Il 14 maggio 2026 avrebbe compiuto 81 anni Giulio Giorello, filosofo, matematico ed epistemologo italiano fra i più ascoltati degli ultimi decenni. Nato a Milano nel 1945 e scomparso nel 2020, Giorello è stato una delle voci più riconoscibili del pensiero italiano: capace di parlare di Galileo e dei fumetti, di Karl Popper e di Spider-Man, di scienza e libertà nello stesso respiro. La sua eredità intellettuale resta oggi attualissima.
Chi era Giulio Giorello
Giulio Giorello (Milano, 14 maggio 1945 – Milano, 15 giugno 2020) è stato un filosofo della scienza italiano, professore ordinario all’Università degli Studi di Milano, divulgatore, traduttore e curatore di opere fondamentali del pensiero liberale e scientifico. È stato presidente della Società italiana di Logica e Filosofia della Scienza (SILFS) e direttore della celebre collana «Scienza e Idee» di Raffaello Cortina Editore.
Per oltre quarant’anni ha insegnato Filosofia della Scienza all’Università Statale di Milano, formando generazioni di studenti e dialogando con i grandi temi della cultura italiana: dai rapporti tra scienza e religione alla libertà individuale, dall’epistemologia alla politica.

La formazione: dalla matematica alla filosofia
Giorello si laureò due volte all’Università di Milano: in filosofia nel 1968 e in matematica nel 1971. Fu allievo di Ludovico Geymonat, uno dei padri della filosofia della scienza italiana, di cui erediterà la cattedra alla Statale.
La doppia formazione, matematica e filosofica, è la chiave per capire il suo modo di pensare: per Giorello la filosofia non era separata dalle scienze, ma trovava il proprio terreno proprio dialogando con loro. Lo sosteneva con una frase che amava ripetere: «la scienza è una forma di esercizio della libertà».
Cinque cose da sapere su Giulio Giorello
1. Era un filosofo «in piazza»
Pur essendo un accademico rigoroso, Giorello credeva profondamente nella divulgazione. Per anni ha tenuto rubriche sulle pagine culturali del Corriere della Sera, scritto introduzioni a edizioni economiche di classici, partecipato a festival di filosofia e trasmissioni radio. La sua idea era semplice: se un’idea non si può raccontare a chi non la conosce, forse non la si è capita davvero.
2. Amava Topolino e Tex tanto quanto Galileo
Giorello sosteneva che i fumetti, i film e la cultura popolare fossero un terreno di pensiero filosofico a pieno titolo. Ha scritto saggi su Tex Willer, sull’Uomo Ragno, su James Bond, mostrando come questi miti contemporanei discutano temi morali, politici e perfino metafisici. Per molti studenti italiani è stato l’autore che ha reso «legittimo» pensare anche con i fumetti in mano.
3. La libertà al centro di tutto
Il tema della libertà attraversa tutta la sua opera. Curò l’edizione italiana di Sulla libertà di John Stuart Mill, scrisse libri con Dario Antiseri e Pier Paolo Portinaro, e fu fra i più convinti sostenitori dell’idea che la scienza e la libertà di pensiero siano due aspetti della stessa esperienza umana: la disponibilità a mettersi in discussione.
4. Un dialogo serrato con la religione
Giorello si dichiarava laico e «di nessuna chiesa» (come recita il titolo di uno dei suoi libri più noti). Ma il suo non era ateismo polemico: era un’attenzione costante al fatto religioso, ai testi sacri e al pensiero teologico, considerati componenti essenziali della storia delle idee. Dialogò spesso con figure cattoliche come Carlo Maria Martini, in incontri pubblici di altissimo livello.
5. Tradusse e fece tradurre i classici della filosofia della scienza
Grazie alla sua direzione editoriale, in Italia sono arrivati o sono stati riportati in libreria libri fondamentali di Karl Popper, Imre Lakatos, Paul Feyerabend e molti altri. Senza il suo lavoro silenzioso di curatela, la cultura scientifica italiana sarebbe più povera.

