Vomitorium

Dati in breve
DefinizioneNei teatri e anfiteatri romani, ciascuna porta d'entrata e uscita del pubblico aperta sulla cavea [treccani.it]
Forma italianavomitorio, sostantivo maschile (plurale latino: vomitoria) [treccani.it]
EtimologiaLatino vomitorius, da vomĕre «vomitare, riversare fuori» [treccani.it]
Prima attestazioneMacrobio, Saturnalia VI 4, 3 (V secolo d.C.) [penelope.uchicago.edu]
Senso originarioI varchi da cui gli spettatori «si riversano» sui sedili [penelope.uchicago.edu]
In ingleseTermine archeologico attestato dal 1754 [etymonline.com]
Uso oggiTermine tecnico: al Colosseo indica le rampe d'accesso ai posti [colosseo.it]
Parole collegatecavea, meniano, praecinctio [treccani.it]
Falso mito«Stanza per vomitare»: nessuna fonte antica la nomina; l'errore si diffonde nell'Ottocento (Hare, 1871) [hpi.uq.edu.au]
Fonte del mitoSeneca, Ad Helviam 10, 3: «vomunt ut edant, edunt ut vomant» [thelatinlibrary.com]

Il vomitorium (in italiano vomitorio, plurale latino vomitoria) è ciascuna delle porte da cui il pubblico entrava e usciva dalla cavea di teatri e anfiteatri romani. Il nome viene da vomere, «riversare fuori»: indicava la folla che defluiva, non una stanza per vomitare dopo i banchetti.

Che cosa significa vomitorium?

Secondo il Vocabolario Treccani, il vomitorio è la porta d’entrata e d’uscita del pubblico aperta sulla cavea, raggiunta da scale e passaggi interni. I varchi si aprivano a ogni piano, tra un meniano e l’altro, nel muro verticale della praecinctio, il corridoio che separava i settori delle gradinate. In un grande anfiteatro erano decine, e servivano a distribuire gli spettatori senza ingorghi.

Da dove viene la parola?

Treccani fa derivare vomitorio dal latino vomitorius, da vomĭtus, participio passato di vomĕre, «vomitare». In latino il verbo aveva un senso più largo: si diceva di un fiume che «vomita» acqua nel mare o di una casa che si svuota di gente. È questa immagine, la massa che esce tutta insieme, a dare il nome ai passaggi degli edifici per spettacoli.

Chi l’ha usata per primo?

La prima attestazione è nei Saturnali di Macrobio (V secolo d.C., libro VI, 4, 3), che spiega: «per questo chiamiamo vomitoria» i varchi da cui gli spettatori «si riversano» sui sedili. Macrobio commenta un verso delle Georgiche di Virgilio in cui la casa del ricco al mattino «vomita» l’onda dei clienti venuti a salutarlo, e cita Ennio per il Tevere che «vomita» nel mare. In inglese il termine arriva come voce archeologica nel Settecento: Etymonline lo registra dal 1754.

Si usa ancora oggi?

Sì, come termine tecnico dell’archeologia e dell’architettura teatrale. Il Parco archeologico del Colosseo chiama vomitoria le rampe d’accesso ai posti, protette da balaustre di marmo ritrovate negli scavi del 1874-1875. Alcune di quelle balaustre portavano sul retro le indicazioni dei settori, i loca, per orientare il pubblico verso il proprio posto.

Cosa non è vero

Non era una stanza per vomitare. Nessuna fonte antica usa la parola per un ambiente in cui liberarsi lo stomaco durante i banchetti, come ricorda lo Historical Perspective Institute dell’Università del Queensland. Il fraintendimento è ottocentesco: nel 1871 la guida Walks in Rome di Augustus Hare identificò per errore un «vomitorium» accanto alla sala da pranzo del palazzo dei Flavi sul Palatino, e nel 1888 la Saturday Review lo definì uno «sbaglio delizioso».

Il mito non nasce dal nulla, ma i vomitoria non c’entrano. Qualche romano vomitava davvero a tavola: Seneca, nella Consolazione alla madre Elvia (10, 3), scrive dei ghiottoni del suo tempo «vomunt ut edant, edunt ut vomant», vomitano per mangiare e mangiano per vomitare. È una denuncia morale di un’abitudine, non la descrizione di una stanza, e non usa la parola vomitorium.

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Fonti

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2026 · scheda termine curata dalla redazione con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, sotto la responsabilità editoriale di Andrea Bertolotti.