Carnevale: perché si chiama così

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Coriandoli, maschere e feste sfrenate: il Carnevale è la stagione dell’eccesso per eccellenza. Ma vi siete mai chiesti perché si chiama proprio così? Dietro questa parola si nasconde un piccolo tesoro di storia e di lingua, che ci porta indietro nel tempo fino al latino e ai riti religiosi del Medioevo. Scopriamo insieme l’origine del nome “Carnevale”.

Una parola che sa di addio

Per capire da dove viene la parola “Carnevale” bisogna guardare a ciò che veniva subito dopo la festa: la Quaresima. Nel calendario cristiano, il periodo che precede la Pasqua è tradizionalmente dedicato al digiuno e all’astinenza, e in particolare alla rinuncia alla carne.

Il Carnevale era dunque l’ultimo momento in cui ci si poteva concedere ogni piacere della tavola prima delle privazioni. Non a caso il suo culmine, il Martedì Grasso, precede immediatamente il Mercoledì delle Ceneri, che segna l’inizio della Quaresima.

L’etimologia più accreditata: “carne, addio”

L’ipotesi più condivisa dagli studiosi fa derivare la parola dall’espressione latina medievale carnem levare, che significa letteralmente “togliere la carne”, cioè eliminarla dall’alimentazione. Da carnem levare si sarebbe passati a forme come carnelevare, poi carnelevale e infine carnevale.

In pratica, il nome della festa indicava proprio il momento in cui si “levava” la carne, ci si preparava cioè a rinunciarvi con l’inizio del periodo quaresimale. Una parola che, a ben vedere, contiene già in sé il senso di un addio, sia pure temporaneo, ai piaceri del cibo.

Coriandoli colorati che cadono durante una festa
Coriandoli e feste sono l’immagine più nota del Carnevale. (Foto: Toni Canaj / Pexels)

Le altre ipotesi

Come spesso accade con l’etimologia, non manca chi propone spiegazioni alternative, alcune più fantasiose di altre.

Carne vale?

Un’interpretazione popolare fa derivare la parola dal latino carne vale, cioè “carne, addio”, usando il verbo valere nel senso del saluto (come nel latino vale, “stammi bene”). È un’ipotesi suggestiva e coerente con il significato della festa, ma la maggior parte dei linguisti la considera una ricostruzione a posteriori, meno solida di carnem levare.

Carrus navalis?

Un’altra teoria, oggi generalmente scartata, collegava il termine al latino carrus navalis, il “carro navale” usato in alcune antiche processioni. Il richiamo ai carri allegorici del Carnevale moderno è affascinante, ma manca di prove convincenti sul piano storico e linguistico.

Maschere veneziane esposte su una bancarella
Dietro la festa si nasconde una lunga storia linguistica. (Foto: NIC LAW / Pexels)

Una festa antichissima sotto nomi diversi

Se la parola “Carnevale” ha radici medievali e cristiane, lo spirito della festa è molto più antico. Molte culture del passato conoscevano periodi di rovesciamento delle regole, in cui l’ordine sociale veniva temporaneamente sospeso tra maschere, banchetti e allegria. I Romani, per esempio, celebravano i Saturnali, giorni di festa in cui i ruoli si capovolgevano e ci si abbandonava al divertimento.

Il Carnevale cristiano ha in qualche modo raccolto e reinterpretato questa antica esigenza umana: concedersi una pausa dall’ordinario, indossare una maschera, lasciarsi andare, prima di un tempo di riflessione e di rigore.

Perché il nome ci dice tanto

Conoscere l’origine di una parola come “Carnevale” è come aprire una piccola finestra sul passato. Dentro quel nome ci sono la struttura del calendario religioso, le abitudini alimentari di un’epoca e persino il modo in cui la lingua si trasforma nel tempo, passando dal latino all’italiano attraverso passaggi graduali.

Sfilata di carnevale con costumi colorati
Lo spirito della festa affonda le radici in riti molto antichi. (Foto: alleksana / Pexels)

Maschere e tradizioni regionali

In Italia il Carnevale ha assunto forme diverse da regione a regione, dando vita ad alcune delle celebrazioni più famose al mondo. Il Carnevale di Venezia, con le sue maschere raffinate e i costumi settecenteschi, è forse il più celebre; quello di Viareggio è noto per i giganteschi carri di cartapesta a tema satirico; a Ivrea si svolge la spettacolare battaglia delle arance. A queste feste sono legate anche le maschere tradizionali della commedia dell’arte, da Arlecchino a Pulcinella, da Colombina a Balanzone, ciascuna con il proprio carattere e la propria città d’origine.

Al di là delle differenze locali, tutte queste manifestazioni condividono lo stesso spirito che il nome racchiude: un tempo di libertà e di rovesciamento, prima del rientro nell’ordine quotidiano.

Dalla parola alla festa di oggi

Oggi il Carnevale è soprattutto sinonimo di allegria, costumi e coriandoli, e il legame con la Quaresima è sfumato nella percezione comune. Eppure quel nome continua a portare con sé, silenziosamente, il suo significato originario: l’ultima grande festa prima di un tempo di sobrietà. Un dettaglio che rende ancora più gustosa la prossima frittella di Carnevale.

A proposito di parole legate a questa festa, sapevi che anche i coriandoli devono il loro nome a una spezia? Per approfondire l’etimologia del termine puoi consultare la voce “carnevale” del Vocabolario Treccani.

Domande frequenti

Perché la festa si chiama Carnevale?

Perché il nome deriva dall’espressione latina carnem levare, “togliere la carne”, e indicava il periodo in cui si smetteva di mangiare carne in vista della Quaresima.

Che cosa significa “carnem levare”?

Significa letteralmente “levare la carne”, cioè eliminarla dall’alimentazione. Da questa espressione, attraverso vari passaggi, si è formata la parola “carnevale”.

È vero che deriva da “carne vale”?

È un’ipotesi popolare che interpreta il nome come “carne, addio”. Suggestiva ma considerata dai linguisti meno solida rispetto a carnem levare.

Che legame c’è tra Carnevale e Quaresima?

Il Carnevale precede immediatamente la Quaresima: era l’ultimo periodo di festa e abbondanza prima dei quaranta giorni di digiuno e astinenza che portano alla Pasqua.

I Romani festeggiavano il Carnevale?

Non con questo nome, ma celebravano feste dallo spirito simile, come i Saturnali, in cui le regole sociali venivano temporaneamente rovesciate.

Quando finisce il Carnevale?

Il suo culmine è il Martedì Grasso, che precede il Mercoledì delle Ceneri, giorno che segna l’inizio della Quaresima.