Perché il mare è salato: la scienza dietro gli oceani

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Basta un tuffo per accorgersene: l’acqua di mare è salata, a volte al punto da pizzicare gli occhi. Ma da dove arriva tutto quel sale? La risposta unisce la chimica delle rocce, il ciclo dell’acqua e milioni di anni di storia del pianeta. Ecco perché gli oceani hanno il sapore che conosciamo.

Quanto sale c’è davvero nel mare

In media, un litro di acqua marina contiene circa 35 grammi di sali disciolti: è quella che gli scienziati chiamano salinità, di solito espressa come 35 parti per mille. Non si tratta solo del comune sale da cucina: il cloruro di sodio è il componente più abbondante, ma nell’acqua di mare sono disciolti anche magnesio, calcio, potassio, solfati e decine di altri elementi in tracce.

Per avere un’idea concreta: se facessimo evaporare tutta l’acqua degli oceani, il sale rimasto formerebbe uno strato spesso circa 45 metri sull’intero fondale, l’equivalente di un palazzo di quindici piani. È una quantità enorme, accumulata in tempi lunghissimi.

Da dove arriva il sale: il ruolo delle rocce

La sorgente principale del sale marino è, curiosamente, la terraferma. La pioggia che cade sui continenti non è chimicamente neutra: assorbe anidride carbonica dall’atmosfera e diventa leggermente acida. Questa acqua leggermente acida erode le rocce e ne scioglie i minerali, liberando ioni come sodio, cloro, calcio e potassio.

I fiumi trasportano poi questi ioni fino al mare. Ogni anno i corsi d’acqua di tutto il mondo riversano negli oceani miliardi di tonnellate di sali disciolti. Il processo è lentissimo se osservato su scala umana, ma continuo: va avanti da miliardi di anni.

Onde del mare che si infrangono sulla costa
I fiumi trasportano nel mare i sali strappati alle rocce dei continenti.

Perché il mare non diventa sempre più salato

Se i fiumi aggiungono sale di continuo, verrebbe da pensare che gli oceani diventino progressivamente più salati. In realtà la salinità media è rimasta abbastanza stabile per lunghi periodi geologici, perché esistono processi che rimuovono il sale con la stessa velocità con cui viene aggiunto.

I camini idrotermali

Sul fondo degli oceani, lungo le dorsali vulcaniche, l’acqua penetra nella crosta, si riscalda e reagisce con le rocce, catturando alcuni ioni. Queste reazioni sottraggono al mare parte degli elementi disciolti.

Sedimenti e organismi

Molti sali si legano ai sedimenti del fondale o vengono usati da organismi marini per costruire gusci e scheletri di carbonato di calcio. Quando questi organismi muoiono, il materiale si deposita sul fondo e viene sottratto all’acqua. È un bilancio dinamico tra ingressi e uscite.

Il ciclo dell’acqua concentra i sali

C’è un altro meccanismo importante: l’evaporazione. Quando l’acqua del mare evapora sotto il sole, il vapore che sale in atmosfera è acqua pura, priva di sale. Il sale resta indietro, concentrandosi nell’acqua che rimane. Le piogge, i fiumi e lo scioglimento dei ghiacci restituiscono acqua dolce, ma il sale una volta arrivato nel bacino oceanico tende a restarci.

Distesa di oceano azzurro vista dall'alto
L’evaporazione lascia indietro il sale, che si concentra nell’acqua degli oceani.

Perché alcuni mari sono più salati di altri

La salinità non è uniforme in tutto il pianeta. Dipende dall’equilibrio locale tra evaporazione, piogge e apporto di acqua dolce.

  • Mar Mediterraneo: molto salato (oltre 38 parti per mille), perché è un bacino quasi chiuso, con forte evaporazione e pochi grandi fiumi che lo alimentano.
  • Mar Baltico: tra i meno salati, grazie alle abbondanti piogge e ai numerosi fiumi che vi si riversano.
  • Mar Rosso: tra i più salati in assoluto, per il clima caldo e arido e la scarsità di apporti d’acqua dolce.

Il caso estremo è il Mar Morto, così ricco di sali (circa dieci volte più del mare aperto) da rendere impossibile affondare: si galleggia senza sforzo. Non è propriamente un mare, ma un lago salato senza sbocco, dove l’acqua evapora e i sali si accumulano senza vie di fuga.

Il sale e la vita negli oceani

La salinità non è un dettaglio: regola la densità dell’acqua e, insieme alla temperatura, mette in moto le grandi correnti oceaniche che ridistribuiscono il calore sul pianeta. Gli organismi marini si sono adattati con precisione a questi valori. Molti pesci hanno sviluppato meccanismi per espellere il sale in eccesso, e anche diversi animali sanno bere acqua di mare senza disidratarsi, come raccontiamo nell’articolo su come ottenere acqua dolce dal mare.

Acqua salata cristallina di un mare caldo
La salinità cambia da mare a mare a seconda di clima e apporti d’acqua dolce.

Il mare è sempre stato salato?

Gli oceani sono comparsi molto presto nella storia della Terra e probabilmente contenevano sali fin dall’inizio, quando il vulcanismo intenso rilasciava cloro e altri elementi. La composizione è cambiata nel tempo, ma il carattere salato accompagna gli oceani da miliardi di anni. Per approfondire i numeri e i meccanismi, la voce dedicata alla salinità su Wikipedia offre un quadro completo.

Domande frequenti

Perché l’acqua di mare è salata e quella dei fiumi no?

I fiumi trasportano sali, ma scorrono di continuo verso il mare e non li accumulano. Negli oceani, invece, l’acqua evapora e il sale resta indietro, concentrandosi nel tempo.

Quanto sale contiene un litro di acqua di mare?

In media circa 35 grammi, pari a una salinità del 35 per mille. Il valore varia a seconda del mare e della zona.

Si può bere acqua di mare?

No. La concentrazione di sale è troppo alta: per eliminarlo i reni consumerebbero più acqua di quella ingerita, aggravando la disidratazione.

Perché il Mediterraneo è più salato dell’oceano?

È un bacino quasi chiuso, con forte evaporazione e scarso apporto di acqua dolce. Il ricambio con l’Atlantico avviene solo attraverso lo stretto di Gibilterra.

Il mare diventerà più salato in futuro?

Su tempi umani la salinità media resta stabile, perché il sale che entra è bilanciato da quello rimosso da sedimenti e reazioni sul fondale.

Perché in acqua salata si galleggia meglio?

Il sale aumenta la densità dell’acqua, che quindi sostiene meglio i corpi immersi. Nel Mar Morto l’effetto è così marcato da rendere quasi impossibile affondare.