C’è una mostra che, nel 2026, sta trasformando le Gallerie dell’Accademia di Venezia in un luogo di incontro tra passato e presente. Si intitola Transforming Energy ed è dedicata a Marina Abramović, la più celebre artista della performance vivente. Un’esposizione storica per più di un motivo, che vale il viaggio in laguna: ecco di cosa si tratta e come organizzare la visita.
Un evento da non perdere a Venezia
Venezia, nel 2026, è più che mai capitale dell’arte grazie alla Biennale. In questo contesto, le Gallerie dell’Accademia ospitano una delle mostre più attese dell’anno: una grande personale di Marina Abramović, artista di fama mondiale, allestita tra le sale del museo che custodisce i capolavori della pittura veneziana.
Che cos’è “Transforming Energy”
La mostra Transforming Energy (“trasformare l’energia”) è un’ampia esposizione che ripercorre la ricerca di Marina Abramović e la mette in dialogo con l’arte del Rinascimento veneziano. Il titolo richiama uno dei temi centrali del lavoro dell’artista: l’energia come forza che passa tra il corpo, l’opera e chi la osserva. L’esposizione è curata da Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, in stretta collaborazione con l’artista stessa.

Dove e quando: le informazioni pratiche
Le date
La mostra è aperta dal 6 maggio al 19 ottobre 2026, in concomitanza con la 61ª Biennale Arte di Venezia. Un periodo lungo, che permette di programmare la visita con calma anche nei mesi estivi e nel primo autunno.
Il luogo
La sede sono le Gallerie dell’Accademia, il principale museo d’arte antica di Venezia, situato nel sestiere di Dorsoduro e facilmente raggiungibile a piedi o in vaporetto. È lo stesso museo che conserva opere di Tiziano, Tintoretto, Veronese e Giorgione.
Biglietti e orari
Per orari aggiornati, costo dei biglietti ed eventuali visite guidate conviene sempre consultare il sito ufficiale delle Gallerie dell’Accademia, dove sono pubblicate tutte le informazioni pratiche e le eventuali modalità di prenotazione.
Chi è Marina Abramović
Nata a Belgrado nel 1946, Marina Abramović è considerata la “nonna della performance art”. Da oltre cinquant’anni utilizza il proprio corpo come mezzo espressivo, esplorando i limiti della resistenza fisica e mentale, il rapporto con il pubblico e la dimensione spirituale dell’arte. Tra le sue opere più celebri ci sono Rhythm 0 (1974), la lunga camminata sulla Grande Muraglia cinese insieme all’artista Ulay e la performance The Artist Is Present, con cui nel 2010 rimase seduta immobile al MoMA di New York per centinaia di ore, faccia a faccia con i visitatori.

Perché questa mostra è storica
La mostra segna anche gli ottant’anni dell’artista e rappresenta un traguardo importante per le Gallerie dell’Accademia: Marina Abramović è infatti la prima artista donna vivente a cui il museo dedica una grande esposizione. Per la prima volta nella storia dell’istituzione, inoltre, le opere occupano sia le sale della collezione permanente sia gli spazi delle mostre temporanee, intrecciandosi direttamente con i capolavori antichi.
Il dialogo con i capolavori del Rinascimento
Il cuore concettuale di Transforming Energy è proprio questo incontro tra epoche lontanissime. La performance, forma d’arte effimera e contemporanea per eccellenza, viene messa a confronto con la pittura rinascimentale veneziana, fatta invece di materia, colore e durata. Il risultato è un cortocircuito affascinante: il corpo dell’artista e i corpi dipinti dai grandi maestri si parlano attraverso i secoli, invitando il visitatore a riflettere su tempo, presenza ed energia.
Cosa aspettarsi dal percorso
Le mostre dedicate ad Abramović sono note per coinvolgere il pubblico in prima persona: non semplici quadri da guardare, ma esperienze da attraversare. Ci si può aspettare video delle performance storiche, installazioni, oggetti e, spesso, dispositivi che chiedono allo spettatore di rallentare, respirare e concentrarsi. È una visita che premia chi si prende il tempo di fermarsi, più che chi corre da una sala all’altra.

La mostra e la Biennale Arte 2026
Visitare Transforming Energy è anche un’ottima occasione per immergersi nell’atmosfera della Biennale, che nel 2026 riempie Venezia di padiglioni, eventi e installazioni diffuse. La città diventa un enorme museo a cielo aperto, in cui l’arte contemporanea dialoga con secoli di storia. Chi ama i grandi appuntamenti culturali veneziani conosce bene questa capacità della laguna di trasformarsi in palcoscenico, come accade anche con la Mostra del Cinema di Venezia.
Consigli per la visita
- Prenota in anticipo, soprattutto nei fine settimana e durante i periodi di Biennale;
- dedica alla mostra almeno un paio d’ore, per goderti anche la collezione permanente;
- visita nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio per evitare la folla;
- abbina la visita a una passeggiata nel sestiere di Dorsoduro, tra i più suggestivi di Venezia.
Domande frequenti su “Transforming Energy”
Dove si tiene la mostra di Marina Abramović? Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, nel sestiere di Dorsoduro.
Quando è aperta? Dal 6 maggio al 19 ottobre 2026, in concomitanza con la Biennale Arte.
Perché è una mostra storica? Perché Marina Abramović è la prima artista donna vivente a cui il museo dedica una grande personale, e per la prima volta le opere occupano anche le sale della collezione permanente.
Chi ha curato la mostra? Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum di Shanghai, in collaborazione con l’artista.
Chi è Marina Abramović? Un’artista serba nata nel 1946, considerata la pioniera e la “nonna” della performance art.
Dove trovo orari e biglietti aggiornati? Sul sito ufficiale delle Gallerie dell’Accademia, che pubblica tutte le informazioni pratiche.