Il riso non salva il telefono bagnato (anzi)

Preparato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale · responsabile editoriale Andrea Bertolotti · come lavoriamo

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Il sacchetto di riso non asciuga il tuo telefono bagnato. Nelle prove fatte davvero, un telefono lasciato semplicemente all’aria si asciuga meglio di uno sepolto nel riso, e la stessa Apple oggi scrive nero su bianco di non farlo.

Eppure è la prima cosa che facciamo tutti. Il telefono cade nel lavandino, lo peschi, corri in cucina e apri la dispensa. Sembra logico: il riso crudo è secco, l’acqua va dove c’è secco. Il problema è che l’acqua dentro un telefono non ha nessuna fretta di uscire.

Da dove arriva il trucco del riso?

L’idea è più vecchia degli smartphone. Il riso si usava per proteggere dall’umidità le macchine fotografiche già nel 1946, e chi vive in posti umidi ne mette ancora qualche chicco nella saliera. Il salto verso i telefoni arriva con i primi BlackBerry: un articolo del Washington Post del 2007 raccontò di un apparecchio tornato in vita dopo una notte nel riso. Nessuno si chiese se sarebbe sopravvissuto anche sul davanzale. Il consiglio fece il giro del mondo e diventò saggezza di famiglia, come mettere il cucchiaino nella bottiglia di spumante.

Anche in Italia il dubbio circola da anni: Il Post se lo chiedeva già nel 2015, con una risposta poco lusinghiera per il riso.

La gara che il riso ha perso

Il test più citato l’ha fatto Gazelle, un’azienda americana che compra e ricondiziona telefoni usati, quindi di cellulari annegati ne vede parecchi. Hanno preso delle spugne inzuppate e le hanno messe a riposare per un giorno in sette materiali diversi: riso crudo, riso istantaneo, fiocchi d’avena, cuscus, sabbia per gatti, gel di silice. Una spugna invece è rimasta all’aria, senza niente attorno.

Il riso crudo è arrivato ultimo. Ha assorbito meno acqua di tutti, battuto perfino dal cuscus e dall’avena. E la spugna lasciata all’aria? Si è asciugata più di tutte le altre. Il motivo è semplice: il riso tocca solo l’esterno del telefono, mentre l’acqua sta nelle fessure interne. Chiuderlo in un sacchetto, anzi, gli toglie proprio l’aria che lo aiuterebbe.

Poi c’è la polvere. Il riso rilascia amido e minuscoli frammenti che finiscono dentro la porta di ricarica e le griglie degli altoparlanti. Per questo la pagina di assistenza di Apple dice di non mettere l’iPhone nel riso, perché i granelli possono danneggiarlo. Il consiglio ufficiale è quasi deludente: picchiettare il telefono sul palmo con la porta verso il basso e lasciarlo in un posto asciutto e ventilato. Vietati phon e termosifone, e anche l’aria compressa.

Il vero nemico non è l’acqua

Qui arriva la parte che cambia tutto. Un telefono raramente muore perché è bagnato. Muore perché dentro scorre corrente mentre è bagnato. L’acqua del rubinetto o del mare è piena di sali, e con la batteria attiva i circuiti diventano una piccola pila che si mangia i contatti. È la corrosione che spiegano i tecnici di iFixit: parte subito e continua anche quando la superficie sembra asciutta.

Per questo la mossa più utile è anche la meno scenografica: spegnere il telefono appena lo tiri fuori e non riaccenderlo per un bel po’. Niente prove per vedere se funziona ancora, niente carica. Molti telefoni recenti resistono agli schizzi, ma quella protezione si consuma con gli anni e con le cadute. Se ti interessano altri riti inutili del nostro rapporto col telefono, leggi perché chiudere le app non salva la batteria o sfoglia le altre curiosità sugli smartphone.

Vero o falso?

Il riso asciuga il telefono: falso, l’aria fa meglio.
Il riso può fare danni: vero, polvere e amido entrano nelle porte.
Spegnerlo subito aiuta: vero, è la cosa che conta di più.

Quella notte del BlackBerry, probabilmente, sarebbe bastata anche una mensola. Il riso si è preso tutto il merito.

Fonti

Apple Support, avviso di liquido rilevato nell’iPhone
Gazelle, test sui materiali assorbenti (2014)
iFixit, Kevin Purdy: Rice is for dinner, not repair
Il Post, Mettere uno smartphone bagnato nel riso serve davvero a qualcosa?

Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2026