Il pesce rana: il predatore che pesca con un’esca

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Immagina un pesce che non sa quasi nuotare, cammina sul fondo del mare con quattro “zampe” e porta sulla testa una minuscola canna da pesca con tanto di esca. Non è un’invenzione: è il pesce rana, uno dei predatori più bizzarri e ingegnosi degli oceani, capace di ingoiare la preda in pochi millesimi di secondo.

Un pesce che sembra tutto tranne un pesce

Chi si imbatte in un pesce rana per la prima volta fatica a riconoscerlo. Tozzo, bitorzoluto, ricoperto di escrescenze e ciuffi di pelle, sembra piuttosto una spugna, un sasso ricoperto di alghe o un pezzo di corallo. Proprio questa somiglianza è la sua arma vincente: il pesce rana ha fatto del travestimento uno stile di vita, trasformando l’immobilità in una strategia di caccia perfetta.

Il nome deriva dall’aspetto goffo e dalla bocca larghissima, che ricorda quella di un rospo. In inglese viene chiamato frogfish, cioè letteralmente “pesce rana”, proprio per lo stesso motivo. Dietro questo aspetto poco elegante si nasconde però uno dei cacciatori più efficienti del mondo animale.

Chi è il pesce rana: identikit di un antennaride

I pesci rana appartengono alla famiglia degli antennaridi (Antennariidae) e fanno parte del grande ordine dei lofiiformi, gli stessi pesci a cui appartengono le rane pescatrici degli abissi. Esistono circa cinquanta specie diverse, che vivono soprattutto nei mari tropicali e subtropicali di tutto il pianeta.

Le dimensioni variano molto: le specie più piccole misurano appena due o tre centimetri, mentre il pesce rana gigante (Antennarius commerson) può superare i trenta centimetri. Il corpo è globoso, quasi sferico, con una pelle nuda e spesso coperta di piccole spine e lembi che aiutano a mimetizzarsi. Per approfondire la classificazione, si può consultare la voce enciclopedica dedicata agli antennaridi.

La canna da pesca incorporata: l’illicio e l’esca

La caratteristica più straordinaria del pesce rana è il suo sistema di caccia. Il primo raggio della pinna dorsale si è trasformato, nel corso dell’evoluzione, in una sorta di canna da pesca chiamata illicio. All’estremità porta una piccola appendice carnosa, l’esca (in latino esca), che il pesce muove avanti e indietro davanti alla bocca.

Questa esca imita in modo sorprendente una piccola preda: a seconda della specie può somigliare a un vermetto, a un gamberetto o a un pesciolino. I pesci e i crostacei attratti si avvicinano convinti di trovare cibo facile e finiscono invece a pochi centimetri dalle fauci del predatore. È un esempio da manuale di quella che gli zoologi chiamano mimetismo aggressivo.

Un’esca che si rigenera

Se l’esca viene persa o danneggiata, per esempio strappata da una preda troppo grande, molte specie sono in grado di rigenerarla nel tempo. Uno strumento di caccia tanto prezioso non poteva certo essere usa e getta.

Primo piano di un pesce rana con la bocca larga sul corallo
Il corpo tozzo e ricoperto di escrescenze rende il pesce rana quasi invisibile tra spugne e coralli.

Un agguato fulmineo

Quando la preda è abbastanza vicina, il pesce rana passa dall’immobilità totale all’attacco in un istante. Aprendo di scatto la enorme bocca, crea un risucchio d’acqua che inghiotte la vittima insieme al liquido circostante. Si tratta di uno degli attacchi più rapidi conosciuti tra i vertebrati: l’intera manovra può durare appena sei millesimi di secondo, un tempo troppo breve perché l’occhio umano riesca a percepirlo.

La bocca, inoltre, può espandersi enormemente, aumentando di parecchie volte il proprio volume. Questo permette al pesce rana di risucchiare prede sorprendentemente grandi rispetto alle sue dimensioni.

Maestri del camuffamento

Il pesce rana è un vero campione di mimetismo. Molte specie possono cambiare colore per adattarsi all’ambiente: dal giallo acceso al rosso, dall’arancione al nero, fino a tonalità che riproducono perfettamente spugne e coralli vicini. Il cambiamento non è istantaneo come nel polpo, ma avviene nell’arco di giorni o settimane.

A completare il travestimento ci pensano le escrescenze cutanee, i filamenti e le verruche che coprono il corpo, imitando alghe e incrostazioni. Restando immobile, il pesce rana diventa così parte del paesaggio, invisibile sia alle prede sia ai predatori.

