L’echidna: il mammifero spinoso che depone le uova

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Ha gli aculei del riccio, il muso allungato di un formichiere e depone le uova come un rettile: l’echidna è uno dei mammiferi più strani del pianeta. Insieme all’ornitorinco appartiene ai monotremi, un piccolo gruppo di mammiferi che invece di partorire cuccioli depongono uova. Dietro il suo aspetto buffo si nasconde una biologia sorprendente, fatta di record inaspettati e adattamenti antichissimi.

Che cos’è l’echidna

L’echidna, chiamata anche formichiere spinoso, è un piccolo mammifero terrestre diffuso in Australia e Nuova Guinea. Nonostante l’aspetto ricordi quello di un riccio o di un porcospino, non ha alcuna parentela stretta con loro: appartiene infatti all’ordine dei monotremi, di cui fanno parte soltanto l’echidna e l’ornitorinco. Sono gli unici mammiferi al mondo a deporre le uova.

Esistono più specie di echidna. La più conosciuta è l’echidna dal becco corto, comune in gran parte dell’Australia, mentre nelle foreste della Nuova Guinea vivono le echidne dal becco lungo, più grandi e purtroppo minacciate. Tutte condividono un corpo tozzo ricoperto di aculei, quattro zampe robuste e un muso sottile privo di denti.

Un mammifero che depone le uova

La caratteristica più straordinaria dell’echidna è il modo in cui si riproduce. La femmina depone un singolo uovo dal guscio morbido, grande più o meno come un chicco d’uva, e lo trasferisce in una tasca ventrale che compare temporaneamente durante la stagione riproduttiva. Dopo circa dieci giorni l’uovo si schiude.

Questo tratto colloca l’echidna in una posizione unica nell’albero evolutivo dei mammiferi. Se ti incuriosisce il mondo dei monotremi, trovi altri dettagli sorprendenti nel nostro articolo sull’ornitorinco e la sua biofluorescenza, l’altro rappresentante di questo gruppo.

Il piccolo si chiama puggle

Il cucciolo appena nato, chiamato in inglese puggle, è minuscolo, cieco e privo di aculei. Resta nella tasca della madre nutrendosi di latte, che l’echidna non eroga da capezzoli veri e propri, assenti in questa specie, ma attraverso pori della pelle raggruppati in apposite zone. Il piccolo lecca il latte direttamente dal pelo.

Gli aculei che ricoprono il corpo dell'echidna
Gli aculei sono peli modificati che proteggono l’echidna dai predatori.

Il muso: un vero sensore

Il lungo muso dell’echidna non serve solo a raggiungere formiche e termiti nascoste. È dotato di recettori capaci di percepire i deboli campi elettrici prodotti dai muscoli delle prede, un senso chiamato elettrorecezione, raro tra i mammiferi terrestri. Grazie a questa abilità l’animale individua gli insetti anche al buio, sotto la terra o dentro i tronchi marci.

La bocca è piccolissima e priva di denti. Per catturare il cibo l’echidna usa una lingua lunga e appiccicosa, capace di guizzare rapidamente dentro le gallerie degli insetti. Le prede vengono poi triturate contro il palato duro prima di essere ingerite.

Aculei, zampe e difesa

Gli aculei dell’echidna sono peli modificati, rigidi e appuntiti, che ricoprono il dorso e i fianchi. Quando si sente minacciata, l’echidna non fugge: si raggomitola mostrando solo le punte, oppure si infossa rapidamente nel terreno spingendo con le potenti zampe fino a sparire quasi del tutto, lasciando in superficie soltanto uno scudo di aculei.

Le zampe posteriori sono rivolte all’indietro e terminano con artigli lunghi e ricurvi, utili anche per grattarsi tra gli aculei. I maschi, inoltre, possiedono uno sperone sulle zampe posteriori, un tratto che condividono con l’ornitorinco, anche se nell’echidna non è velenoso.

Un metabolismo lento e resistente

L’echidna ha una temperatura corporea insolitamente bassa per un mammifero, intorno ai 32 gradi, e un metabolismo molto lento. Questo le permette di sopravvivere con poco cibo e di resistere a condizioni difficili. Nei periodi freddi può entrare in uno stato di torpore, rallentando ancora di più le funzioni vitali per risparmiare energia.