Le opere principali
La produzione di Giorello è vastissima. Alcuni dei suoi libri più letti sono:
- Filosofia della scienza (1992) – un manuale di riferimento;
- Prometeo, Ulisse, Gilgameš (Raffaello Cortina, 2004) – sui miti come laboratori di pensiero;
- Di nessuna chiesa (Raffaello Cortina, 2005) – sulla libertà spirituale e l’autonomia;
- Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti (con Dario Antiseri, Bompiani, 2008);
- Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo (Longanesi, 2010);
- Scienza, tecnica e libertà. Saggi epistemologici.
Importanti anche i suoi lavori con il matematico Marco Mondadori sulla teoria delle probabilità e i contributi sulle riviste filosofiche internazionali.
Una voce nel dibattito pubblico italiano
Giorello ha attraversato tutti i grandi dibattiti scientifico-culturali italiani degli ultimi quarant’anni: bioetica, energia nucleare, ricerca sulle staminali, evoluzionismo, intelligenza artificiale, fine vita. Lo ha fatto sempre da una posizione laica e antidogmatica, opponendosi sia all’oscurantismo religioso sia al «cientismo» riduzionista che pretende di chiudere ogni domanda con un dato di laboratorio.
Il maestro: Ludovico Geymonat
Per capire Giorello bisogna ricordare Ludovico Geymonat, suo maestro alla Statale di Milano. Geymonat aveva introdotto in Italia il neopositivismo logico e la filosofia analitica della scienza. Giorello ne ereditò la cattedra e ne continuò l’opera, ma con uno stile diverso: più narrativo, più aperto alla cultura popolare, capace di parlare ai non specialisti senza perdere il rigore.
La morte e l’eredità
Giulio Giorello è morto il 15 giugno 2020 a Milano, dopo aver contratto il COVID-19 durante la prima ondata della pandemia. Aveva 75 anni. Si era sposato pochi mesi prima con la filosofa Roberta De Monticelli, che lo accompagnò negli ultimi tempi della malattia.
La notizia della sua morte commosse il mondo culturale italiano: in pochi avevano saputo unire come lui il rigore accademico, la curiosità divulgativa e l’impegno civile. Restano i suoi libri, le sue lezioni — molte disponibili online — e una intera generazione di studenti formati alla sua scuola.

Perché ricordare Giorello oggi
In un’epoca in cui la scienza è continuamente chiamata in causa nel dibattito pubblico — sul clima, sui vaccini, sull’intelligenza artificiale — la lezione di Giorello è quanto mai attuale. La scienza non è un oracolo né un dogma: è una pratica di pensiero in cui ci si mette in gioco. E la libertà — diceva — non è il diritto di credere a quel che si vuole, ma il dovere intellettuale di verificare, falsificare, confermare ciò che si pensa.
Per approfondire la sua vita e le sue opere si può consultare la voce di Wikipedia su Giorello e la scheda della Treccani. Sul nostro blog trovi anche un articolo dedicato a le scoperte recenti sulla mente e sul cervello, temi che Giorello frequentò spesso.
Domande frequenti su Giulio Giorello
Quando è nato Giulio Giorello?
Giorello è nato a Milano il 14 maggio 1945. Nel 2026 avrebbe compiuto 81 anni.
Di cosa si occupava esattamente?
Era un filosofo della scienza: si interessava di come funziona la conoscenza scientifica, di come le teorie cambiano nel tempo e dei legami fra scienza, etica e libertà. Era anche matematico di formazione e divulgatore.
Da quali autori era influenzato?
Dai grandi epistemologi del Novecento: Karl Popper, Imre Lakatos, Paul Feyerabend. Tra i classici prediligeva Galileo, Hume, John Stuart Mill e Bertrand Russell.
Perché parlava di fumetti?
Perché considerava la cultura popolare un terreno di pensiero filosofico legittimo. Per lui Tex Willer, Spider-Man o James Bond erano laboratori narrativi in cui si discutono temi morali e politici, esattamente come nei classici della letteratura.
Quali sono i suoi libri da cui iniziare?
Per cominciare: Prometeo, Ulisse, Gilgameš per il piacere narrativo, Di nessuna chiesa per la riflessione filosofica e Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti per il pensiero politico-religioso.
Come è morto Giorello?
È morto il 15 giugno 2020 a Milano, dopo aver contratto il COVID-19 durante la prima ondata della pandemia. La sua scomparsa è stata avvertita come una grande perdita culturale per il Paese.