Camminare invece di nuotare

A differenza della maggior parte dei pesci, il pesce rana è un pessimo nuotatore. Preferisce muoversi camminando lentamente sul fondale, usando le pinne pettorali e pelviche come se fossero piccole zampe. Alcune specie riescono persino a compiere una sorta di andatura alternata, muovendo le pinne una dopo l’altra come farebbe un animale terrestre.

Quando deve spostarsi più rapidamente, ricorre a una propulsione a getto: aspira acqua e la espelle con forza dalle aperture branchiali, ottenendo una spinta improvvisa. Non è un metodo elegante, ma per un predatore d’agguato la velocità in acqua conta poco.

Pesce rana appoggiato sul fondale che usa le pinne come zampe
Pessimo nuotatore, il pesce rana preferisce camminare sul fondo usando le pinne come piccole zampe.

Dove vive il pesce rana

La maggior parte delle specie predilige le acque calde e poco profonde delle barriere coralline, delle zone rocciose e dei fondali ricchi di spugne. Una specie particolare, il pesce rana dei sargassi (Histrio histrio), vive invece in mare aperto, aggrappata alle alghe galleggianti del genere Sargassum, dove trova nutrimento e riparo.

Questa capacità di occupare ambienti così diversi dimostra la grande adattabilità del gruppo, che ha colonizzato mari da tutto il mondo mantenendo però lo stesso, inconfondibile stile di vita.

Un appetito più grande di lui

Il pesce rana è un predatore vorace e opportunista. Si nutre di pesci, crostacei e altri piccoli animali marini, e non disdegna prede della sua stessa taglia. Grazie alla bocca e allo stomaco estremamente elastici, può ingoiare vittime lunghe quanto lui, e in alcuni casi persino di più.

Questa abitudine lo rende un cacciatore silenzioso ma temibile all’interno del suo piccolo territorio. Non a caso, altri pesci specializzati nell’agguato hanno sviluppato strategie diverse ma altrettanto sorprendenti, come il pesce arciere che spara getti d’acqua per abbattere gli insetti fuori dall’acqua.

Pesce rana giallo mimetizzato tra le spugne marine
Molte specie cambiano colore per confondersi con l’ambiente e tendere agguati perfetti.

Riproduzione e ciclo vitale

La riproduzione del pesce rana varia da specie a specie. In molti casi la femmina rilascia le uova avvolte in una massa gelatinosa galleggiante, una sorta di velo che protegge migliaia di uova finché non si schiudono. Le larve trascorrono un primo periodo nel plancton, prima di scendere sul fondale e assumere l’aspetto e le abitudini degli adulti.

Perché il pesce rana affascina la scienza

Oltre a essere un soggetto amatissimo dai fotografi subacquei, il pesce rana interessa i biologi per diversi motivi. Il suo attacco ultrarapido è studiato dagli esperti di biomeccanica; il mimetismo offre spunti sull’evoluzione delle strategie predatorie; l’illicio, infine, è un affascinante esempio di come una struttura anatomica possa trasformarsi radicalmente per svolgere una nuova funzione. In poche parole, è un piccolo capolavoro di ingegneria naturale.

Domande frequenti sul pesce rana

Il pesce rana è pericoloso per l’uomo?

No. Il pesce rana non è aggressivo verso gli esseri umani e non è velenoso. Il suo attacco fulmineo è riservato alle piccole prede: per un subacqueo è del tutto innocuo, anche se conviene non disturbarlo.

Perché si chiama pesce rana?

Il nome deriva dall’aspetto tozzo e dalla bocca larga che ricordano quelli di un rospo o di una rana. In inglese, per lo stesso motivo, è chiamato frogfish.

Come fa il pesce rana a catturare le prede?

Usa una piccola “canna da pesca” naturale, l’illicio, con un’esca che imita un animaletto. Quando la preda si avvicina, la risucchia in bocca in pochi millesimi di secondo.

Quanto è veloce l’attacco del pesce rana?

È uno degli attacchi più rapidi tra i vertebrati: l’apertura della bocca e il risucchio della preda possono avvenire in circa sei millesimi di secondo.

Dove si può vedere un pesce rana?

Vive nei mari tropicali e subtropicali, soprattutto nelle barriere coralline e sui fondali ricchi di spugne. Data la sua abilità nel mimetizzarsi, però, è molto difficile da individuare anche per i sub esperti.

Il pesce rana può cambiare colore?

Sì. Molte specie modificano la propria colorazione per confondersi con l’ambiente circostante, anche se il cambiamento richiede giorni o settimane e non è istantaneo come nel polpo.