pexels)

La svolta di Termidoro

Nell’estate del 1794 la situazione militare della Francia era migliorata e molti ritenevano che non ci fosse più bisogno di misure tanto dure. Allo stesso tempo, all’interno della Convenzione nazionale — l’assemblea che governava il Paese — cresceva la paura: nessuno si sentiva più al sicuro, perché chiunque poteva essere il prossimo a finire accusato.

Il 26 luglio Robespierre pronunciò un discorso in cui evocava nuove epurazioni senza però fare nomi precisi. L’ambiguità ottenne l’effetto opposto a quello sperato: molti deputati, temendo di essere nel mirino, decisero di anticiparlo.

Che cosa accadde il 27 e il 28 luglio

Il 27 luglio 1794 — 9 termidoro secondo il calendario rivoluzionario allora in vigore — durante la seduta della Convenzione, gli oppositori impedirono a Robespierre di parlare e ne decretarono l’arresto insieme ai suoi più stretti collaboratori. Liberato per breve tempo dai suoi sostenitori, cercò rifugio nel municipio di Parigi.

Nella notte le truppe fedeli alla Convenzione fecero irruzione. Nel tumulto Robespierre riportò una grave ferita alla mascella, forse per un colpo di pistola. Il giorno seguente, il 28 luglio (10 termidoro), fu condotto alla ghigliottina insieme a una ventina di suoi seguaci. La sua morte pose fine, di fatto, alla stagione del Terrore.

Antica strada di Parigi con edifici storici
Gli eventi del termidoro si consumarono nel cuore di Parigi. (foto: İrem 🎈/Pexels)

Perché quella data è così importante

La caduta di Robespierre, nota come «reazione termidoriana», rappresenta uno spartiacque. Dopo di essa la Rivoluzione entrò in una fase più moderata, che avrebbe portato negli anni successivi al Direttorio e infine all’ascesa di Napoleone Bonaparte. Per molti storici, il 9-10 termidoro segna la conclusione della fase più intensa e drammatica del processo rivoluzionario.

Un dibattito ancora aperto

La figura di Robespierre continua a dividere gli studiosi. C’è chi lo considera un fanatico responsabile di una violenza cieca e chi, al contrario, vi vede un politico coerente travolto da una situazione eccezionale. Questa varietà di letture è tipica dei grandi personaggi storici e rende il suo caso particolarmente interessante da studiare.

Il contesto della Rivoluzione francese

Per comprendere appieno la vicenda di Robespierre è utile inquadrarla nel percorso più ampio della Rivoluzione iniziata nel 1789, con la presa della Bastiglia e la fine dell’assolutismo monarchico. Se vuoi approfondire l’intero periodo, puoi leggere il nostro racconto della storia della Rivoluzione francese. Per un quadro dettagliato della biografia è disponibile anche la voce dedicata su Wikipedia.

Antico manoscritto storico aperto
La figura di Robespierre continua a essere studiata e discussa dagli storici. (foto: Arturo Añez./Pexels)

Che cosa ci insegna la caduta di Robespierre

La vicenda del 28 luglio 1794 mostra come i periodi di grande instabilità possano generare dinamiche in cui la paura alimenta la violenza e in cui gli stessi protagonisti finiscono travolti dagli strumenti che avevano contribuito a creare. È una lezione di storia che continua a stimolare riflessioni sul rapporto tra libertà, sicurezza e potere, temi tutt’altro che confinati al passato.

Domande frequenti sulla caduta di Robespierre

Quando fu ghigliottinato Robespierre?

Il 28 luglio 1794, corrispondente al 10 termidoro dell’anno II secondo il calendario rivoluzionario francese, a Parigi.

Che cos’era il Terrore?

Era il periodo, tra il 1793 e il 1794, in cui la Repubblica francese adottò misure eccezionali e una dura repressione degli oppositori per far fronte a guerre esterne e rivolte interne.

Perché Robespierre fu arrestato?

Molti deputati della Convenzione, temendo di essere le prossime vittime di nuove epurazioni, si coalizzarono contro di lui e ne decretarono l’arresto il 27 luglio 1794.

Che cosa significa «reazione termidoriana»?

È il nome dato alla svolta politica seguita alla caduta di Robespierre, che aprì una fase più moderata della Rivoluzione. Deriva da termidoro, il mese del calendario rivoluzionario in cui avvennero i fatti.

Perché era chiamato «l’Incorruttibile»?

Per il suo stile di vita sobrio e la reputazione di integrità personale, che lo distinguevano da altri uomini politici del tempo.

Che cosa successe dopo la sua morte?

La Rivoluzione entrò in una fase più moderata che condusse al Direttorio e, alcuni anni dopo, all’ascesa di Napoleone Bonaparte.