Una vita sorprendentemente lunga

Proprio grazie a questo ritmo tranquillo, l’echidna vive a lungo: in cattività alcuni esemplari hanno superato i cinquant’anni, un’età notevole per un animale di taglia così piccola. In natura la longevità è inferiore, ma resta comunque elevata rispetto a mammiferi di dimensioni simili.

L'echidna alla ricerca di formiche e termiti
Con il muso allungato l’echidna cerca formiche e termiti.

I curiosi “treni d’amore”

Durante la stagione degli accoppiamenti, più maschi si mettono a seguire una singola femmina in fila indiana, formando quello che i ricercatori chiamano “treno d’amore”. La processione può durare giorni e comprendere diversi pretendenti, che seguono la femmina pazientemente in attesa del momento buono per corteggiarla.

Dove vive e cosa mangia

L’echidna dal becco corto è estremamente adattabile: la si trova nei deserti, nelle foreste, nelle zone montane e persino ai margini delle città australiane. Si nutre soprattutto di formiche, termiti, larve e altri piccoli invertebrati, che scova scavando con il muso e le zampe. È un animale solitario, attivo di giorno o di notte a seconda del clima.

Le specie della Nuova Guinea, invece, prediligono le foreste umide di montagna e si nutrono in gran parte di lombrichi. Sono più rare e difficili da avvistare, e per questo ancora poco conosciute dagli studiosi.

Un animale antichissimo

I monotremi rappresentano un ramo molto antico dell’evoluzione dei mammiferi, separatosi dagli altri gruppi decine di milioni di anni fa. Studiare l’echidna significa quindi affacciarsi su un capitolo remoto della storia naturale, quando i confini tra rettili e mammiferi erano meno netti di oggi. Per approfondire la biologia di questi animali puoi consultare la scheda dell’Australian Museum, tra le fonti più autorevoli in materia.

L’echidna è in pericolo?

L’echidna dal becco corto non è considerata a rischio: la sua ampia distribuzione e la capacità di adattarsi a molti ambienti la rendono relativamente al sicuro. Diversa è la situazione delle echidne dal becco lungo della Nuova Guinea, minacciate dalla perdita di habitat e dalla caccia, tanto che alcune specie sono classificate come in pericolo critico.

L'ambiente naturale dell'echidna in Australia
L’echidna è diffusa in gran parte dell’Australia e in Nuova Guinea.

Domande frequenti sull’echidna

L’echidna è imparentata con il riccio?

No. Nonostante l’aspetto simile, l’echidna appartiene ai monotremi e non ha parentela stretta con i ricci, che sono mammiferi placentati. La somiglianza è un esempio di evoluzione convergente, cioè di adattamenti simili sviluppati da specie diverse.

Perché l’echidna depone le uova?

Perché appartiene ai monotremi, l’unico gruppo di mammiferi che ha conservato questa modalità riproduttiva ereditata da antenati remoti. Insieme all’ornitorinco, l’echidna è l’unico mammifero vivente a deporre uova anziché partorire.

Come allatta i piccoli senza capezzoli?

L’echidna non ha capezzoli: il latte fuoriesce da pori raggruppati in zone specifiche della pelle, all’interno della tasca ventrale. Il puggle lo assume leccandolo direttamente dal pelo materno.

L’echidna è pericolosa per l’uomo?

No. È un animale timido e innocuo, che di fronte a un pericolo preferisce raggomitolarsi o infossarsi nel terreno anziché attaccare. Lo sperone dei maschi, a differenza di quello dell’ornitorinco, non inietta veleno.

Quanto vive un’echidna?

In cattività può superare i cinquant’anni, mentre in natura la longevità è più contenuta. È comunque una vita molto lunga per un mammifero di piccole dimensioni, favorita dal metabolismo lento.

Cosa mangia l’echidna?

Si nutre principalmente di formiche, termiti, larve e piccoli invertebrati, da cui il nome di formichiere spinoso. Le specie della Nuova Guinea prediligono invece i lombrichi.