Le unghie dei morti non crescono, sembrano solo più lunghe

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Le unghie di un morto non crescono, e nemmeno i capelli. Eppure chi ha visto un corpo dopo qualche giorno giura che sembrano più lunghi, e ha ragione: sembrano. Il trucco lo fa la pelle, non le unghie.

Un romanzo, una battuta e un’idea che non muore

L’immagine più famosa la scrisse Erich Maria Remarque nel 1929, in Niente di nuovo sul fronte occidentale. In un ospedale da campo il giovane Paul siede accanto all’amico Kemmerich, che sta morendo. Guarda le sue mani e pensa alle unghie: continueranno a crescere a lungo dopo l’ultimo respiro, come strane piante di cantina. Una pagina così ti resta in testa per sempre, ed è rimasta in testa a generazioni di lettori.

Poi ci si è messa la televisione americana. Il conduttore Johnny Carson ci costruì sopra una battuta diventata celebre: per tre giorni dopo la morte unghie e capelli continuano a crescere, ma le telefonate calano. Rachel Vreeman e Aaron Carroll, due medici americani, l’hanno citata nella loro raccolta di miti medici che ingannano perfino i dottori. Già, perché ci cascano anche loro.

Che cosa succede davvero alla pelle?

Per crescere, un’unghia ha bisogno di cellule vive che si moltiplicano alla radice, e quelle cellule vivono di sangue e ossigeno. Quando il cuore si ferma, il rifornimento finisce e la fabbrica chiude.

Intanto il corpo comincia a perdere acqua. La pelle si asciuga e si ritira, come la buccia di una mela dimenticata sul davanzale. Attorno alle dita si stacca un poco dall’unghia e scopre la parte che prima stava nascosta sotto la cuticola. L’unghia è lunga uguale, ma tu ne vedi di più.

Sul viso succede la stessa cosa. La pelle del mento si tende e si abbassa, e i peli della barba, che erano già lì appena sotto la superficie, spuntano fuori. Ne esce quell’ombra scura che fa pensare a una barba di qualche giorno. Lo spiega anche la clinica dermatologica dell’Università dell’Arkansas: capelli e unghie restano della stessa lunghezza, è tutto il resto che si restringe.

C’è un briciolo di verità?

Uno piccolo, sì. La morte non è un interruttore che spegne tutto nello stesso istante. Le cellule del cervello cedono in pochi minuti, altre che consumano meno ossigeno resistono un po’ di più. Qualche cellula alla radice di un pelo potrebbe fare un ultimo, minuscolo sforzo.

Ma pensa a quanto è lenta la crescita anche quando sei vivo e in salute: un capello allunga più o meno di un centimetro in un mese intero. In poche ore e senza sangue, quell’ultimo sforzo non lo vedresti nemmeno con una lente. Nessuno, a dire il vero, l’ha mai misurato con precisione. Non serve: non arriva a vedersi.

L’antropologo forense William Maples, che di corpi ne aveva esaminati parecchi, la liquidava così: un’immagine potente e inquietante, ma pura fandonia. Il corpo, del resto, ama ingannare chi lo osserva: quando scrocchi le dita non è un osso a fare rumore, e Braccio di Ferro mangiava spinaci, ma non per il ferro.

Vero o falso?

Dopo la morte unghie e capelli crescono: falso.
Dopo qualche giorno sembrano più lunghi: vero, perché la pelle si ritira.
Qualche cellula resiste un po’ dopo il cuore: vero, ma non abbastanza da allungare niente.

La versione da raccontare a cena è semplice: il corpo non cresce, si asciuga. E vale anche per la famosa barba del giorno dopo, quella che nei vecchi racconti spunta sul viso del defunto durante la veglia. Non è cresciuta. È il viso che si è fatto indietro.

Fonti

Vreeman R.C., Carroll A.E., «Medical myths», BMJ, 2007 (doi:10.1136/bmj.39420.420370.25)
UAMS Health, Dermatology Clinic: «Do a person’s hair and fingernails continue to grow after death?»
BBC Science Focus: «Do fingernails and hair really keep growing after death?»

Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2026