Il 6 agosto 1991 un ricercatore inglese di nome Tim Berners-Lee pubblicò online la prima pagina web della storia. Non ci furono annunci clamorosi né titoli sui giornali: eppure quel gesto silenzioso, compiuto in un laboratorio di fisica in Svizzera, avrebbe cambiato per sempre il modo in cui il mondo comunica, studia e lavora. Ecco come nacque il World Wide Web e perché quella data merita di essere ricordata.
Che cos’è davvero il World Wide Web
Molte persone usano come sinonimi le parole “Internet” e “web”, ma non indicano la stessa cosa. Internet è l’infrastruttura fisica: la rete di cavi, server e protocolli che collega tra loro i computer di tutto il pianeta. Il World Wide Web è invece un servizio che funziona sopra Internet: un sistema di pagine collegate tra loro tramite link, consultabili con un programma chiamato browser.
In altre parole, Internet è la rete di strade; il web è uno dei tanti veicoli che ci circolano sopra. Prima del web, la rete esisteva già, ma era usata soprattutto da università e centri di ricerca in modo tecnico e frammentato.
Il luogo dove tutto ebbe inizio: il CERN
La storia comincia al CERN di Ginevra, il grande laboratorio europeo di fisica delle particelle. Qui, alla fine degli anni Ottanta, lavoravano migliaia di scienziati provenienti da tutto il mondo, ciascuno con computer, programmi e formati di documenti diversi. Condividere informazioni era complicato: mancava un linguaggio comune.

Chi è Tim Berners-Lee
Timothy Berners-Lee, nato a Londra nel 1955, era un informatico impiegato al CERN. Nel 1989 presentò al suo responsabile un documento intitolato Information Management: A Proposal, in cui immaginava un sistema per collegare documenti tramite collegamenti ipertestuali. Il capo annotò a margine una frase rimasta celebre: “Vago, ma interessante”.
Da quell’idea “vaga” nacque un progetto concreto. Berners-Lee non si limitò a immaginare il web: costruì con le proprie mani gli strumenti necessari per farlo funzionare.
Gli ingredienti fondamentali
Per rendere possibile il web, Berners-Lee inventò tre tecnologie che utilizziamo ancora oggi, ogni volta che navighiamo:
HTML, il linguaggio delle pagine
L’HTML (HyperText Markup Language) è il linguaggio con cui si scrivono le pagine web, indicando titoli, paragrafi, immagini e link.
HTTP, il protocollo di trasmissione
L’HTTP (HyperText Transfer Protocol) è l’insieme di regole che permette al browser di richiedere una pagina a un server e di riceverla.
URL, l’indirizzo univoco
L’URL è l’indirizzo che identifica in modo univoco ogni pagina, come un recapito postale digitale.
La prima pagina web della storia
Il 6 agosto 1991 Berners-Lee pubblicò la prima pagina web, ospitata su un computer NeXT al CERN. Il contenuto era essenziale: spiegava che cos’era il progetto World Wide Web, come funzionava l’ipertesto e come chiunque potesse crearne di proprie. Era, in un certo senso, un sito che spiegava come costruire altri siti.
Quel computer portava un’etichetta scritta a mano che avvertiva: “Questa macchina è un server. NON spegnerla!”. Oggi quell’oggetto è un pezzo di storia della tecnologia.

La scelta che cambiò tutto: un web gratuito e aperto
La decisione più importante non fu tecnica, ma culturale. Nel 1993 il CERN mise il codice del World Wide Web a disposizione di tutti, gratuitamente e senza brevetti. Chiunque poteva usarlo, modificarlo e costruirci sopra senza pagare licenze.
Fu questa apertura a permettere l’esplosione del web negli anni successivi. Se la tecnologia fosse rimasta proprietaria, la rete che conosciamo oggi sarebbe probabilmente molto diversa, o non esisterebbe affatto.
Dal 1991 a oggi: una crescita vertiginosa
Nel giro di pochi anni comparvero i primi browser grafici, capaci di mostrare immagini accanto al testo, e il numero di siti passò da poche unità a milioni. Nacquero i motori di ricerca, il commercio elettronico, i social network e, più di recente, le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Tutto questo poggia ancora sulle fondamenta gettate nel 1991.
Per approfondire la cronologia e i dettagli tecnici, è utile la voce dedicata su Wikipedia.
L’eredità di una data quasi dimenticata
Il 6 agosto non compare tra le ricorrenze più celebrate, eppure segna uno spartiacque nella storia dell’umanità. Da quella pagina spartana sono nate abitudini che oggi diamo per scontate: cercare una notizia, guardare una mappa, seguire una lezione a distanza. Vale la pena ricordare che tutto ciò che consuma energia ha anche un costo nascosto, come raccontiamo nell’articolo su perché i data center consumano tanta energia.

Domande frequenti sul World Wide Web
Chi ha inventato Internet e chi il web?
Internet nacque da progetti di ricerca degli anni Sessanta e Settanta, sviluppati da numerosi scienziati. Il World Wide Web, invece, ha un padre preciso: Tim Berners-Lee, che lo ideò tra il 1989 e il 1991.
Qual era l’indirizzo della prima pagina web?
La prima pagina era ospitata al CERN e il suo indirizzo originale iniziava con “info.cern.ch”. Una copia storica del contenuto è stata in seguito recuperata e resa nuovamente consultabile.
Perché il web è diventato gratuito?
Perché il CERN e Berners-Lee scelsero di rinunciare ai brevetti nel 1993, rendendo la tecnologia liberamente utilizzabile da chiunque. Fu una decisione decisiva per la sua diffusione.
Che cosa significa la sigla “www”?
È l’acronimo di World Wide Web, cioè “ragnatela grande quanto il mondo”, un’immagine che richiama la rete di collegamenti tra le pagine.
Il primo browser somigliava a quelli di oggi?
I primissimi browser erano molto essenziali e mostravano quasi solo testo. Solo con l’arrivo dei browser grafici, a metà degli anni Novanta, la navigazione divenne simile a quella attuale.
Tim Berners-Lee ha guadagnato dalla sua invenzione?
Non ha brevettato il web né ne ha tratto ricchezza diretta. Ha continuato a promuovere una rete aperta e accessibile, ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali.