Prendi in mano una moneta da un euro e passa il dito lungo il suo bordo: sentirai una serie di piccole righe verticali. Quella lavorazione si chiama zigrinatura e non è un dettaglio decorativo casuale. Dietro quei minuscoli solchi c’è una storia che intreccia economia, criminalità e persino il nome di uno dei più grandi scienziati di sempre, Isaac Newton.
Che cos’è la zigrinatura
La zigrinatura è la rigatura incisa sul bordo (o “taglio”) di una moneta. Può essere continua, cioè presente lungo tutta la circonferenza, oppure interrotta, come accade proprio sulle monete da uno e due euro, dove tratti lisci si alternano a tratti rigati. In alcuni casi il bordo riporta anche scritte in rilievo o incavate, come il celebre “2 EURO” ripetuto sul taglio delle monete da due euro.
Il termine deriva dal verbo “zigrinare”, legato allo zigrino, una pelle ruvida usata un tempo per levigare. Oggi indica qualsiasi superficie lavorata con solchi regolari e ravvicinati.
Il problema che la zigrinatura doveva risolvere
Per capire perché esiste, dobbiamo tornare a quando le monete erano fatte di metalli preziosi come oro e argento. In quell’epoca il valore di una moneta corrispondeva davvero alla quantità di metallo che conteneva. E qui nasceva una tentazione: limare o tagliuzzare i bordi.
La pratica della “tosatura”
Chi maneggiava molte monete poteva asportare piccole quantità di metallo dal bordo di ciascuna, un fenomeno noto come tosatura o “clipping”. Preso singolarmente, il furto era invisibile; moltiplicato per migliaia di monete, permetteva di accumulare oro e argento sufficienti a fondere nuovi lingotti. Le monete tosate, più leggere, continuavano intanto a circolare al loro valore nominale, danneggiando l’intera economia.

La soluzione: un bordo che mostra le manomissioni
La zigrinatura nacque proprio per combattere questo abbraccio tra frode e metallo prezioso. Incidendo il bordo con righe regolari, qualsiasi limatura diventava immediatamente evidente: una moneta tosata perdeva parte della sua rigatura e appariva liscia o irregolare nel punto manomesso. Il bordo lavorato divenne così una sorta di sigillo di garanzia, difficile da riprodurre con gli strumenti artigianali dell’epoca.
Isaac Newton e la Zecca reale
Uno dei protagonisti di questa storia è sorprendente. Nel 1696 Isaac Newton, già celebre per i suoi studi sulla gravità, assunse un incarico pubblico alla Royal Mint, la Zecca reale inglese, diventandone poi direttore. In un’epoca in cui la falsificazione e la tosatura erano dilaganti, Newton si dedicò con rigore alla riforma della moneta, sostenendo la produzione di pezzi con bordo lavorato e più difficili da contraffare.
Newton perseguì i falsari con la stessa ostinazione con cui aveva affrontato i problemi scientifici, contribuendo a stabilizzare il sistema monetario britannico. La zigrinatura, insieme ad altre tecniche di conio, faceva parte di questo sforzo per rendere il denaro affidabile.

Perché oggi le monete non contengono più oro
Le monete moderne sono realizzate in leghe metalliche di basso valore intrinseco: il loro potere d’acquisto non dipende più dal metallo, ma dalla garanzia dello Stato che le emette. Verrebbe da chiedersi, allora, perché continuiamo a zigrinare i bordi. Le ragioni sono diverse e tutte attuali.
Contro le contraffazioni
Un bordo lavorato, magari con incisioni o scritte, è ancora oggi difficile da imitare con precisione. È uno dei tanti elementi di sicurezza che rendono complicato produrre monete false credibili.
Per riconoscerle al tatto
La zigrinatura, e in particolare l’alternanza di tratti lisci e rigati, aiuta le persone con difficoltà visive a distinguere i vari tagli semplicemente toccandoli. È un accorgimento di accessibilità pensato per l’uso quotidiano.

Un linguaggio scritto sul metallo
Ogni serie di monete adotta bordi diversi come piccola firma. Sulle monete in euro, per esempio, ogni taglio ha una lavorazione del bordo specifica: liscio, rigato, con scanalature fini o larghe, con iscrizioni. Questa varietà non è estetica, ma funzionale: rende ciascun valore riconoscibile e più sicuro. Puoi trovare una descrizione tecnica di questa lavorazione nella voce dedicata alla zigrinatura su Wikipedia.
Come si realizza la zigrinatura
Durante la produzione, i tondelli metallici passano attraverso macchinari che incidono il bordo prima o durante la coniatura vera e propria. In passato si usavano appositi torni e ghiere zigrinate; oggi il processo è automatizzato e capace di lavorare enormi quantità di pezzi con precisione millimetrica, garantendo che ogni moneta esca identica alle altre.
Curiosità quotidiane sui bordi delle monete
La prossima volta che avrai delle monete in tasca, prova a confrontarne i bordi: noterai differenze pensate apposta. Questo piccolo mondo di dettagli è parente di altre curiosità nascoste negli oggetti di ogni giorno, come quelle che raccontiamo in perché lo specchio inverte destra e sinistra. Guardare con attenzione le cose comuni è spesso il modo migliore per scoprire secoli di storia racchiusi in pochi millimetri.
Domande frequenti
Perché non tutte le monete hanno il bordo zigrinato?
Storicamente si zigrinavano soprattutto le monete di valore più alto, quelle in oro e argento, che erano il bersaglio principale della tosatura. Le monete di piccolo taglio, di metallo povero, non valeva la pena manometterle e spesso venivano lasciate lisce.
La zigrinatura serve ancora a qualcosa?
Sì. Oggi non protegge più il contenuto di metallo prezioso, ma resta utile contro le contraffazioni e come aiuto tattile per riconoscere le monete, in particolare per le persone ipovedenti.
Isaac Newton ha davvero lavorato alla Zecca?
Sì. Dal 1696 Newton ricoprì incarichi di rilievo alla Royal Mint di Londra, dedicandosi alla riforma della moneta e alla lotta contro falsari e tosatori.
Come si chiama il bordo di una moneta?
Il bordo si chiama tecnicamente “taglio” o “contorno”. La rigatura che vi è incisa è la zigrinatura.
Perché le monete da uno e due euro hanno bordi diversi?
Ogni valore ha una lavorazione del bordo specifica per renderlo riconoscibile al tatto e più difficile da falsificare. È un sistema che unisce sicurezza e accessibilità.
Le monete di plastica o gettoni hanno la zigrinatura?
Di solito no, perché non hanno valore in metallo prezioso da proteggere. La zigrinatura resta legata soprattutto alle monete a corso legale, dove sicurezza e riconoscibilità sono importanti.