Dalla testa non scappa quasi tutto il calore del corpo: ne esce più o meno quanto ne uscirebbe da qualsiasi altro pezzo di pelle grande uguale. Se fosse vero il contrario, uscire senza berretto sarebbe come uscire senza pantaloni. E nessuno, a gennaio, la pensa così.
Eppure la frase la conosci a memoria. «Mettiti il cappello, che il calore se ne va dalla testa.» L’hanno detta nonne a Bolzano e a Palermo, istruttori di sci, maestri di montagna. Alcuni ci aggiungevano pure un numero, sempre diverso e sempre enorme: metà, due terzi, quasi tutto.
Da dove arriva questa idea?
Da un posto insospettabile: l’esercito degli Stati Uniti. In un manuale di sopravvivenza dei militari americani, attorno al 1970, si leggeva che dalla testa se ne va quasi metà del calore del corpo. Il consiglio era sensato, il numero no.
Quel dato veniva da esperimenti fatti durante la Guerra Fredda. Volontari esposti a un freddo feroce, chiusi in tute artiche da sopravvivenza, imbottite dal collo alle caviglie. Tutte coperte tranne un pezzo: la testa. Il calore, che non è stupido, usciva dall’unica porta lasciata aperta. Misurarlo lì e concludere che la testa è una specie di camino è un po’ come chiudere tutte le finestre di casa tranne una e dire che quella finestra fa più corrente delle altre.
Il mito ha avuto una lunga carriera, finché nel 2008 due medici dell’Università dell’Indiana, Rachel Vreeman e Aaron Carroll, lo hanno messo in fila insieme ad altre credenze delle feste in un articolo uscito a Natale su una delle riviste mediche più lette al mondo. La loro battuta è rimasta famosa: se davvero la testa disperdesse tutto quel calore, staremmo freddi senza berretto quanto senza pantaloni. Come racconta il magazine di montagna Grough, che ammise di esserci cascato pure lui, una persona in costume da bagno in mezzo alla neve perderebbe dalla testa circa un decimo del suo calore. Più o meno la quota di pelle che la testa occupa sul corpo.
Allora il berretto non serve?
Serve, certo. Ogni centimetro di pelle scoperta lascia andare calore, e la testa è spesso l’unica parte che resta fuori quando sei infagottato in giaccone, sciarpa e guanti. In quel caso diventa davvero la tua finestra aperta. Solo che le gambe nude, a parità di freddo, ti farebbero lo stesso effetto. Come disse alla radio pubblica americana il medico Douglas Kamerow commentando quel lavoro, se esci d’inverno col cappello ma in pantaloncini, avrai freddo lo stesso.
C’è poi un dettaglio che rende la faccenda meno netta di quanto piaccia ai debunker. All’Università di Manitoba, in Canada, hanno immerso dei volontari in acqua fredda, prima con la testa fuori e poi con la testa sotto. La quantità di calore perso cresceva di poco, come previsto. Ma la temperatura interna del corpo scendeva molto più in fretta. L’ipotesi è che faccia, collo e cuoio capelluto siano zeppi di sensori del freddo, e che quando si raffreddano il corpo cambi il modo in cui fa circolare il sangue. Sul perché esatto, chi studia queste cose non ha ancora chiuso la discussione. E comunque sotto l’acqua gelida, per fortuna, ci finisce poca gente.
Anche altri miti del corpo hanno storie simili, nati da un dato vero letto storto: le unghie che crescerebbero dopo la morte, il sangue blu nelle vene, la gomma da masticare che resta nello stomaco per anni.
Cosa raccontare a cena
La versione giusta è questa: il calore esce da tutta la pelle scoperta, non da una sola parte privilegiata. La testa sembra speciale perché è quasi sempre l’ultima cosa che lasciamo fuori, e perché la faccia sente il freddo prima e meglio di un polpaccio. Il manuale militare, alla fine, dava un buon consiglio con una spiegazione sbagliata. I due medici dell’Indiana chiudevano così: se fuori fa freddo, proteggi il corpo; se coprirti la testa o no, decidi tu.
Tua nonna aveva ragione sul berretto. Sui numeri, un po’ meno.
Vero o falso?
Dalla testa esce quasi tutto il calore del corpo: falso.
Dalla testa esce calore in proporzione alla sua superficie: vero.
Coprirsi la testa quando fa freddo è inutile: falso, conta come coprire qualsiasi altra parte.
Fonti
Grough, Hats, heads, and heat: medics debunk decades-old myth (2008)
NPR, Scientists Shed Light On Festive Medical Myths (2008)
Vreeman R., Carroll A., Festive medical myths, BMJ 2008
Pretorius T. et al., Thermal effects of whole head submersion in cold water on nonshivering humans, Journal of Applied Physiology 2006
Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026
